WOMEN@WORK: LA FOLLIA DI PRO-ANA
Pro-ana:quando magro e’ bello da morir(n)e
Il fenomeno pro-ana. Viaggio nell’universo dei siti a favore dell’anoressia.
“E’ uno stile di vita e non una malattia”, dicono le anoressiche dal web. Il blog di Miss Mayli, ad esempio, che fa sapere al mondo: “l’anoressia è la mia migliore amica”. La rabbia di medici e associazioni di genitori in lotta contro la malattia.
La parola d’ordine è ‘thin’ e l’imperativo è ‘think thin’; le icone hollywoodiane a cui si votano si chiamano Kate Moss, Nicole Richie, Linsday Lohan. Non manca neppure il tributo ad honorem alle ultime modelle uccise dalla malattia. E’ il popolo delle anoressiche per convinzione, tutte unite nella missione “pro-ana”. Il veicolo è internet e i siti cosiddetti “pro-ana” sono centinaia, tutti inneggianti all’anoressia quale stile di vita. E guai a chiamarla malattia. Sorprende il linguaggio, la pervicacia a sostegno degli slogan. Tutti uguali. “Ana is not a disease, it’a lifestyle”. Quindi le loro icone. Icone di ossa ricoperte da sottilissima pelle. Sotto l’evocativa insegna della ‘thinspiration’ tante foto, tantissime e pochi pensieri espressi. Campeggiano a tutto schermo glutei sottilissimi, seni inesistenti, visi scavati con zigomi sempre in evidenza, occhi enormi e spenti, corpi diafani vestiti dalle griffe più costose.
Nicole Richie, ad esempio, figlia del più noto cantante Lionel e amica dell’ereditiera Paris Hilton. Non è un’attrice né una cantante ma è amica di e figlia di e ha un posto nel dorato mondo dello showbiz americano. In più soffre di anoressia. Tutti magici elementi, questi, che la fanno diventare un esempio per milioni di ragazzine di tutto il mondo alle prese con problemi di anoressia. Sul web scorrono le immagini della scheletrica Nicole e impressionano i suoi 40 chili di peso. Galleggia talvolta in un piccolo costume da bagno troppo grande per lei, altre volte è immortalata in una festa vip persa in un bellissimo vestito da sera taglia 38. Della piccola Richie molti dei siti pro-ana riportano le dichiarazioni in cui nega la malattia. “Non ho problemi di anoressia, sono solo magra” dice stringendosi nelle spalle la ragazza, con lo sguardo sfuggente di chi mente.
E mente di sicuro se si compara la sua immagine di oggi a quella di qualche anno fa. Allora viso sorridente e paffuto di un’adolescente qualsiasi; oggi irriconoscibile ombra di sé stessa. Ma, del resto, per il pro-ana pensiero la menzogna è uno dei più potenti metodi di persuasione, uno strumento subdolo ma utile all’obiettivo principale: la ricerca di nuove adepte.
Il fenomeno dei siti pro-ana, in crescente aumento, è nato qualche anno fa negli Stati Uniti ed oggi inizia a dilagare anche in Europa, tanto da far gridare allo scandalo e al loro immediato oscuramento medici di fama internazionale e associazioni di genitori. Numerosi i siti “against pro-ana” sorti spontaneamente, appunto, per porre freno alle deliranti tesi proposte dalle fautrici del “think thin”. Malgrado l’allarme, però, trovare in rete un sito pro-ana è semplice anche per i meno esperti.
Miss Mayli ha un blog. Anche lei aderisce alla battaglia a favore della libera scelta all’anoressia. Ha poco meno di vent’anni, un viso acqua e sapone su cui risalta il vistoso apparecchio ai denti, vive in Canada, ama la musica e canta. Un’adolescente come tante, si penserebbe, comune come tutte le ragazzine che a quell’età amano definirsi ribelli. Una cascata di stelline sullo sfondo rosa shocking ed ecco Miss Mayli presentarsi con un video.
Lo gira nel suo piccolo universo, la sua stanza; si intravedono i libri di scuola, i poster e i peluches coi cuoricini. Muove le labbra e mima di cantare, nel frattempo mostra alla telecamera dei foglietti con le parole della sua musica: invita le sue coetanee a sentirsi leggere, a non nutrirsi, a far vincere la volontà e non la fame. Tra le cose più importanti di lei al terzo posto mette l’anoressia, la sua
migliore amica ma anche la sua peggior nemica (“Ana is my best friend and worst enemy”), salvo poi svestire i panni da dura e vederla in foto con altre due ragazze e la scritta “best friends forever”.
Non sorride mai, scrive di un padre che non ha mai conosciuto e di una madre “stupida”. Nella sezione immagini del blog ancora foto (se ne contano più di 250), ma non le sue. Anche qui le note icone delle ragazze pro-ana. Nel decalogo della perfetta “life ana”, la ragazza inserisce l’assunzione costante di almeno tre lassativi al giorno e impone di andare sulla bilancia a controllare il peso sette volte in ventiquattrore.
L’ultima, la decima regola d’oro è “love it”. Amala, l’anoressia. Parola di Miss Mayli
Vittoria Perri Venerdì 03 Agosto 2007 il Confronto.it
IL CONFINE FRA NORMALITA’ E PAZZIA
RAGAZZE PRO-ANA
E’ un argomento complesso, confesso la prima volta che me lo sono trovato davanti, ho immediatamente pensato maliziosamente a qualcosa attinente al porno o giù di lì, poi la mancanza di pregiudizi che ho, mi ha fatto guardare oltre l’apparenza, ed approfondendo l’argomento sono rimasta stupefatta forse no.. basita sicuramente.. ho scoperto l’esistenza di un mondo parallelo al nostro, almeno parallelo al mio.
Le ragazze PRO-ANA la magrezza la limite estremo, esistono blog community forum, esaltano il valore dell’anoressia al limite della bulimia, parlano della meravigliosa sensazione di svenimento che questa da.
Mi è capitato nel corso della mia vita di provare disturbi alimentari.. rischiando l’anoressia spesso, mai però, ho creduto fosse uno stile di vita da portare avanti come vessillo, tutt’altro va combattuta uccide, le persone che soffrono di disturbi alimentari, hanno bisogno di aiuto ed attenzioni, a volte rifiutare il cibo rappresenta il rifiuto di noi stessi o il rifiuto di vivere, ma questo era il passato e forse la normalità, nel senso che accadeva per fattori vari e non sempre voluti, scatenati da motivazioni date anche dai contesti che circondavano il soggetto .
Oggi invece, forse l’evoluzione o meglio la degenerazione dei modelli educativi, che diamo con la nostra società, i nostri mass media, ha creato un mostro, solo così lo posso definire.
La domanda oggi che pongo è immaginiamo queste ragazze che diventare madri, ragazze che vivono in un mondo parallelo artificioso ed artificiale, fatto di plastica come educherebbero i figli?? Oppure ci dobbiamo domandare queste sono il prodotto dell’educazione impartita dal progresso e dal benessere che ne è conseguito, non trovate sia una beffa verso il terzo mondo che ha bambini che muoiono di fame ogni tre minuti..???
Ragazze votate alla magrezza estrema, che nei loro blog parlano solo di articoli cosmetici, del rossetto, di interventi di chirurgia estetica, si scambiano consigli o si sostengono nella battaglia. Vi riporto alcuni esempi:
Ecco le regole fondamentali di Ana:
I 10 Comandamenti di Ana
1) Se non sei magra non sei attraente;
2) Essere magri è più importante che essere sani;
3) Comprati dei vestiti, taglia i capelli, prendi dei lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra;
4) NON PUOI MANGIARE SENZA SENTIRTI COLPEVOLE;
5) NON PUOI MANGIARE cibo ingrassante SENZA PUNIRTI DOPO;
6) Devi contare le calorie e ridurne l’assunzione di conseguenza;
7) Quello che dice la bilancia è la cosa più importante;
Perdere peso è bene, guadagnare peso è male;
9) NON SARAI MAI TROPPO MAGRA;
10) Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo
Link Utili :
http://martinaana.splinder.com/
http://alexia92proana.splinder.com/
http://pro-ana-annamarty.blogspot.com/2008/01/la-nicky.html
http://anagirls.splinder.com/
Monica Da Vià Vicepresidente – Destra Razionale associazione pol.cult.































































Al termine del Consiglio Ecofin a Bruxelles Tremonti ha poi confermato che la Commissione europea approva il Dpef già previsto dal governo e non chiede nuove manovre. “La Commissione – ha dichiarato – ci dice che non dobbiamo fare nuove manovre, dobbiamo solo confermare quel che c’è già”. Il riferimento è alla raccomandazione che Bruxelles presenterà domani, e che chiede all’Italia il rientro del deficit sotto il 3% del Pil entro il 2012.
Il ministro si è mostrato molto soddisfatto del documento di Bruxelles: “Non è comune, non è frequente che un Dpef sia approvato così com’è dalla Commissione europea”. “La valutazione (della Commissione) – ha detto – è stata oggettivamente molto positiva. Non è nelle nostre sorti usuali avere approvato il documento programmatico e averlo approvato con considerazioni così positive”. Per Tremonti, con il via libera di Bruxelles “ora abbiamo un presupposto per tre anni”.
“Tutti devono prendere una medicina – ha proseguito – a noi è stata data la possibilità di andare a curarci per primi ma di prenderla a piccole dosi. E questo schema è nel nostro Dpef. La medicina devono prenderla tutti, ma avere la possibilità di curarsi prima è meglio”. In effetti, secondo il titolare dell’Economia, il taglio del deficit dello 0,5% l’anno dal 2010 “è esattamente come previsto, altri Paesi hanno avuto grandi sorprese”.
“Se c’è stato un effetto di un anno e mezzo di politica è stato il rientro dell’Italia nella relativa normalità” ha quindi sottolineato il ministro. “Noi, andando al governo – ha osservato Tremonti – abbiamo trovato impegni di spesa molto lunghi (dell’esecutivo Prodi), ma tutti tutti finanziati sull’ipotesi di crescita”. Ebbene, “noi abbiamo confermato tutti gli impegni di spesa pur in assenza di crescita”, per un totale di 70-80 miliardi di euro.
Poi, ai cronisti che gli chiedevano un commento sugli ultimi sviluppi della vicenda Cosentino, ha risposto: ”A Bruxelles parlo solo di quello che è successo qui. Non è che non voglio rispondere, è che escludo domande fuori dall’argomento di oggi, qui parliamo solo di Europa…”.
Insieme a Tremonti ha incontrato la stampa anche il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, il quale ha spiegato che, “per il criterio iniziale, quello delle condizioni pre-crisi, e cioè il nostro livello di debito, inizieremo l’aggiustamento dal 2010 che sarà spalmato nei tre anni”. Il direttore generale ha parlato di “un trattamento ottimo per l’Italia”, in quanto “consente di avere un aggiustamento triennale uguale al minimo, e cioè allo 0,5% del Pil per anno”.
Dunque, ha concluso Grilli, “non c’è un’accelerazione, è un trattamento che riconosce l’atteggiamento di prudenza nella gestione delle finanze pubbliche, e che non rappresenta alcun rischio ulteriore alla nostra ripresa”.
adnkornos
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:30
Londra, 10 nov. (Adnkronos) – Circa un milione di passeggini a ombrello di marca britannica verranno ritirati dal commercio negli Stati Uniti perché mentre venivano aperti o chiusi la cerniera ha causato 12 casi di amputazione di dita ai bambini. Lo riferisce il quotidiano britannico “Guardian”, spiegando che la misura riguarda nove modelli della McLaren, fabbricati in Cina e distribuiti in tutto il mondo. Si tratta dei modelli Volo, Triumph, Quest Sport, Quest Mod, Techno XT, TechnoXLR, Twin Triumph, Twin Techno e Easy Traveller.
La misura del ritiro dal mercato è stata decisa dalla Mclaren Usa per tutti i modelli prodotti, tra il 1999 e il 2009. Molti modelli, riporta il quotidiano britannico, sono disponibili anche nel Regno Unito, ma una portavoce della McLaren ha riferito che i prodotti non verranno ritirati, essendo conformi agli standard europei di sicurezza (EN18888) che sono diversi da quelli americani.
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:31
Roma, 10 nov. – (Adnkronos Salute) – Andare in pensione in anticipo fa bene alla salute. I lavoratori che lasciano la loro attività prima dei 61 anni si sentono meglio, e sono convinti di ritrovare le condizioni fisiche di otto o dieci anni prima. A rivalutare questa fase della vita, spesso considerata problematica per i contraccolpi legati alla perdita del ruolo sociale, uno studio pubblicato su ‘Lancet’ e realizzato su 14.000 lavoratori seguiti – dai ricercatori francesi dell’Inserm – sette anni prima e sette anni dopo la pensione, dal 1984 al 2007.
In questo gruppo di lavoratori i tre quarti erano andati in pensione prima dei 56 anni, e quasi la totalità prima dei 61. Negli anni precedenti al pensionamento la percentuale delle persone che dichiarava un cattivo stato di salute arrivava al 20%. Questa tendenza si invertiva al momento della cessazione dell’attività, scendendo al 14%.
Il miglioramento della salute percepita, osservata sia negli uomini che nelle donne, è stato registrato in tutti i casi, pur risultando particolarmente evidente nelle persone con condizioni di lavoro peggiori. Unica eccezione il 2% di lavoratori privilegiati che beneficiavano di condizioni ‘ideali’ di lavoro.
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:32
Milano, 10 nov. (Adnkronos) – Costretta a smettere di frequentare la scuola per occuparsi, come una moderna Cenerentola, della sua famiglia. E’ una 14enne pakistana la ragazza ‘liberata’ dagli agenti del commissariato di Gallarate, in provincia di Varese. Dal dicembre scorso era stata costretta ad abbandonare i suoi compagni di classe. “Stiamo per partire per il Pakistan” la risposta fornita dai genitori ai servizi sociali. Per mesi, invece, la minorenne è stata costretta a occuparsi dei sette componenti della sua famiglia. I sospetti, in seguito a una segnalazione, che la 14enne, unica figlia femmina, fosse reclusa, quasi come una schiava tra le mura di casa ha portato ieri all’intervento degli agenti, insieme a personale dei servizi sociali. E’ stata la stessa minorenne, una volta tranquillizzata, a confermare la fondatezza della segnalazione.
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:33
Green Italy
17 novembre 2009
Martedì 17 novembre, le fondazioni Symbola e Farefuturo organizzano un convegno dal titolo Green Italy, Ambiente, innovazione e qualità per sfidare il futuro.
L’incontro si terrà dalle ore 9.30 alle ore 19.00 presso la sala Conferenze di piazza Montecitorio 123/a.
Saranno presenti, tra gli altri, Gianfranco Fini, Ermete Realacci e Adolfo Urso.
Per aderire: info@farefuturofondazione.it
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:37
Europa: proposte di libertà
19 novembre 2009
Gianfranco Fini e José Maria Aznar, giovedì 19 novembre alle ore 15.00, a palazzo Marini, presso la sale delle Conferenze della Camera dei deputati, in via del Pozzetto 158, presentano il rapporto di ricerca Europa: proposte di libertà.
Intervengono Adolfo Urso, Alberto Carnero, Federico Eichberg, Marta Dassù, Vittorio Emanuele Parsi.
Per aderire: info@farefuturofondazione.it
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:37
La fine di un mito
Destra sinistra e nuova civiltà
di: Sabino Acquaviva
Nell’ambito di una nuova civiltà che annuncia il futuro, il significato della parola “politica” cambia in maniera sostanziale. I politici amministrano, distruggono, fanno le guerre, ma non inventano il futuro. “Oggi è politica internet, ma anche YouTube, sono politica le PlayStation su cui si formano milioni di giovani, sono politica le canzonette che trasmettono valori, il diffondersi delle droghe, i talk show, anche i più sciocchi”. Lo afferma Alberoni nell’introduzione, i mille nuovi strumenti che consentono di ideare il futuro. Sabino Acquaviva esamina gli elementi di questa diversa maniera di costruire, gestire e governare il mondo, frutto della trasformazione della società. Siamo di fronte a una realtà nuova: per comprenderla è illogico riferirsi alle categorie tradizionali di destra e sinistra, ormai vecchie, ammuffite, inutili. La politica reale è diventata un’altra cosa. Farla, parlarne, scrivrne ci costringe anche a pensarla diversamente.
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:38
E le norme degli anni Venti sono in realtà già abrogate dalla Costituzione…
Crocifisso e laicità:
non precipitiamo negli slogan
di Gianfranco Macrì*
La bagarre scatenatasi intorno alla sentenza emessa il 3 novembre 2009 dalla Seconda sezione della Corte di Strasburgo contro «la présence du crucifix dans les salles de classe des écoles publiques», rischia di provocare (ancora una volta) «un passo indietro in quella continua lotta per la laicità che è fondamentale» (C. Magris) in vista della «formazione di una società a culture plurime» (G. Zagrebelsky).
La sensazione (quella mia personale) è che la difficoltà vera derivi dalla stentata emersione in Italia di un metodo “oggettivo” dello Stato laico in grado di bilanciare il modello delle relazioni pattizie Stato-confessioni religiose (artt. 7, comma 2 e 8 comma 3 Cost.) rispetto all’interesse primario sancito nella Carta repubblicana, cioè la tutela delle esigenze religiose degli individui e dei gruppi (art. 19 Cost.), alla luce dell’uguaglianza, del solidarismo e della laicità. Diciamo pure che non siamo riusciti neppure a dotarci di una buona legge sulle libertà religiose (di cui si parla in Italia almeno dal 1985) per dare una base giuridica comune per ogni formazione sociale a carattere religioso e «gestire [così] il passaggio da un pluralismo religioso a un pluralismo etico e culturale» (S. Ferrari). Questo “ritardo” rischia così di non assicurare «l’esistenza e la permanenza delle precondizioni di confronto del maggior numero possibile di istanze diverse» etiche e morali (Corte cost. 203/1989) e di non facilitare la (richiesta a livello europeo) rimozione dalla legislazione interna di tutti quegli elementi «con probabilità discriminatorie dal punto di vista del pluralismo religioso democratico».
A questo punto, se non si vuole correre il rischio di incrinare ulteriormente la convivenza civile, occorre arricchire in senso valoriale la cifra universale dei diritti costituzionali e questo è possibile facendo affidamento alle «ammorsature» contenute nella Costituzione, di cui parlava il Calamandrei per descrivere la natura elastica assunta dal testo del 1948.
La riforma del Titolo V della Carta costituzionale italiana (legge cost. n. 3/2001) ha, com’è noto, avviato un processo di unificazione/uniformizzazione degli ordinamenti europeo e nazionale non più interpretabile – alla luce della nuova formulazione dell’art. 117, comma 1 Cost. – in un ottica di mera subordinazione verticale del diritto interno rispetto alle norme e alle decisioni giurisdizionali sovranazionali o internazionali, ma sulla base di un «sostegno vicendevole in funzione di una massimizzazione delle tutele». Non a caso si è parlato di«rapporto interattivo tra dimensione sovranazionale e dimensione nazionale della Costituzione, intessuto di continui rinvii reciproci, che variamente condizionano entrambi i livelli» (G. Silvestri). Questo significa la progressiva emersione di una policy europea dei diritti fondamentali di forma ellittica, i cui due fuochi: le sfere ordinamentali da un lato (Unione europea, Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, Cedu, e stati nazionali) e i centri decisionali dall’altro (Corte di giustizia Ue, Corte europea dei diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo, Corti costituzionali) non sono altro che le sponde opposte di una sovranità «cooperativa», la quale comporta, a cavallo tra sussidiarietà e solidarietà, l’allocazione delle competenze alle autorità che assicurano la più efficace protezione di valori e principi condivisi, come la democrazia e i diritti fondamentali.
Occorre, in pratica, fidarsi dell’Europa e far capire che non ci troviamo all’interno di una «cooperazione eventuale», di stampo esclusivamente mercantile, dove l’adesione si struttura sulla base di meccanismi di reciprocità interessata, ma di un «ordine pubblico europeo» (Unione europea e Consiglio d’Europa) che «non minaccia, perché non toglie, ma se mai aggiunge, rispetto alle sovranità degli Stati» (M. Fioravanti) e che obbliga i singoli ordinamenti nazionali ad adattarsi rispettando gli impegni via via assunti.
Veniamo allora al dunque. La sentenza della seconda sezione della Corte di Strasburgo sul crocifisso va, coerentemente, analizzata tenuto conto di quelli che sono i vincoli, progressivamente incrementali, che produce l’adesione a questa «comunità di diritti fondamentali» e sulla cui influenza a livello dei singoli ordinamenti interni, la stessa Corte costituzionale italiana ha nel tempo modificato la propria posizione (nel senso della maggiore vincolatività), sia con riguardo alla Corte di giustizia (Ue), sia relativamente alla Corte di Strasburgo (Consiglio d’Europa). Il Trattato di Lisbona, infine, prevedendo l’adesione dell’Unione europea alla Cedu, assoggetta le istituzioni e gli organi dell’Unione (anche la Corte di giustizia) alle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Senza entrare troppo nel merito della questione attinente il “significato” del crocifisso (simbolo della civiltà e della cultura cristiana, per la giurisprudenza amministrativa e simbolo confessionale per la Cassazione) ritengo sia utile, da giurista, invitare a riflettere sulla “tenuta” del quadro normativo nazionale di riferimento sull’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici (art. 118 r.d. n. 965 del 1924; all. C all’art. 119 r.d. n. 1297 del 1928; ord. Min. Interno n. 250 del 1923; circ. Min. Grazia e Giustizia n. 1867 del 1926). Trattasi, com’è noto, di disposizioni che esprimono l’opera di “riconfessionalizzazione” della scuola (e non solo) realizzata dal fascismo e che si inseriscono nell’alveo del modello dei cosiddetti diritti riflessi: la Chiesa partecipava al disegno politico del regime fascista garantendo il controllo sulla popolazione quanto a comportamenti di carattere religioso, il regime legalizzava questo controllo, riconoscendo libertà ai singoli solo nel limitato ambito dei diritti garantiti all’istituzione Chiesa. Entrambi, Chiesa e regime fascista, condividevano il risultato di irreggimentare i comportamenti individuali nei rigorosi limiti di quanto accettato dai loro poteri.
Con l’entrata in vigore della Costituzione (1948) – e dopo la modifica del Concordato lateranense (1984), nonché l’enunciazione, da parte della Consulta, della laicità come principio supremo dell’ordinamento costituzionale italiano (1989) e alla luce del processo costituente europeo, da Maastricht a Lisbona (1992-2007) – si è posta la questione della vigenza e/o applicabilità delle norme regolamentari degli anni venti. La mia opinione è che i regi decreti sull’obbligo di esposizione del crocifisso debbano ritenersi tacitamente abrogati ai sensi dell’art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale per incompatibilità logica tra la normativa precedente e la nuova (interna e sovranazionale), in particolare alla luce del principio «normativo» di laicità dello Stato, con tutti i suoi «corollari» (G. Casuscelli), certamente compreso tra quelli fondanti l’istruzione pubblica. Esso, infatti, obbliga le istituzioni ad una reale equidistanza e neutralità rispetto a tutte le credenze di fede, incompatibili con l’obbligo di esposizione di un simbolo religioso in locali pubblici.
La Corte di Strasburgo sarebbe, dunque, arrivata in ritardo (almeno secondo l’impostazione proposta). Le sentenze di condanna della Corte europea non determinano effetti immediati per lo Stato, ma in caso di conferma da parte della Grande Camera, la questione rischia di alimentare un querelle che può trovare soluzione soltanto se non la si fa precipitare negli slogan o peggio nelle parole d’ordine.
*Professore di Diritto ecclesiastico europeo, Università degli Studi di Salerno
9 novembre 2009
farefuturo
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:39
Don Ciotti Per il fondatore di Libera l’impegno per la legalità deve essere costante
Don Ciotti: «La lotta alle mafie
riguarda tutti i buoni cittadini»
di Francesco De Palo
«Incontrare le paure e le fatiche degli altri, così è possibile abbattere pregiudizi, confrontarsi con il diverso e lavorare per mediare i conflitti». La riflessione di don Luigi Ciotti – da anni in prima fila nella lotta alla criminalità con la sua associazione Libera – non vuol essere solo un consiglio o una rimostranza su atteggiamenti sbagliati, ma uno sprone per le coscienze ad aprirsi e a far conoscere le positività che ci sono e che spesso non fanno rumore.
«Sono felice di spendere la mia vita per saldare la terra con il cielo» ha detto recentemente: come procede quest’opera di ricongiungimento?
Sono un sacerdote chiamato alla testimonianza cristiana e alla responsabilità civile. Credo che la parola di Dio sia utile a tutti anche per rimettersi in gioco costruendo percorsi di legalità, giustizia e libertà. Mi viene in mente il documento della Chiesa italiana Educare alla legalità del 1991, dove si afferma che non è possibile inseguire soltanto i grandi principi o i massimi sistemi, ma serve entrare nella storia portando il proprio contributo.
La mafia è cambiata, spara di meno e fa più affari: si è modificata anche la metodologia dello Stato?
Nel documentario Malitalia, storie di mafiosi, eroi e cacciatori di Enrico Fierro e Laura Aprati, con testimonianze dirette di magistrati, investigatori e forze dell’ordine di grande valore, si scorgono coraggio, impegno, grande intelligenza. Ma anche una lettura nuova: personaggi forse meno noti che però agiscono con notevole profondità nei singoli contesti. A dimostrazione che, da un lato, si sta facendo tanto, non c’è giorno infatti che non si abbia notizia di risultati pratici con dati interessanti. Dall’altro, vi è una trasformazione rapidissima delle organizzazioni criminali, che utilizzano strumenti differenti per penetrare nella società. Parlo di una generazione nuova che si è strutturata, come emerge da segnali chiari.
E le antenne della società civile?
Preferirei denominarle della società responsabile, perché il termine società civile oggi è un po’ come l’acqua bagnata. Il singolo individuo deve fare la sua parte, ma di concerto e non da solo. Anche il nostro osservatorio Libera, con scuole, università, migliaia di altre realtà territoriali, percepisce che vi è un cambiamento in atto. È vero che non c’è al momento una guerra di mafia, ma è altrettanto vero che ogni giorno c’è comunque qualche morto e abbiamo tanti morti vivi. Mi riferisco a persone che vivono ma sono vittime di tale violenza, come usura, racket, lavoro nero, tratta di esseri umani, ecomafie. E allora è necessario che tale morso sia interfacci con l’accelerazione della risposta, prevedendo ruoli determinanti per la società civile e responsabile, per il mondo della scuola, per le istituzioni e i media.
Come crede si sia evoluto nell’ultimo decennio l’approccio al fenomeno mafia da parte dei più giovani, diciamo dalla strage di Capaci in poi?
È stata fondamentale la componente educativa della scuola e dell’università. Aveva ragione Nino Caponnetto che considerava Falcone e Borsellino come suoi figli. Era il capo di quella procura e aveva costruito quella squadra e quel pool. Per questo in seguito non esitò a dire che la mafia temeva in realtà più la scuola che la giustizia. L’istruzione infatti indebolirebbe dalle fondamenta la cultura mafiosa. Libera ha portato avanti protocolli di intesa con il 70% degli atenei italiani. Significa che vi è una maggiore presa di coscienza e sete di conoscenza sul fenomeno. Ma i progetti non sono sufficienti, rispetto all’immensità di ciò che andrebbe fatto. In base a quella corresponsabilità che poi alla fine ci chiama in causa, è necessario fare di più, non solo con coerenza ma anche con umiltà. Quella che in Italia troppo spesso è venuta meno è la continuità. Se all’indomani di vicende drammatiche ci sono state risposte di grande valore, in seguito nel tempo tutto si è perso.
Da un lato il carcere duro per i mafiosi, dall’altro maggiore dignità per impedire altri casi Cucchi: su quali basi strutturare un nuovo sistema carcerario?
Cresce lo Stato penale e diminuisce quello sociale nel nostro paese, in nome della sicurezza e dell’orientamento alla paura da parte di molte persone. Sia chiaro, il diritto alla sicurezza è legittimo, ma si rischiano delle semplificazioni e una demagogia un po’ razzista. Il diverso viene visto, infatti, quasi con un rifiuto e cresce anche una certa paura fasulla. Mi rendo conto del pregiudizio: per questo dobbiamo essere capaci di incontrare tali paure, confrontandoci con chi non la pensa come noi, di incrociare la fatica degli altri, lavorando per la mediazione dei conflitti. Ci vorrebbe una mobilitazione che andasse incontro a chiunque, perché ciascuno di noi non può ritenere di aver ragione risolvendo le questioni dall’alto delle proprie sicurezze. Sarebbe utile tenere conto proprio delle insicurezze di tutti, delle fragilità, di ciò che l’altro ha vissuto, ha letto, ha visto, ha percepito. È il nodo della prossimità, che considero la prima dimensione della giustizia. Aveva ragione don Bosco quando ai suoi ragazzi diceva, a metà dell’800, che non bastava essere buoni cristiani, ma serviva essere anche buoni cittadini.
In occasione degli stati generali dell’antimafia, ha detto: «Dobbiamo capire se abbiamo rispettato gli impegni presi». Quali sono le novità sull’autorità unica contro il riciclaggio e il testo unico della legislazione antimafia?
Due cose che ancora non ci sono, purtroppo, e che chiediamo vengano approntate. Noi siamo una piccola realtà, ma l’articolo 4 della Costituzione, che ci ricorda l’importanza del contributo dei singoli cittadini nella dimensione materiale e spirituale, credo vada preso come un invito a non delegare. Due sono gli atteggiamenti di fondo rilevanti. Prima sconfiggere il peccato del sapere, ovvero la grave mancanza di profondità. Abbiamo necessità di un sapere che scenda nelle viscere, dal momento che oggi tutto è un sentito dire, spesso semplificato, facilmente etichettabile. Serve, invece, conoscenza, approfondimento per mettere la gente in grado di poter contare su strumenti critici per orientarsi e superare le fatiche. E per cercare la verità. In secondo luogo, dovremmo prendere cognizione che tale cambiamento ha bisogno dello sforzo di ciascuno di noi. Non dimentichiamo che viviamo in prima persona questa spina nella carne della presenza criminale. Un sorta di legalità sostenibile perseguita da chi confonde lecito e illecito.
Negli ultimi mesi non sono mancate operazioni sul territorio, come arresti e sequestri. Ma accanto alla repressione, cosa in concreto lo Stato dovrebbe fare quanto a prevenzione ed educazione alla legalità?
Non usciremo mai da questa impasse se non investiremo nella grande progettualità educativa, nella dimensione della grande sfida culturale. E poi il lavoro e le politiche sociali, un’attenzione vera alle vittime e ai testimoni. Occorre una visione di lungo respiro e di continuità. Ricordiamoci anche delle tante piccole cose positive che vengono fatte, ma che non fanno chiasso e che invece meriterebbero attenzione. Facciamo conoscere questa positività.
Non aiuta, però, il fatto che un Comune del nostro paese abbia deciso di togliere una targa intitolata alla memoria di Peppino Impastato, non crede?
Mi è dispiaciuto molto, ma la risposta migliore è venuta dalla congregazione del sacerdote con cui il sindaco avrebbe voluto sostituire la targa di Peppino. Loro hanno detto di no, preferendo il nome che c’era prima. Un atto di grande delicatezza.
9 novembre 2009
farefuturo
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 09:39
Se si continua così, le regionali del Lazio si incamminano verso un binario morto. Il centrodestra deve darsi una regolata perché le cose non vanno affatto bene. E al centro c’è – è inutile starci a girare attorno – la questione romana.
Il sindaco farebbe bene a fermare la sua girandola di incontri fuori città e a mettere la testa sui problemi di Roma. Circolano sondaggi che destano più di una preoccupazione; e ci manca pure che dopo il caso Marrazzo la sinistra riesca addirittura ad approfittarne.
In consiglio comunale non c’è da mesi una seduta che vada liscia: ormai non si contano le sedute in cui si fatica a mantenere il numero legale (e attendiamo anche qualche biglietto di ringraziamento in proposito).
Non c’è nessuno – almeno tra gli addetti ai lavori – che sia entusiasta dell’amministrazione comunale. Basta parlare con parlamentari, consiglieri regionali, ovviamente comunali e addirittura con quelli municipali per constatare, diciamo, che la soddisfazione non sia proprio a mille.
Addirittura, nella giornata di ieri è circolato un documento di critica serrata al sindaco sulla difficoltà di comprendere che diavolo si stia facendo in tema di campi Rom e fioccano gli annunci di provvedimenti contro i firmatari (un nutrito gruppo di consiglieri dei municipi in quota Pdl).
E che facciamo? Si mandano sotto commissione di disciplina anche gli elettori che si pongono le stesse domande?
Alemanno è un gran lavoratore; ma per essere un gran sindaco bisogna accertarsi che tutti lavorino nella stessa direzione. E non ho la sensazione che tutti lo facciano. Ha una squadra che non va.
E’ inutile che ci si inquieti per le critiche; occorre lavorare per superare lo stato di disagio che c’è, altrimenti non si approfitta della crisi in cui è precipitata la sinistra.
E si cominci a pretendere una candidatura certa per il Lazio. Che di questa telenovela non se ne può più.
In settimana dovrei vedere Berlusconi. E gliene parlerò.
O Roma o morte.
di francesco storace
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 10:18
Buongiorno a tutti…
Energico intervento di Storace.. mi piace o Roma o morte.. aggiungo che sto leggendo un articolo in materia A.C.E.A. non era un fiore all’occhiello?? da quanto traspare oggi sembrerebbe non più così.. speriamo che Storace si ricordi che anche l’acqua è cosa importante, come il gas e l’energia elettrica, ma non solo nel Lazio.. in tutta Italia..
monica
11 nov 09 at 10:55
CIAO MONICA………..
OTTIMO POST…………. SI PARòLA DI BAVAGLI AL WEB E POI NON SI INTERVIENE SU QUESTE COSE……………
L’ACQUA PRIVATA????????????? NO, GRAZIE!!!!!!!
L’ACQUA E’ VITA: PRIVATIZZARE L’ACQUA E’ COME PRIVATIZZARE LA VITA!!!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 11:06
ciao Trinity.. si infatti
direi per fortuna che i bavagli non ci sono.. altrimenti rischieremmo di non poter conoscere fenomeni gravi come questi..
sono rimasta talmente allibita, che non riesco a decidere se queste ragazze sono malate dal punto di vista psicologico.. oppure siamo noi come società ad averle fatte ammalare di follia..
mi preoccupano sempre più queste nuove generazioni, che appaiono sempre più abbandonate e lasciate a se stesse..
Noi facciamo parte di quella generazione speciale, in cui eramo ricchi dell’educazione e dei valori che le nostre famiglie ci avevano trasmesso.. resi FORTI da questi bagagli, abbiamo sviluppato la capacità di camminare nel mondo con la possibilità di discernere il bene dal male il sano dall’insano e di compiere delle scelte consapevoli giuste o sbagliate che possano essere state.. ripeto però CONSAPEVOLI..
questi giovani di oggi, mi domando hanno lo stesso nostro bagaglio protettivo???
tu come interverresti per risolvere questo fenomeno??
monica
11 nov 09 at 11:16
MONICA……… CREDO CHE PROBLEMI DI ORDINE PSICOLOGICO SIANO ALTAMENTE PROBABILI………. D’ALTRONDE L’ANNORESSIA COME LA BULIMIA DERIVANO PRORPIO DA LI’…………….
COSA FARE??????????
COME PRIMA COSA C’E’ UNA GROSSA RESPONSABILITA’ DA PARTE DEI MEDIA SUL “MODELLO” CHE VIENE PROPOSTO……………..
POI ABOLIREI ALCUNE TAGLIE……………..
NON ULTIMO, MA FORSE PER PRIMO, CHE LA SCUOLA E LA FAMIGLIA (O QUELLO CHE NE RESTA DI ENTRAMBE) FACCIANO PREVENZIONE E SPIEGHINO LA TRAGEDIA CHE SI CELA DIETRO AI PIZZI ED AI MERLETTI……………….
ESISTONO 100 SITI PRO-ANA??????????????
NE DEVONO ESISTERE MILLE ANTI-ANA!!!!!!!!!!!!!!
LE BASI DELL’INDIVIDUO SONO 2: FAMIGLIA E SCUOLA……………
E PURTROPPO E’ QUI CHE CASCA L’ASINO…………….
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 11:22
SUL BAGAGLIO PROTETTIVO…………… QUALE??????????
QUELLO CHE VEDE AUMENTARE ESPONENZIALMENTE OGNI ANNO MALLATTIE O PATOLOGIE PSICHICHE COME L’ANSIA, IL PANICO, ANSIA DA PRESTAZIONE IN TUTTI I SETTORI DELLA VITA??????? O QUELLE CARDIOCIRCOLATORIE COME ICTUS, INFARTI, ANEURISMI???????????????????
CHE SIANO STRETTAMENTE CORRELATE QUESTE DUE COSE???????????
SE NON SI INTERVIENE ALLE RADICI DEL PROBLEMA, IL RESTO SONO SOLO DRAMMATICHE QUANTO CERTE CONSEGUENZE………. PER TUTTI: NESSUNO E’ SALVO……….
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 11:24
ciao a tutte. ritengo una indecenza che possano esistere siti che inneggiano alle malattie. il fenomeno è molto più grave di ciò che si vuole far apparire e l’ultimo sondaggio che 1 donna su 2 si sottoporrebbe ad interventi chirurgico è la punta dell’iceberg del problema. un sondaggio che esprime quanto si viva male se non si è “modelle”. d’altronde oggi la bellezza vale di più, spesso, di tanta preparazione ed intelligenza. i casi li abbiamo sotto gli occhi a tutti i livelli. ahimè.
un consiglio chiedevi monica? spegnere la TV e portare i bambini fuori nel mondo reale.
sara
11 nov 09 at 11:27
Che dire….argomento che già conoscevo purtroppo.
I disturbi alimentari sono dietro l’angolo per tutti purtroppo…..penso siano una delle piaghe di questo secolo in cui conta di più l’apparenza, quello che sembri da fuori o i risultati raggiunti, piuttosto che quello che HAI DENTRO, la tua anima.
La società la facciamo noi….io ci credo ancora che il mondo posso essere cambiato ma non sarà prendendo in giro questo persona ma parlandoci un po’ alla volta.
Non è meglio ricercare la FELICITA’?
Lisa
11 nov 09 at 11:28
lisa hai ragione, ma più che la ricerca delle felicità che è un “momento”, sarebbe meglio la ricerca reale della “serenità”, cose che questa società, con i tanti pro, sta distruggendo. una cosa ti vorrei chiedere, e cioè, come seconde te bisognerebbe intervenire. grazie per la tua eventuale risposta.
sara
11 nov 09 at 11:32
Vi lascio questo BELLISSIMO VIDEO…..
Io lo trovo molto bello….
E’ partito il progetto INDACO che si impegna a lavorare con i bambini superdotati di questa nuova società….come vedete qualcosa di buono sta crescendo http://progettoindaco.ning.com/profiles/blogs/nasceranno-da-noi-uomini
Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire
sarà migliore di chi è nato
dalla terra, dal ferro e dal fuoco.
Senza paura e senza troppo riflettere
i nostri nipoti si daranno la mano
e rimirando le stelle del cielo
diranno: “Com’è bella la vita!”.
Intoneranno una canzone nuovissima,
profonda come gli occhi dell’uomo,
fresca come un grappolo d’uva,
una canzone libera e gioiosa.
Nessun albero ha mai dato frutti più belli.
E nemmeno la più bella
delle notti di primavera
ha mai conosciuto questi suoni, questi colori.
Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire
sarà migliore di chi è nato
dalla terra, dal ferro e dal fuoco.
(Nazim Hikmet)
Lisa
11 nov 09 at 11:32
BEN TROVATE LISA E SARA!!!!!!!!!!!!
OTTIMI POST!!!!!!!!!!!
LISA, TU COME INTERVERRESTI???????????????
QUANTO VORREI VEDERE PIU’ RAGAZZE SCRIVERE QUI………………………..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 11:35
lisa, poesia splendida che mi ricorda il miglior spirito degli anni ‘60. oggi credo che stia avvendendo l’esatto contrario, alla comunità si sta sostituendo l’egoismo, alle stelle il buco dell’ozono, al ferro e fuoco il petrolio. figli senza patria e senza futuro in balia degli eventi alle soglie di un marciapedie.
sara
11 nov 09 at 11:39
SARA SOTTOSCRIVO TUO ULTIMO POST………………
CON PROFONDDA AMAREZZA………………..
PER QUESTO BISOGNA LOTTARE SEMPRE…………….
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 11:42
ciao Sara e Lisa,
i bambini indaco li conosco, altro argomento complesso ed interessante..
Sara in effetti la penso come te.. non sarebbe male ritrovare la serenità come primo passo..
monica
11 nov 09 at 11:58
Trinity abbiamo ricevuto un appello come destra razionale da parte di una donna separata con un bimbo, che perso il lavoro che aveva, per occuparsi del figlio non riesce più a risollevarsi economicamente, rischiando anche lo sfratto dalla casa in cui vive con il bambino, attraverso amicizie comuni siamo riusciti a trovare un legale che si occuperà di far si che sia tutelata meglio legalmente verso il suo ex coniuge, rimane però il problema economico, ha bisogno di trovare urgentemente un lavoro qualsiasi indipendentemente dal settore, per poter ritrovare non solo un po’ di serenità.. ma anche quella dignità che l’indipendenza economica dona.. pensi possiamo lanciare un appello in zona bologna??
monica
11 nov 09 at 12:13
LANCIAMOLO………. METTIAMOMOLO SUL GRUPPO REGIONALE ED AVVERTI IL PRESIDENTE DI REGIONE……….
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 12:25
trovare lavoro non è difficile. bisogna non avere pretese.
sara
11 nov 09 at 12:57
PERFETTAMENTE D’ACCORDO SARA………..
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 13:06
infatti miei care è una tale emergenza.. che non importa il settore o il tipo.. l’importante è sia onesto.. finora la difficoltà maggiore è data dall’età bisogna prendere atto che in italia a 40 anni separate con figli si viene scartate a priori per ragazze/i più giovani.. anche di questo dobbiamo tenere conto.. purtroppo..
monica
11 nov 09 at 13:25
Trinity ho avvisato già il presidente regionale di attivarsi, avvertendolo per rispettare la privacy e poter compiere una verifica dell’attendibilità di chi si propone, di prendere contatto direttamente con noi, per ottenere le info personali della ragazza in questione..
monica
11 nov 09 at 13:28
ALLORA CERTAMENTE TROVERA’ LAVORO IN UNA CITTA’ GRANDE COME BOLOGNA………….
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 13:29
monica, ho dato uno sguardo sul web. digli di digitare “offro lavoro bologna” su google e ci sono diversi siti che potrebbero interessarla.
sara
11 nov 09 at 13:33
ciao a tutte. a mercoledì prossimo nella speranza che altre donne vogliano parlare ed interessarsi dei problemi senza voltare lo sguardo da altre parti.
sara
11 nov 09 at 13:43
FINANZIARIA: GOVERNO BATTUTO DUE VOLTE ALLA CAMERA SU RIFORMA
(ASCA) – Roma, 11 nov – Governo battuto due volte in aula alla Camera su altrettanti emendamenti alla riforma della legge di bilancio.
Uno dell’Italia dei Valori, passato con 263 voti a favore e 259 contrari. Un altro, del Partito democratico, presentato da Linda Lanzillotta e fatto proprio dal Pd, approvato con 262 si’ e 259 no. Su entrambi il governo aveva espresso parere contrario.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:44
RUTELLI: ”ALLEANZA PER L’ITALIA” NOME DEL MOVIMENTO
(ASCA) – Roma, 11 nov – Si chiamera’ ”Alleanza per l’Italia” il movimento fondato da Francesco Rutelli che si propone di fornire un’alternativa moderata al centrodestra.
Portavoce del movimento sara’ Bruno Tabacci, coordinatore naturalmente Francesco Rutelli.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:45
GIUSTIZIA: BONAIUTI, OGGI IN SENATO DDL SU PROCESSO BREVE
(ASCA) – Roma, 11 nov – Il disegno di legge sul processo breve arriva oggi in Senato. Lo annuncia a Sky Tg24 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti spiegando che i tecnici ”hanno lavorato questa notte” al provvedimento.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:46
IMMIGRATI: MARONI, INSODDISFACENTI POLITICHE EUROPEE DI CONTRASTO
(ASCA) – Roma, 11 nov – Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni e’ tornato a criticare le politiche europee per la gestione delle politiche dell’immigrazione. Nel corso di una audizione alle commissioni riunite Affari costituzionali, Giustizia e Politiche comunitarie, il responsabile del Viminale ha detto di ”valutare piuttosto negativamente” il Programma di Stoccolma, il documento con cui la Commissione europea si occupa di problemi legati all’ordine pubblico. Un programma, quello proposto ai paesi europei, che il nostro governo tentera’ di modificare fino all’ultimo momento per far accogliere alcune delle sue proposte.
”Quel testo – ha poi spiegato Maroni – e’ piuttosto riduttivo anche rispetto alle conclusioni del Consiglio europeo ed e’ molto sfumato rispetto alle nostre proposte”.
Il ministro Maroni ha lamentato, in particolare, lo scarso impegno per quanto riguarda i controlli dei confini sud dell’Ue e la mancata approvazione di un programma comune per i rimpatri.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:46
SICUREZZA: MARONI, ENTRO UN ANNO INTRODUZIONE BANCA DATI DNA
(ASCA) – Roma, 11 nov – Entro un anno anche l’Italia si dotera’ di una banca dati del Dna. Lo ha annunciato oggi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni nel corso di una audizione presso le Commissioni Affari costituzionali, Giustizia e Politiche comunitarie. L’Italia, cosi’, mettera’ in atto i contenuti degli accordi di Prum a livello europeo.
”Per quanto riguarda questo programma – ha spiegato Maroni – non esistono problemi di finanziamenti ma solo ‘tecnici’ legati alla privacy e il collegamento alle banche dati”.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:47
MAFIA: MARONI, SI ARRIVI A SISTEMA EUROPEO AGGRESSIONE PATRIMONI
(ASCA) – Roma, 11 nov – Un ‘’sistema europeo” di aggressione ai patrimoni mafiosi, che ormai hanno assunto un carattere internazionale, per armonizzare le diverse iniziative a livello nazionale. A chiederlo e’ il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
Parlando in audizione al Senato, presso le commissioni congiunte Giustizia, Affari costituzionali e Politiche comunitarie, Maroni ha detto che anche a livello europeo ‘’si dovrebbe consolidare uno strumento giuridico in grado di sviluppare un sistema europeo di misure di prevenzione di carattere patrimoniale”, strumento indispensabile per la lotta alle mafie.
Secondo Maroni, invece, il Programma di Stoccolma fa ‘’scarso riferimento” a questo tema e il governo italiano si adoperera’ per cambiarlo anche perche’, ha rivendicato il ministro, il nostro e’ stato ”l’unico paese ad aver creato, fino ad oggi, un quadro normativo con questi provvedimenti nei quali le misure di prevenzione possono essere svincolate da una condanna penale definitiva e, quindi, potrebbe assumere un ruolo-guida a livello europeo”.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:47
RAI: BELTRANDI, A BALLARO’ VIETATI I RADICALI ANCHE NEI SONDAGGI
(ASCA) – Roma, 11 nov – ”Non e’ la prima volta, mi auguro pero’ che sia l’ultima: Ballaro’ ieri sera ha diffuso un sondaggio che non prevedeva la misurazione delle intenzioni di voto per i radicali, mentre la prevedeva per altre forze politiche, anche minori”. La denuncia e’ di Marco Beltrandi, esponente radicale della commissione di Vigilanza sulla Rai, eletto nelle liste del Partito democratico.
”Peccato – sottolinea Beltrandi in una nota – che si sia ormai in una campagna elettorale per le regionali 2010 a cui i radicali, tra i primi, hanno dichiarato la propria volonta’ di partecipare, iniziando addirittura la raccolta delle pre-firme per la presentazione delle proprie liste.
Evidentemente la trasmissione di approfondimento Rai ha deciso l’annientamento totale dei radicali non solo dalla trasmissione, malgrado gli interventi dell’Agcom, ma persino nei sondaggi. Mi chiedo come i responsabili del programma, il direttore di Rete Ruffini, il Direttore Generale della Rai Masi continuino a consentire questo uso manipolativo dei sondaggi, anche perche’ in questo modo l’azienda rischia sempre di piu’ una sanzione pari al 3% del fatturato”.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:48
RAI: BONAIUTI, E’ DIRITTO DI MINZOLINI FARE EDITORIALI
(ASCA) – Roma, 11 nov – ”Come si puo’ impedire a un direttore di scrivere un editoriale? L’editoriale e’ un momento in cui si esprime il pensiero, la linea, l’opinione di quel giornale. Se togliamo questo, togliamo anche la liberta’ alla stampa. Perche’ se l’editoriale per caso non e’ in accordo con i desideri della sinistra deve essere un infrangimento della liberta’ di stampa? E’ questo che non funziona”. Cosi’, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, difende il direttore del tg1, Augusto Minzolini, tornato l’altra sera in video con un editoriale per il ripristino dell’immunita’ parlamentare.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:49
ACQUA: VENDOLA, E’ BENE UNIVERSALE. NON CEDEREMO ACQUEDOTTO PUGLIESE
(ASCA) – Roma, 11 nov – ”Noi non consentiremo un esproprio di un bene che e’ un vanto, un orgoglio. L’Acquedotto pugliese e’ un grande bene pubblico, l’acqua che da’ ai cittadini e’ un diritto universale”. Lo ha dichiarato il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola.
In un video pubblicato dal portale di informazione ed inchiesta ‘Rivistaonline.com’, il leader di Sinistra e Liberta’ ha poi aggiunto: ”noi ci metteremo di traverso, lo faremo con tutte le nostre forze, contro ogni disegno per regalare a qualche multinazionale francese o americana un bene pubblico come quello pugliese”.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:50
PDL: PORTAVOCE FINI, SU INCONTRO BERLUSCONI FANTASIOSE RICOSTRUZIONI
(ASCA) – Roma, 11 nov – ”Le fantasiose ricostruzioni, ed i relativi virgolettati, apparse oggi nei principali quotidiani, in particolare su La Repubblica, riguardanti l’incontro svoltosi ieri tra il Presidente della Camera e il Presidente del Consiglio sono frutto unicamente di una fervida immaginazione giornalistica”. E’ quanto afferma Fabrizio Alfano, Portavoce del Presidente della Camera dei deputati.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:50
UE: FRATTINI, SOSTERREMO D’ALEMA CON DECISIONE. IO MAI CANDIDATO
(ASCA) – Roma, 11 nov – Massimo D’Alema ”e’ un candidato forte, e noi lo sosterremo con decisione” per la carica di ministro degli Esteri dell’Ue. Lo afferma il titolare del.la Farnesina, Franco Frattini in un’intervista al Sole 24 Ore nella quale assicura che ”una mia candidatura non e’ mai esistita”.
Frattini spiega che ”al di la’ della tattica negoziale di Gordon Brown, e’ ormai chiaro lo scenario complessivo e anche che non c’e’ la candidatura inglese di David Miliband. Quindi quella di D’Alema emerge come decisamente forte”.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:51
P.A.: BRUNETTA, PEC OPPORTUNITA’ PER IL SISTEMA PAESE
(ASCA) – Roma, 11 nov – La PEC, la Posta Elettronica Certificata, ”e’ un’opportunita’ per il sistema paese”. E’ di questo avviso il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta che ha partecipato oggi a Roma ad un convegno ad hoc, organizzato dal C.U.P (Comitato Unitario dei Professionisti). L’evento ha anticipato di qualche giorno l’entrata in vigore dell’obbligatorieta’ della PEC per i professionisti, che infatti dovranno attivarla entro il 28 novembre e comunicarne gli estremi all’Ordine di appartenenza. Gli Ordini saranno infatti tenuti a pubblicare, in un elenco consultabile in via telematica, i dati identificativi degli iscritti, con il relativo indirizzo di Posta Elettronica Certificata.
Tassello fondamentale dei piani E-Gov2012 e I-2012 del ministro Brunetta, la PEC assegna a un messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata tradizionale con avviso di ricezione. L’adozione di questo nuovo strumento comportera’ un sensibile risparmio dei tempi nel disbrigo di una pratica, una riduzione dei costi e un significativo impatto sociale. Ogni professionista dovra’ utilizzarlo per dialogare in modo sicuro, esclusivo e non oneroso con la Pubblica Amministrazione e con le aziende in tutti i casi in cui sia necessario dare valenza giuridica alle comunicazioni.
A partire dal nuovo anno, poi, il servizio di PEC verra’ esteso a tutti quei cittadini che ne faranno richiesta.
Brunetta, nel suo intervento, non ha mancato di ‘’stimolare” i professionisti. ”Per la prima volta – ha detto – c’e’ un ministro che non ha padroni, non ha vincoli, quindi acceleriamo nell’innovazione”. Ed ha proposto ”di costruire, mentre si opera, mentre si agisce, un’intelligenza collettiva che consenta di trovare forme migliori di semplificazione e di implementazione, ma senza fermarci”, ha insistito. Allo stesso modo, ha ricordato che dal 15 dicembre prossimo partiranno i certificati medici on line. ”Niente proroghe – ha affermato Brunetta – anche se domani mi incontro con gli ordini di categoria per definire la road map. Nessuna prevaricazione ma anche nessun rinvio”.
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 13:52
Io ragazze non credo che stiamo andando inversamente.
Io sono in contatto con molti movimenti posisitivi ma non so come mai NON FANNO NOTIZIA!
Come interverrei….ho trovato un libro bellissimo scritto da uan associazione pisana.
ANDATA E RITORNO
Testimonianze di trasformazione nei gruppi di auto-aiuto Psichiatrico
Vi lascio il link di questa associazione http://www.lalbassociazione.com/joomla/index.php
Io ho vissuto il problema e ne conosco la gravità…penso che solo una vita sociale SERENA come ha giustamente scritto SAra possa essere la soluzione.
Ho preso parte anche io a gruppi simili, possono essere di aiuto per molti ma non per tutti….però intanto è un inizio.
Cmq ci sono molte cose che si muovono al di fuori della politica….tante piccole associazioni , tante gocce nel mare….io spero che incontrino sempre più appoggio e tanti si dalle amministrazioni.
Ciao
Lisa
11 nov 09 at 14:06
OLTRE ALLA NASCITA DI VARI PARTITI MI INTERESEREBBE LEGGERE COSA PROPONGONO…………… PRIMA SI FANNO LE SIGLE E POI I CONTENUTI??????????????
O ESATTAMENTE IL CONTRARIO????????????????
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 14:07
GRAZIE LISA!!!!!!!!!!!
HAI RAGIONE E CONDIVIDO QUESTO TUO POST…………….
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 14:08
Grazie Sara lo giro subito.. grazie
Trinity speriamo..
monica
11 nov 09 at 14:20
Buongiorno a tutti.
L’anoressia , pultroppo è una brutta bestia che semina morte e tantissima disperazione , soprattutto per chi è affetto da questo disturbo, si è anche una malattia ,che se trascurata ahime’ porta all’auto distruzione . Pultroppo dietro l’anoressia non c’è soltanto un disturbo alimentare associato alla mancanza di auto stima , che se non sei bella e magra , come i media vogliono far apparire non sei nessuno .
Il mondo della moda , la televisione , crea tanti narcisi , l’intelligenza non viene neanche considerata , anzi ,piu’ oca giuliva sei piu’ guadagni.
Molte ragazze e adesso anche i ragazzi anche se in minoranza hanno un disturbo alimentare ,molte volte sottovalutato dai genitori che non si accorgono , presi come sono dai ritmi di vita quotidiana, del problema che i figli attraversano , si mangia piu’ delle volte fuori casa , la casa ormai è un tocca e fuga , cio’ pultroppo porta a scoprire il problema ormai in stato avanzato.
Dietro l’anoressia e la bulimia ,dobbiamo ricordare che non c’è solo la voglia di apparire magro , o assomigliare a un idolo , ma molte volte ci sono altri problemi , legati alla famiglia , alle insoddisfazioni , alla carenza di affetto , oppure problemi sessuali che rendono il problema ancora piu’ grave.L’anoressico pultroppo non si accorge del problema ,perche’ i suoi occhi non vedono piu’ la realta’ che lo circonda,cioe’” se stesso”, anzi evita di guardarsi allo specchio perche’ vede la sua immagine deformata e nessuno puo’ far credere il contrario , pultroppo il problema sta ‘ dentro , nella testa , nel tuo essere ,e’ il senso di colpa il vero colpevole , se l’anoressico non idealizza dove sta il senso di colpa , ma soprattutto il capire che non è lei la colpa , non è il corpo il problema , continuera’ a vedere la sua immagine deformata , quando i suoi occhi si renderanno conto di cio’ ,riuscira’ con fatica e con la grinta a sconfiggere il male.
Dobbiamo guardare oltre , dobbiamo cambiare il prototipo di immagine ma soprattutto , ascoltare la voce del silenzio , dobbiamo ascoltare i nostri figli e aprire gli occhi , perche’ non c’è peggior cieco di chi non voglia vedere.
La bestia è dentro il corpo pronto a divolarlo e noi restiamo inermi di fronte alla bestia , perche’ nel suo silenzio e nel suo camuffarsi ci uccide ,lentamente , giorno dopo giorno ,attimo dopo attimo , fermiamo la bestia prima che essa ci uccida .
Petronilla Corsaro
11 nov 09 at 14:34
PETRONILLA HO LETTO MOLTO VOLENTIERI QUELLO CHE TU HAI SCRITTO…………………
“VOCI NEL SILENZIO”……………
“BESTIA DENTRO DI NOI”…………….
“ASCOLTARE”………………..
TUTTE VERITA’!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 14:38
Dobbiamo guardare oltre , dobbiamo cambiare il prototipo di immagine ma soprattutto , ascoltare la voce del silenzio , dobbiamo ascoltare i nostri figli e aprire gli occhi , perche’ non c’è peggior cieco di chi non voglia vedere.
——————
E’ UN IMPERATIVO CAMBIARE I MODELLI
anch’io mi sono resa conto che sta iniziando anche fra i ragazzi.. anche se in numeri minori..
monica
11 nov 09 at 14:53
ANITIPROIBIZIONISMO RAZIONALE
- di Benedetto Della Vedova – da Il Secolo d’Italia, 11 novembre 2009
Il recentissimo rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze costringe una volta di più a fare i conti con la realtà: il consumo di stupefacenti è un fatto sociale di dimensioni enormi. Più di un cittadino europeo su quattro tra i 15 e i 65 anni ha fatto uso di cannabis, 1 su 25 di cocaina; poco meno per ecstasy e anfetamine. I dati disaggregati per ciascuno dei 27 paesi membri segnalano picchi di consumo nei paesi europei occidentali e nella Repubblica Ceca, mentre quelli disaggregati per fasce di età evidenziano, nel caso della cannabis, un consumo che supera il 30 per cento entro i 34 anni (oltre il 40 per cento in Francia e Regno Unito). Riducendo le statistiche al consumo nell’ultimo anno, troviamo che oltre il 21 per cento dei giovani italiani tra 15 e 34 anni hanno consumato cannabis e oltre 3 su 100 cocaina.
I dati mostrano andamenti alterni e modifiche nei consumi, ma, in particolare per la cocaina, si assiste ad un aumento costante, seppure meno significativo che negli anni Novanta. I dati sul consumo, ovviamente, sono solo una faccia della medaglia. Sull’altra ci stanno i profitti stellari delle organizzazioni criminali che gestiscono produzione e vendita di droghe proibite. Per il nostro Paese, questa seconda faccia assume caratteri particolarmente allarmanti, perché se i consumi di sostanze si distribuiscono equamente tra i paesi europei, lo stesso non accade per i profitti criminali legati al narcotraffico, che vedono la criminalità mafiosa del nostro Paese come beneficiaria privilegiata, con tutti gli effetti negativi che questo comporta sull’economia legale e sulla società.
La Convenzione unica sugli stupefacenti fu adottata a New York nel 1961 (l’anno della costruzione del Muro di Berlino, curioso), e segnò l’impegno esplicito della comunità e delle istituzioni internazionali su di una piattaforma rigorosamente proibizionista. Dopo mezzo secolo di “guerra alla droga”, dunque, si dovrebbe cominciare a trarre un bilancio, analizzare costi e benefici della strategia adottata e chiedersi pragmaticamente se abbia senso proseguire sulla medesima strada o se non sia il caso di modificare le linee d’intervento. Non si tratta di dare giudizi di valore sul consumo di stupefacenti diversi dal passato né di sottovalutarne i tragici risvolti sociali e sanitari, ma di porsi una semplice domanda: quante probabilità abbiamo, proseguendo con le medesime politiche, di ottenere una reale contrazione dei consumi di droga e di ridurre il peso criminale e finanziario delle narcomafie? A mio avviso molto poche; anzi, quasi nulle.
Qualcuno sembra agire nella convinzione che la proibizione degli stupefacenti, come l’abbiamo sperimentata negli ultimi decenni, sia una sorta di imperativo categorico da far prevalere su qualsiasi altra considerazione e che la proibizione legale, ancorché del tutto disattesa, abbia un valore “pedagogico” tale da controbilanciare i costi sociali del fallimento delle politiche proibizioniste.
Ma questo riflesso – diciamo così – etico non deve impedirci di prendere atto che la situazione attuale continua ad interferire pesantemente e concretamente con l’affermazione dei valori di sicurezza e legalità che stanno alla base di una democrazia forte e di uno stato libero e sicuro. Fino ad oggi la società non ha tratto alcun giovamento dalla politica proibizionista: se il fine pubblico è e deve essere la riduzione del consumo di droghe, è bene che questo sia bilanciato dall’altrettanto fondamentale obiettivo della sicurezza e della legalità, a partire dalla riduzione del controllo sociale, economico e, in alcuni Paesi, politico che la criminalità esercita grazie alla produzione ed al commercio di stupefacenti. Su milioni di consumatori, innanzitutto, ma anche sull’economia legale “drogata” e inquinata dai proventi del narcotraffico e sulla intera vita sociale condizionata e a volte materialmente occupata dalle piattaforme logistiche, distributive e militari delle narcomafie. L’incentivo criminale, che la proibizione istituisce, avvicina e non allontana la droga dai consumatori potenziali, che ne sono fisicamente inseguiti nelle strade, nei parchi, fuori e dentro le scuole e finiscono per cercarla e trovarla ovunque.
Che fare? Da dove cominciare? Anzitutto, distinguendo le sostanze in ragione della loro pericolosità, concentrando gli sforzi, anche economici, contro la diffusione delle droghe pesanti ed aprendo scenari diversi, più pragmatici rispetto alle sostanze più leggere, quelle che – volenti o nolenti – incontrano il favore di una quota così ampia della popolazione italiana ed europea. Una regolamentazione legale, peraltro, avrebbe l’effetto di controllare le sostanze consumate e il loro grado di nocività, non affidandone la selezione al solo mercato criminale.
Guardiamo alla California, ad esempio. Dopo aver introdotto l’uso della marijuana a fini terapeutici, il Golden State sta discutendo la possibilità di legalizzarne l’uso privato per i maggiori di 21 anni e la coltivazione di piccole quantità a fini di auto-consumo. Più che la vocazione “libertaria” (la proposta, anzi, riconosce il diritto dei datori di lavoro di sottoporre a test anti-droga i propri dipendenti e di licenziarli se consumatori di stupefacenti, e non rimuove le pene sul commercio ai minorenni), la proposta di legalizzazione della cannabis punta a smantellare il pauroso sistema criminale messo in piede dalla mafia messicana dentro i confini degli States. Nei 31 milioni di acri di foreste californiane, i clan hanno scoperto un nuovo El Dorado per il loro business. Solo nelle contee di Humboldt e Mendocino (al nord dello Stato), si stimano almeno 4 milioni di piante di marijuana, ognuna delle quali produce un ricavo medio di circa 3500 dollari. Danni ambientali a parte (tra pesticidi che intossicano gli animali e inquinano le falde acquifere e scarti che provocano incendi), negli ultimi anni l’intesa tra i clan ha prodotto un “bando” delle qualità di marijuana più leggere, più difficili da coltivare e meno redditizie.
La consapevolezza che la situazione fosse ormai fuori controllo fu alla base di un appello promosso nel 2005 dal docente di Harvard Jeffrey Miron e sottoscritto negli anni successivi da oltre 500 economisti d’oltreoceano (prime firme Milton Friedman e gli altri premi Nobel George Akerlof e Vernon Smith) che chiedevano al governo di porre fine alla politica proibizionista per gli scarsi benefici che questa ha comportato e per il costo di oltre 7,7 miliardi di dollari all’anno, che ha inutilmente scaricato sui contribuenti americani.
fonte libertiamo
SMITH - INFILTRATE
11 nov 09 at 15:29
ARTICOLO LUNGIMIRANTE COME LUNGIMIRANTE LA POSIZIONE DI DESTRA RAZIONALE NEL PROPRIO ARCO ASSOCIAZIONISTICO POLITICO DI RIFERIMENTO………………….!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 15:35
WE ARE THE FUTURE!!!!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
11 nov 09 at 15:43
POLITICA: BOCCHINO (PDL), SOLO EX CAPI DI STATO SENATORI A VITA = Roma, 11 nov. (Adnkronos) – L’abolizione dei senatori a vita è «una strada percorribile». Italo Bocchino risponde «perchè no?» alla proposta di legge costituzionale presentata dal senatore del Pdl, Raffaele Lauro, per cancellare l’istituto dei senatori a vita. Il vicepresidente dei deputati del Pdl dice all’ADNKRONOS che questo istituto «ha senso per gli ex capi dello Stato», mentre «per gli altri non ha più senso».
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 16:20
PDL: ‘IL GIORNALÈ CONTRO FINI, VUOLE AFFOSSARE BERLUSCONI = Roma, 11 nov. – (Adnkronos) – Il ‘Giornalè torna ad attaccare il presidente della Camera, Gianfranco Fini con l’apertura in prima pagina che recita ‘Fini vuole affossare Berlusconì. Questa volta la circostanza su cui si sofferma il quotidiano di Via Negri è il vertice sulla giustizia di ieri tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e l’attacco a quest’ultimo non viene dalla penna di Vittorio Feltri, bensì da quella del vice direttore, Alessandro Sallusti. Per il Giornale il vertice di ieri tra Berlusconi e Fini non è stato nient’altro che un altro capitolo dello scontro: «Sul piano personale -scrive Sallusti- è andata male, malissimo secondo alcuni. Il presidente della Camera resta lontano anni luce dal presidente del Consiglio e non ha alcuna intenzione di dargli una mano vera a risolvere i problemi. Preferisce tenersi stretto il buon rapporto con Napolitano, con l’opposizione e con la potente casta dei magistrati». «Da Fini -aggiunge Sallusti- ci si aspettava qualcosa di più non solo e non tanto nel merito. E cioè una piena e sincera assunzione di responsabilità politica e personale rispetto all’attacco che il governo e il suo premier sono costretti a subire da tempo da parte di una frangia della magistratura». (Vco/Col/Adnkronos)
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 16:21
PDL: DELLA VEDOVA,’GIORNALÈ CONTRO FINI INDEBOLISCE PREMIER QUOTIDIANO MILANESE TITOLA ‘FINI VUOLE AFFOSSARE BERLUSCONÌ (ANSA) – ROMA, 11 NOV – «Dal punto di vista politico, e lo dico da deputato del Pdl, l’attacco de ‘Il Giornalè è lesivo per il Pdl. Indebolire Fini significa indebolire Berlusconi». Benedetto Della Vedova commenta così l’articolo del vicedirettore Alessandro Sallusti ‘Fini vuole affossare Berlusconì, che apre il quotidiano milanese. «È evidente che l’obiettivo dell’editoriale – spiega il deputato finiano – è colpire il presidente della Camera ma così facendo si indebolisce il Pdl e Berlusconi. Non mi sembra una operazione geniale anche perchè, al di là dei contrasti, l’incontro di ieri è un elemento di stabilizzazione della maggioranza. L’articolo di Vincenzo Vitale (a pagina 4 dello stesso quotidiano, ndr) sottolinea che grazie alla discussione con Fini la riforma della giustizia si è incanalata su un percorso sostenibile nell’interesse dei cittadini, ben sapendo che va incontro anche al cittadini Berlusconi». ‘Il Giornalè scrive, invece, che l’incontro di ieri a Montecitorio tra Berlusconi e Fini «sul piano personale è andata male, malissimo secondo alcuni». «Il presidente della Camera – aggiunge Sallusti – resta lontano anni luce dal presidente del Consiglio e non ha alcuna intenzione di dargli una mano vera a risolvere i problemi. Preferisce tenersi stretto il buon rapporto con Napolitano, con l’opposizione e con la potente casta dei magistrati. Da Fini ci si aspettava qualcosa di più non solo e non tanto nel merito. E cioè una piena e sincera assunzione di responsabilità politica e personale rispetto all’attacco che il governo e il suo premier sono costretti a subire da tempo da parte di una frangia della magistratura».
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11 nov 09 at 16:21
GOVERNO: SALTAMARTINI (PDL), LIBRO CONTRO MELONI OSCENITÀ IMMONDA = SCANDALIZZATA DA SILENZIO DONNE DELLA SINISTRA Roma, 11 nov. – (Adnkronos) – «Il libro a fumetti contro il ministro Giorgia Meloni, di cui non si riesce nemmeno a ripetere il titolo, è un’oscenità immonda che non ha nulla a che fare con la satira. Una raccolta triviale di insulti, bestemmie, volgarità di ogni tipo che va al di là di ogni umana sopportazione e meriterebbe, per i toni profondamente offensivi, di essere ritirato dal commercio». Lo dichiara Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del Pdl, a proposito dell’uscita in libreria della raccolta di vignette dal titolo ‘La Ministronzà di Alessio Spataro. «Trovo scandaloso -aggiunge l’esponente del Pdl- che, mentre si gridi ogni giorno alla difesa della dignità delle donne, le colleghe della sinistra non spendano una parola in sostegno di un ministro che, per la sua storia e il suo impegno politico, non merita certo di divenire il bersaglio di un così becero maschilismo. Ma purtroppo abbiamo imparato che, quando si parla di dignità femminile, nel nostro Paese vige la regola dei due pesi e delle due misure». (Vco/Ct/Adnkronos)
BREAKING NEWS
11 nov 09 at 16:23
senza considerare che sarebbe tempo che la cannabis venga legalizzata anche per fini terapeutici, facilitando il commercio dei farmaci atti a questi scopi, si conosce la sua efficacia per controllare la nausea dei malati sottoposti a chemio..
e dei benefici che ne traggono quelli affetti da distrofia muscolare invece, certo sempre nelle dosi prescritte dai medici..
fermo restando che ad esempio anche l’assunzione di cocaina, crea squilibri alimentari.. e ricordiamo che dalla discussione qui nel blog emerse il costo di 10 euro di questa a dose..
stupefancente non solo la droga.. anche il prezzo che la rende disponibile alle tasche dei minori..
verrebbe da dire la meglio gioventù… hanno tutto e nello stesso tempo nulla sono soli abbandonati a se stessi da una famiglia sempre più impegnata, in un mondo che ogni giorno ha sempre meno valori… e che sempre più da esempi comportamentali di basso profilo morale..
monica
11 nov 09 at 16:57
POLITICA: BOCCHINO (PDL), SOLO EX CAPI DI STATO SENATORI A VITA = Roma, 11 nov. (Adnkronos) – L’abolizione dei senatori a vita è «una strada percorribile». Italo Bocchino risponde «perchè no?» alla proposta di legge costituzionale presentata dal senatore del Pdl, Raffaele Lauro, per cancellare l’istituto dei senatori a vita. Il vicepresidente dei deputati del Pdl dice all’ADNKRONOS che questo istituto «ha senso per gli ex capi dello Stato», mentre «per gli altri non ha più senso
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inizia l’era del risparmio??
monica
11 nov 09 at 17:01
http://www.youtube.com/watch?v=HIGgbbIWhFA&feature=related
monica
11 nov 09 at 17:49
Non so come commentare la notizia del post, senza essere banale. Pare impossibile. La deriva sessantotina, del proibito proibire, ha portato a perdita di modelli di riferimento. In nome del politicamente corretto, si accetta tutto, si smette di giudicare. In Olanda d’altra parte era stata mi pare permessa la costituzione di un partito che difendeva anche la pedofilia, proprio in nome di una libertà assoluta.
Secondo alcuni non si può più dire che esiste un modello normale di vita. Cosa è normale e cosa no? Sono questi i momenti in cui pensare a Morale, Etica, Valori, fa pensare a Pilastri su cui costruire la propria vita e non mere affermazioni retoriche. Non accetterò mai che si metta sullo stesso piano il rispetto e la difesa della vita, con la sua distruzione.
Vincenzo G
11 nov 09 at 17:57
http://www.youtube.com/watch?v=1OqdpUI8oJQ&feature=related
monica
11 nov 09 at 17:58
A me l’istituzione del senatore a vita non dispiace, in teoria. Nel senso che mi piace che venga riconosciuto ad alcune persone il ruolo di coscienza critica, di figura notevole per il nostro Popolo, al punto che la sua voce debba essere ascoltata anche in Parlamento, come guida morale. Così in passato fu nominato senatore a vita Eduardo De Filippo per esempio (che mi pare non andò mai o poco a Palazzo Madama). O penso a quando Cossiga (credo) volesse nominare Indro Montanelli (che però rifiutò).
Ho precisato in teoria. Perchè nella pratica, soprattutto degli ultimi anni (governo Prodi) i senatori a vita hanno partecipato al “gioco” parlamentare, risultando decisivi nei conteggi numerici. E questo è assurdo per chi non è stato eletto…
Vincenzo G
11 nov 09 at 18:01
Si Vincenzo non posso darti torto.. anche se sono per la libertà assoluta, torno a ripetere libertà responsabile e cosciente che il bagaglio culturale da..
in questi casi si evince che la libertà assoluta priva di pilastri culturali porta solo a comportamenti scellerati ed irresponsabili.. e se i risultati sono questi ..lo spazio della libertà va delineato purtroppo, la distanza dall’orizzonte sconfinato va accorciata..
so cosa significa avere disturbi alimentari .. ma da qui ad arrivare al vantarne i pregi proponendolo come stile di vita.. ce ne passa..
ripeto non riesco a trovare le parole..
di sicuro si avverte la necessità di serie misure Istituzionali, sono veramente curiosa di sapere che ne pensa il direttore da sempre impegnato nel campo Salute..
monica
11 nov 09 at 18:20
Così in passato fu nominato senatore a vita Eduardo De Filippo
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si la trovai una bellissima idea al tempo..
oggi sono alla teoria come te..
monica
11 nov 09 at 18:22
Buona serata .
Legalizzare la droga , credo significherebbe eliminare il guadagno dei narco trafficanti , ma anche la diminuzione dell’assunzione , pultroppo piu’ delle volte è la ribellione dalle istituzioni , il gusto del proibito , l’adolescente va controcorrente, è ribelle alle istituzioni alla societa’ , per l’adolescente il gusto del proibito acquista fascino e quindi piu’ li si proibisce una cosa ,piu’ la si fa’ .Liberalizzare la droga come la prostituzione eviterebbe il suo uso e nello stesso tempo i guadagni dei narco trafficanti e della mafia .
Credo che ognuno debba essere responsabile delle proprie azioni e dei propri errori.
I genitori al giorno d’oggi sono sempre piu’ assenti , e quando i figli sbagliano non vengono puniti perche’ in loro subentra il senzo di colpa di aver lasciato il figlio troppo solo alla merce del mondo , ma cio’ porta molte volte a non punire il figlio quanto serve , trovo assurdo che un genitore di un figlio minorenne che si ubriaca , paghi la multa di 450 euro con tanta facilita’ , io genitore non sarei cosi accontiscendente con mio figlio , anzi pretenderei che mio figlio si pagasse da solo la multa , con i servizi sociali l’ammenda , cosi diventerebbe piu’responsabile , poi non meravigliamoci se i nostri figli diventano dei criminali , siamo noi che perdoniamo tutto , dicendo ,oh poverino era ubriaco , sotto effetto di stupefacenti , non in grado di intendere e di volere , quindi non paga, anzi si ritrova ad essere considerato un eroe , e quel povero essere che è stato vittima si ritrova anche beffato , oltre al danno .
Per quanto riguarda i senatori a vita sono contraria , finito il mandato diventano gente comune.
Finiamola con i privileggi e le super buone uscite che paghiamo noi cittadini, finiamola con tutte le agevolazioni , che noi paghiamo , basta mettiamo fine a questo soppruso.
Petronilla Corsaro
11 nov 09 at 21:51