WOMEN@WORK: DONNE E VIOLENZA SULLE DONNE
Pavia, 24 nov. -- (Adnkronos) -- Prima, con una scusa, l’hanno fatta salire nella loro auto. Poi, l’hanno portata in un appartamento dove, per tutta la notte, hanno abusato di lei ripetutamente, dopo averla picchiata. Tre ucraini, tutti privi di permesso di soggiorno, sono stati arrestati dalla polizia di Pavia per violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e lesioni gravi nei confronti di una connazionale di 36 anni.
adkronos 24nov. ’09
Parto da qui oggi, poco da aggiungere, è la giornata contro la violenza sulle donne, riporto questo articolo proprio per mettere in evidenza che non importa che di quale nazionalità esse siano, in quale parte del mondo esse siano, la violenza su di loro è sempre e solo da condannare, speriamo con il nostro impegno, con le nostre denunce, con il nostro sostegno di vedere sempre più donne, trovare il coraggio di denunciare gli abusi che subiscono, di vedere i politici al Governo impegnarsi seriamente nella certezza della pena, per assicurare questi criminali alla Giustizia, e vederli scontare una volta per tutte senza dubbi, le pene che meritano.
Colgo l’occasione per rivolgere l’esortazione ad Elvira Alessi, (vittima nei giorni scorsi del riprovevole attacco da parte del Sig. Sgarbi, non lo chiamo onorevole, visto che ormai è un sindaco come tanti, trovo giusto il non pregiarlo di un appellativo, per una carica che non riveste) a proseguire nella battaglia, rinnovo il mio sostegno all’amica da donna a donna ricordati non sei sola, ci siamo anche noi con te.. ed aspettiamo risposta alla lettera che il nostro Presidente ha pubblicato.
L’occasione, per ricordare la lapidazione mediatica, cui la ragazza stuprata di Montalto di Castro è stata sottoposta, si è stato gentile da Parte dell’On. Carfagna rispondere che si sarebbero attivati il più presto possibile, e di questo La ringrazio pubblicamente, sarei ancor più soddisfatta, di ricevere notizie sui provvedimenti presi di fatto verso il Sindaco Salvatore Carai, primo ufficiale responsabile della lapidazione in oggetto, il comportamento che egli ha tenuto, non corrisponde ai requisiti che ci si aspettano da un primo cittadino, che deve attraverso questi, dare esempio alla sua comunità.
E miei care signore del gruppo blogger valchirie, l’occasione per ringraziarvi, dell’impegno e della solidarietà che dimostrate al gruppo, al nostro circolo privato, all’angolo nostro di noi donne, che ci impegniamo, giorno dopo giorno, per vedere una società migliore per noi ed i nostri figli.
E’ una soddisfazione vedere, che il nostro piccolo, ma forte gruppo cresce ogni giorno di più, spero, anzi sogno che un giorno saremo tantissime, ognuna con la nostra storia da raccontare, raccontare come regalo alle altre, per condividere tutte le nostre problematiche, per arricchirci tutte scambiandoci il nostro patrimonio di esperienza.
Abbiamo visto in queste settimane anche solo pubblicando delle notizie, che alcune di noi, erano in passato state protagoniste, di vicende in qualche modo legate alla pubblicazione, è importante questo tipo di testimonianza, per noi che abbiamo così modo di arricchire il nostro bagaglio di vita culturale e di esperienza, e per le nostre coraggiosissime blogger che hanno trovato la forza di testimoniare lo spaccato della loro personale esperienza.
Mi fa piacere perché abbiamo potuto dimostrare di fatto la nostra solidarietà, è così che possiamo sapere ed intervenire, promuovere o proporre iniziative, che possono aiutare loro nostre amiche, ma anche le tante altre donne che si ritrovano nelle stesse identiche loro circostanze a trovare il coraggio di denunciare, gli abusi che subiscono..
oppure il coraggio di chiedere aiuto, a volte ci vuole anche quello e non è facile trovarlo, forse è una delle prove più difficili, si sentono sole, o peggio ritengono di non essere meritevoli di aiuto, avendo fallito una missione di vita..
Oggi per questo il mio pubblico grazie rivolto a tutte Voi che avete dimostrato di essere presenti.
Monica Da Vià -- Vicepresidente Nazionale Destra Razionale































































Guidonia Montecelio, Al concorso per entrare nei Vigili vincono mogli e figli di uomini del Pdl
martedì 24 novembre 2009
(L’UNICO) – Dolce, Fortuna e Passamonti. Sono questi i nomi dei tre vincitori del concorso per Vigili Urbani nel Comune di Guidonia Montecelio. Tre su oltre mille candidati. (leggi graduatoria ufficiale qui)
Il bando di concorso pubblico è scaduto il 6 luglio del 2009. E’ servito per coprire tre posti vacanti nella Polizia municipale del comune a pochi chilometri ad est di Roma.
“Contratto a tempo pieno ed indeterminato” si legge nell’indizione, non poca roba in tempi di crisi e precariato.
Un concorso interessante per molti. Giovani e meno giovani. E infatti si presentano in tanti.
Tra il sogno e il posto fisso però ci sono tre prove: due orali e una scritta.
Su circa mille candidati solo in 279 passano alle fasi successive. Si viene interrogati sul diritto costituzionale, amministrativo, penale e commerciale. E poi ovviamente sul codice della strada, sulla normativa in materia d’urbanistica e edilizia. Sulla sanità e sulla pubblica sicurezza.
Non proprio una passeggiata e alla fine ne resteranno soltanto tre.
Ed è proprio sui nomi dei vincitori finali che è scattata l’indignazione di alcuni cittadini e rappresentanti del consiglio comunale di Guidona Montecelio, secondo cui i tre sarebbero legati a persone della maggioranza o vicine al centro destra che sta governando il Comune.
Per l’associazione civica il Faro si tratta di una “faccenda grossa, per cui ci si augura che intervengano le autorità attraverso l’apertura di una indagine.”
“Questo per altro è stato il secondo concorso per Vigili Urbani in due anni” fa sapere l’associazione rappresentata da Paolo Aprile, già candidato sindaco alle comunali del 2008.
“Forse questi tre posti vacanti potevano essere coperti semplicemente attingendo alla precedente graduatoria, ma sicuramente ragioni a noi ignote devono aver fatto pensare che fosse il caso di bandirne un altro.”
“Tuttavia” conclude Aprile “per questo comune non sarebbe una sorpresa, siamo abituati a vedere passeggiare per i corridoi parenti o affini di questo o quell’amministratore di turno.”
Parole dure quelle di Aprile, che troverebbero conferma nell’effettive correlazioni tra i tre neo vigili urbani e la maggioranza alla guida del Comune.
Daniela Dolce è la prima classificata. “Non è escluso che abbia effettivamente delle capacità – dice un consigliere del Comune ma sta di fatto che è pure la convivente del vice sindaco Mauro Lombardo. Caso strano, è una settimana che Lombardo è irrintracciabile.”
Il nome di Lombardo non è nuovo alla cronaca, è fra i tre sospesi da Gianfranco Fini per l’aggressione a Vladimir Luxuria del 2006.
Un particolare, che non vuol dire nulla, ovviamente, nel caso in questione.
“La cosa curiosa è che la signora Dolce, prima in graduatoria, si è tolta dallo stato di famiglia Lombardo il 6 ottobre del 2009, nonostante sia ancora la compagna del vicesindaco.”
Il secondo classificato è un’altra donna, Eleonora Fortuna. “Lei è la moglie di Giacomo Pisano – racconta la nostra fonte – un candidato del Popolo della Libertà non eletto alle ultime elezioni del 2008.”
Ma come se non bastassero i primi due nomi a destar sospetto, interviene il terzo “vigile” in graduatoria.
“Si chiama Marco Passamonti, ed è il figlio di Maurizio Passamonti, un ex dirigente locale de La Destra di Storace, passato al Pdl all’indomani della vittoria di quest’ultimo. Ci eravamo sempre chiesti qui a Guidonia che cosa avesse preso in cambio Passamonti per quel cambio di casacca. Forse la risposta è arrivata.”
Insomma se non si tratta di trucco, certamente si può parlare di eccesso di coincidenze.
Ma non finisce così la storia del concorso. A opacizzare di più la questione c’è un’interrogazione di Vittorio Messa, capogruppo de La Destra in Comune, presentata al sindaco nei giorni scorsi. “Non si può cambiare un membro della commissione giudicatrice durante le fasi del concorso – ha detto a L’Unico Messa – cosa che invece è successa. E tanto meno se questo nuovo membro è un rappresentante sindacale aziendale o comunale.
“C’è una incompatibilità evidente sancita dall’articolo 35 comma 3e del Decreto Legislativo n° 165 del 2001, per cui Uranelli non avrebbe dovuto far parte della commissione. Basta questo – ha concluso Messa – per pretendere che sia annullato il concorso.” (L’UNICO)
http://www.lunico.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=17574&Itemid=1
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25 nov 09 at 09:54
Roma, 24 nov. (Adnkronos/Ign) – Gianguerino Cafasso forse ucciso da una dose di eroina purissima, ‘mascherata’ perché sembrasse cocaina. Una quantità che lo avrebbe stroncato in pochi minuti. Queste le ultime indiscrezioni sulla morte di uno dei protagonisti della vicenda Marrazzo, morto il 12 settembre scorso in un albergo di via Salaria.
Ma sarà soltanto l’esito definitivo dell’indagine tossicologica che si concluderà in settimana a fornire gli elementi per una spiegazione definitiva della morte dell’uomo.
Su questa vicenda è aperto ormai da un mese un fascicolo dove si ipotizza contro ignoti il reato di morte conseguente ad altro delitto. Ma soltanto quando si conosceranno gli esiti dell’indagine tossicologica in corso si deciderà se l’ipotesi accusatoria debba essere mutata in omicidio. Per la Procura di Roma gli elementi forniti dai primi accertamenti medico-legali fanno propendere per la tesi che Cafasso, cocainomane, possa essere morto in tempi rapidi dopo aver fatto uso di eroina. Eroina che considerato il suo stato di cocainomane cronico ha avuto un effetto mortale nel giro di pochi minuti. Per il momento, comunque, gli investigatori non si sbilanciano, in attesa delle conclusioni peritali.
Al momento della morte con Cafasso c’era una trans, Jennifer, ascoltata nei giorni scorsi in Procura come testimone del fatto. E’ sfuggita alla morte perché al contrario dell’uomo non ha fatto uso della sostanza che ha provocato il decesso del suo compagno. La madre di Cafasso pensa che il figlio “sia stato ricattato e messo in mezzo”. Laura Cafasso, intervistata da Radio 24, sostiene che “sia finito in una vicenda più grande di lui”. Quanto alle ultime indiscrezioni sull’eroina truccata, la donna dice: “Ci addolorano, come il fango che gli viene gettato addosso”. L’avvocato della famiglia Monica Gregorio ritiene che qualcuno abbia voluto zittire Cafasso: “Se queste notizie sulla droga sono vere, sicuramente”.
Intanto, il computer sequestrato nell’abitazione di via Due Ponti, dove il 20 novembre scorso è stato trovato il cadavere della trans Brenda, comincia a “parlare”. Nonostante il riserbo si è saputo che fino a questo momento i tecnici hanno letto e trasferito su cd gli scritti arrivati sul computer e poi cancellati. Messaggi dei quali, però, è rimasta traccia nell’hard disk dell’apparecchio. Gli investigatori sperano che contenga anche fotografie, immagini e forse anche il presunto secondo video riguardante l’incontro di Marrazzo con i trans in via Gradoli. Quando fu sentita dai magistrati, Brenda raccontò che il secondo video era stato distrutto ma potrebbe aver mentito.
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25 nov 09 at 09:55
Roma, 23 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Il fumo nuoce alla salute del pc. In particolare, fa male al Mac, che perde la garanzia se chi lo usa ha il vizio delle sigarette.
La notizia arriva da ‘The consumerist’, sito americano di tutela dei consumatori, che riporta due casi in cui la richiesta di assistenza è stata negata “per contaminazione da fumo” del macbook, nonostante nel contratto di garanzia non si facesse alcun riferimento alle sigarette.
Tant’è. La Apple, alla richiesta di chiarimenti, replica che la nicotina è nella lista delle sostante dannose, stilata dall’Occupational Safety and Health Administration, e sottolinea che non chiederà ai suoi dipendenti di riparare qualcosa mettendo a rischio la loro salute.
E, secondo gli esperti, il computer di un fumatore all’interno è come un posacenere sporco. A parte la puzza e la polvere, l’accumulo di catrame può mandare in tilt il pc.
I due casi di cui parla ‘The consumerist’ si sono verificati qualche anno fa in due diversi Stati Usa. Il primo risale all’aprile 2007, quando il pc viene portato in un Apple Store a West Des Moines, nell’Iowa: resta là un anno, poi arriva la risposta che era stato usato in una casa di fumatori e questo faceva decadere la garanzia.
Non solo. L’Apple si rifiuta di riparare anche a pagamento il Mac, per “i rischi alla salute dovuti al fumo passivo”.
Simile il secondo caso. I tecnici assicurano prima un intervento nel giro di 48-72 per l’iMac che dà problemi, ma dopo qualche giorno informano il cliente che il computer non poteva funzionare “perchè contaminato”.
Contaminato dal fumo di sigarette, che viene considerato un “pericolo biologico”. Entrambi i protagonisti dei due casi hanno scritto direttamente a Steve Jobs, il ‘patron’ della Apple, ottenendo di nuovo un no come risposta.
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25 nov 09 at 09:57
Roma, 24 nov. (Adnkronos) – Sul ‘tetto’ agli sms l’Autorita’ per le Garanzie nelle comunicazioni si appresta a prendere una decisione perche’ pur avendo constatato la “disponibilita’” degli operatori, “la questione deve quagliare a breve”. E’ il presidente della stessa Agcom, Corrado Calabro’, a sottolinearlo conversando con i giornalisti a margine del ‘Consumers’ Forum’, spiegando che i gestori di telefonia “ci hanno chiesto di concedergli ancora qualche giorno” prima di indicare il tetto ai messaggini. L’Autorita’ e’ intenzionata a far si’ che il limite massimo di spesa per gli sms sia uguale a quello stabilito dall’Unione europea per quelli inviati in roaming, ovvero 11 centesimi piu’ Iva. Gli operatori hanno chiesto di essere convocati e, dopo l’audizione, hanno sollecitato dall’Autorita’ qualche giorno in piu’.
“Noi l’abbiamo concesso -ha spiegato Calabro’- perche’ non vogliamo dare l’impressione di voler accelerare i tempi in maniera eccessiva. Ma non c’e’ dubbio che se la loro proposta non arriva entro il prossimo consiglio, non questo giovedi’ ma nella riunione successiva decideremo, vengano o non vengano proposte”. Il presidente dell’Agcom da atto ai gestori di essersi “mostrati disponibili, ma la questione ora si deve risolvere o con un impegno da parte loro o con una delibera da parte nostra o con entrambe”.
In uno dei prossimi consigli l’Autorita’ per le garanzie nelle Comunicazioni esaminera’ anche la questione della tariffazione delle telefonate a secondi su cui con i gestori e’ in corso “la ricerca di un agreement”, cioe’ di un accordo. A questo riguardo il presidente Calabro’ piega che “alcuni operatori si mostrano favorevoli, altri meno”.
Il presidente dell’Agcom ammette che su questo terreno “c’e’ un profilo da considerare che riguarda larvatamente la concorrenza”, nel senso che se i gestori proponessero tutti una tariffa analoga si profilerebbe un’intesa, ma cio’ che Calabro’ auspica e’ che “tra una molteplicita’ di tariffe ce ne sia almeno una che risponda a delle unita’ temporali”, anziche’ dunque a blocchi di unita’ o a scatti.
Quanto infine alla possibilità di imporre agli operatori una tariffazione di questo tipo: ” Vediamo- ha replicato il presidente- siamo in fase di ricerca di agreement”.
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25 nov 09 at 09:58
Sacconi e la «cittadinanza a punti»
di Raffaele Iannuzzi
iannuzzi@ragionpolitica.it
lunedì 23 novembre 2009
Mentre Scalfari insulta e svillaneggia l’establishment del Pdl e, in particolare, gli uomini più vicini a Berlusconi e mentre, parallelamente, il presidente della Camera Gianfranco Fini dice parolacce contro i presunti razzisti e, con ciò, passa la linea Maginot del bon ton nei rapporti con la Lega (che non è un partito razzista), Sandro Bondi, chiamato in causa da Scalfari, stronca l’ex direttore e guru permanente di Repubblica sulle colonne del Giornale e Altero Matteoli dice quel che pensa la quasi totalità del centrodestra e cioè che «le questioni politiche e culturali sollevate da Fini non appartengono alla storia di An». Ma, essendoci molta confusione sotto il cielo, questo è un buon tempo per la rivoluzione, per citare Mao, tutto sommato riabilitato dopo l’ultimo viaggio in Cina di Giulio Tremonti, che, di fronte al partito al gran completo, analizza la situazione della crisi mondiale usando le categorie di Marx, Braudel e tanto bel pensiero europeo ed occidentale.
Sulfurea condizione interna al centrodestra, che non soltanto non spaventa, ma, al contrario, eccita sul piano intellettuale e politico. Perché, da questo caos primordiale, sta scaturendo una novità che, pian piano, metterà radici – vedrete – nell’intera coalizione di governo. Si tratta della proposta di un ministro tanto sobrio e modesto quanto intelligente e capace come Maurizio Sacconi, che ha tra le mani il welfare. Sacconi sta superando, d’un sol colpo, le diatribe ideologiche e becere sulla cittadinanza e sul diritto di voto. Il suo modo di vedere la realtà dell’immigrazione supera le proposte bipartisan sulla cittadinanza e sul diritto di voto agli immigrati presentate da Sarubbi e Granata, dalla Perina e da Veltroni. Senza polemiche e lanci di agenzia duri da scomunica, che servono soltanto ad alimentare confuzione e sconcerto, ma con l’unico strumento razionale a disposizione di un ministro: la politica.
Gli «altri» sono forti solo se tu non produci politica e ti limiti a scomunicare. Ma non era questa la posizione delle folte schiere post-ideologiche del centrodestra? Eppure, leggiamo manifesti anti-Secolo o anti-fondazioni finiane, puntelli di legittimazione a contrario. Sbagliato. Giusto invece il metodo del meticoloso ed efficace Sacconi. Vediamo di che si tratta. Una sorta di «cittadinanza a punti», che – spiega il ministro del welfare – può definire e monitorare un percorso di integrazione di chi vuole diventare italiano, passando da criteri meramente cronologico-quantitativi a requisiti di tipo valutativo-qualititativi». La proposta è stata lanciata di fronte alla Cisl al gran completo, e Sarubbi e Granata dovranno fare la stessa cosa il 30 novembre prossimo. Sacconi ha anticipato tutti e con una griglia culturale e politica di grande concretezza e qualità, derivante da quel grande manifesto che è la Società attiva, in cui si parla di una «società responsabile» in cui tutti – immigrati inclusi – si guadagnano le posizioni nella società a partire da ciò che dimostrano di essere e non a partire da un’aura metafisica particolarmente luccicante, che fa di loro vacche sacre, anziché potenziali cittadini.
Il limite dell’approccio di Fini è l’apriorismo della descrizione e della considerazione degli immigrati, che dovrebbero essere integrati completamente nella nostra società a prescindere da qualsiasi percorso, ma solo in quanto regolarmente iscritti alle liste di collocamento e in quanto… immigrati. Non funziona e costituisce un precedente in Europa per non dire nel mondo – pensiamo agli USA. Sacconi sta aiutando il centrodestra a ritrovare la strada del socialismo laico-liberale cristianamente ispirato. Seguiamolo ed approfondiamo senza lamentazioni infantili contro questo e quello, con la politica e le argomentazioni razionali. La «ragione allargata» è questa e vince sempre, nel medio e nel lungo periodo.
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25 nov 09 at 10:00
Giustizia ritardataria? In prescrizione
di Caterina Carosi
carosi@ragionpolitica.it
martedì 24 novembre 2009
Mentre impazza la polemica sulla giustizia e si aspettano le proposte di riforma costituzionale del Governo, il Parlamento accelera l’inizio della discussione al Senato del processo breve. L’obiettivo del ddl è ridurre i termini dei processi a un massimo di due anni per ciascun grado di giudizio, con la possibilità di prolungare di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. La legge riguarda solo gli imputati incensurati per reati inferiori a dieci anni e non investe reati di mafia, terrorismo e quelli ritenuti di allarme sociale. Oggi – a detta di Vetrella, uno dei firmatari del ddl- il processo breve è un diritto del cittadino che segna solo l’inizio di un percorso per ridurre il gap tra magistrato e cittadino.
Scavalcando le polemiche che vedono il ddl come una legge ad personam per la tutela del premier, la maggioranza in Parlamento propone il documento a dimostrazione di un percorso coerente con la riforma della giustizia del Pdl. Il benestare della Lega al Senato non fa altro che rafforzare la necessità impellente per l’Italia di rientrare nella legalità europea dopo continui attacchi e sanzioni per l’irragionevole durata dei processi mossi dalla Corte di Strasburgo. Al problema sanzionatorio poi si aggiunge un problema economico rilevante che va risolto: la quantificazione dell’equo indennizzo in seguito alle condanne europee.
Lo Stato italiano è infatti quello che subisce il maggior numero di condanne da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per l’eccessiva durata dei processi. A fronte di queste condanne, sono stati corrisposti indennizzi pari a 14,7 milioni di euro nel 2007, a 25 milioni nel 2008, e a 13,6 milioni nel primo semestre del 2009. Questi dati sono ancor più preoccupanti se si considera che, per lo stesso titolo, erano stati pagati, nel 2002, indennizzi per 1,26 milioni di euro, e che essi si riferiscono a somme erogate direttamente dal Ministero della giustizia. Anche il Presidente della Corte di Cassazione nel corso della inaugurazione dell’anno giudiziario 2009 aveva riconosciuto questo caso come di massima urgenza e chiedeva che venisse rispettato quanto inserito nel programma di Governo sulla riforma della Giustizia.
Al momento entrambe le parti politiche sono d’accordo su un ddl da migliorare con l’iter parlamentare, ma il vero confronto ora cade sulla celerità dei tempi. Il presidente della commissione Giustizia del Senato Berselli lotta per far approvare il provvedimento prima della pausa natalizia, mentre l’opposizione, a detta di Casson del Pd, vuole proporre una serie di audizioni prima che vengano fissati i termini per la presentazione degli emendamenti. Il passo più atteso però rimane il parere dellla commissione Affari Costituzionali del Senato. Non è un segreto infatti che il vero problema è la possibile incostituzionalità del ddl e questa volta alla Commissione potrebbe non bastare un semplice parere favorevole, ma piuttosto una relazione tecnica più approfondita. Tra le novità c’è il reato d’immigrazione che, per volontà unanime degli ex An, verrà reinserito tra quelli rientranti nel processo breve, ma l’unica certezza dopo questa giornata di Commissione è che il Parlamento ha iniziato una battaglia contro la prescrizione.
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25 nov 09 at 10:00
Il disprezzo
di Gianteo Bordero
bordero@ragionpolitica.it
martedì 24 novembre 2009
Passano gli anni, passano i governi, passano le legislature. Ma la sinistra italiana è ancora ferma lì, a quel 23 novembre del 1993, giorno nel quale – come ha ricordato Paolo Del Debbio dalle colonne de Il Giornale – Silvio Berlusconi, durante l’inaugurazione di un nuovo supermercato a Casalecchio di Reno, creò con un geniale colpo di magia il centrodestra in Italia sol dichiarando che, se egli avesse dovuto votare al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Roma, avrebbe senz’altro sostenuto Gianfranco Fini, e non Francesco Rutelli. Apriti cielo! Nel giro di ventiquattr’ore la sdegnata intellighenzia gauchista, custode e detentrice della sacra ed inviolabile legittimità politica nel nostro paese, segnò col marchio dell’infamia l’uomo di Arcore. Che da quel giorno cessò di essere l’imprenditore Berlusconi e divenne il Cavaliere nero, il distruttore dell’arco costituzionale, il pericoloso parvenu della politica che rischiava di mettere a repentaglio gli equilibri istituzionali della Repubblica.
Una raffigurazione di Berlusconi che si consolidò nei mesi immediatamente successivi, prima con la nascita di Forza Italia e poi con la clamorosa vittoria dell’alleanza di centrodestra alle elezioni del 27 marzo 1994. Una rappresentazione che da allora, nella sostanza, non è mai mutata nella mente della sinistra italiana e dei suoi guru politico-culturali. I quali, incapaci di comprendere i veri motivi per cui Berlusconi andava riscuotendo tanto successo presso l’elettorato e, contestualmente, di analizzare le ragioni del progressivo crollo di consensi degli eredi del Pci, preferirono sbrigarsela rispolverando la cara, vecchia dottrina del «popolo bue», ammaliato dalle sirene della televisione commerciale e dalla spettacolarizzazione della politica. Cioè dai due strumenti che, secondo i dotti e sapienti della gauche caviar, il diabolico Berlusconi utilizzava per mandare i cervelli all’ammasso e addomesticare la mano che avrebbe poi dovuto tracciare la croce sulla scheda elettorale.
Così, mentre Berlusconi, giorno dopo giorno, continuava a strappare consensi alla coalizione a lui avversa e conquistava palmo a palmo sempre maggiori porzioni di paese reale, la sinistra e i suoi (cattivi) maestri si rinchiudevano nei loro salotti non per un salutare ripensamento culturale e politico, bensì per vomitare tutta la loro rabbia acida contro il «Caimano», il «partito di plastica», i «nani e le ballerine», e per lanciare infuocati anatemi contro il «pericolo per la democrazia». I risultati di questa – chiamiamola così – strategia sono ora sotto gli occhi tutti: partiti ex, post e neo comunisti alla canna del gas; classi dirigenti in perenne stato confusionale, vagolanti nel buio politico più fitto; elettori della sinistra storica delusi, sconfortati, annoiati.
Di fronte all’evidenza di tale disastro, oggi sarebbe lecito attendersi, da parte di chi ne è stato all’origine, o un sincero mea culpa o un dignitoso silenzio. Pie illusioni. Speranze malriposte in chi ancora è convinto di essere circondato da una patina di superiorità morale, ontologica ed intellettuale che gli dà titolo ad ergersi a giudice di tutto e di tutti. Come Eugenio Scalfari, che, dopo 16 anni di fallimentari elucubrazioni politiche antiberlusconiane, incapace di accettare il fatto che il paese reale non risponda e non corrisponda ai desiderata suoi e della sua Repubblica, si lancia in una scomunica a tutto tondo non soltanto – com’è ovvio – di Berlusconi e dei dirigenti del suo partito, ma della realtà stessa, dell’Italia e degli italiani. Colpevoli, come un personaggio di Diderot, di essere diventati «amorali» e di aver smarrito, votando per il Cavaliere nero, il «senso del bene e del male». «Il mondo degli uomini senza qualità»: così Scalfari ha titolato la sua reprimenda domenicale. Ma il titolo giusto sarebbe stato «Il disprezzo»: disprezzo di tutto ciò che non va per il verso auspicato dall’intelligentissima cervice scalfariana. Un articolo da tramandare ai posteri non soltanto per spiegare il significato della parola «antiberlusconismo», ma anche per far loro comprendere in tutta la sua terribile profondità la crisi della sinistra italiana dopo quel 23 novembre 1993.
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25 nov 09 at 10:01
Immigrazione clandestina: l’Ue deve collaborare
di Federica Confalone
confalone@ragionpolitica.it
martedì 24 novembre 2009
L’Ufficio della Presidenza del Comitato Schengen, martedì 24 novembre, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove politiche europee in materia di immigrazione, ha svolto l’audizione del Direttore dell’area sviluppo, lavoro e affari sociali della Divisione Immigrazione presso l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), Georges Lemaitre. Quali misure vengono adottate dal nostro Paese per contrastarla?
Il governo Berlusconi, nell’ambito della lotta contro l’immigrazione clandestina e la criminalità organizzata, ha emanato la legge n.94 del 15 luglio 2009, recante «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica», introducendo i reati di ingresso e soggiorno illegale dei migranti. Più precisamente è stabilito che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico è punito con l’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Le disposizioni non si applicano allo straniero destinatario del provvedimento di respingimento.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato in proposito: «Lo Stato potrà garantire meglio la sicurezza dei cittadini. È una legge fortemente voluta dal governo e dal presidente del Consiglio. Ora ci saranno misure molto più efficaci, così potremo garantire meglio la sicurezza dei cittadini». Il pacchetto sicurezza ha introdotto, tra l’altro, le ronde non armate, misure antimafia (espulsi dalle gare di appalti gli imprenditori delle vittime del racket che non denunciano i fatti alla magistratura), il reato di uso di minori nell’accattonaggio (si rischia 3 anni e la perdita della patria potestà), carcere fino a 1 anno e multe fino a mille euro per gli writers, il registro dei senza fissa dimora presso i comuni. E un pacchetto di sicurezza stradale che include l’aggravante «notturna» per chi guida ubriaco e dopo aver assunto droghe tra le 22 e le 6 di mattina.
Come affrontano, invece, gli altri paesi europei il problema dell’immigrazione, sul proprio territorio? I paesi mediterranei affini per collocazione geografica, mercato del lavoro e situazione demografica hanno politiche molto simili, approntando ingenti sistemi di sorveglianza delle frontiere esterne, schedando tutti coloro che fanno richiesta di visti o permessi di soggiorno attraverso impronte digitali e dati biometrici, inasprendo le pene per i trafficanti di esseri umani o, infine, incrementando i controlli al momento della concessione dell’attestato di alloggio.
Diversa la politica della Germania che è il più grande paese in termini di immigrazione in Europa. Dal 2005 lo Stato tedesco ha avviato una politica di incoraggiamento dell’immigrazione qualificata, che consente di ottenere la residenza e il permesso di lavoro fin dall’inizio. Requisito essenziale: avere una concreta offerta di lavoro e il permesso dall’Agenzia tedesca per l’impiego. Infine, il Regno Unito ha introdotto una politica migratoria indirizzata ai lavoratori più qualificati. Tutti gli altri ne sono invece scoraggiati. Esiste infatti un sistema a punti: secondo l’età, la situazione finanziaria, il livello di istruzione, le eventuali qualifiche e la conoscenza della lingua inglese. C’è poi l’obbligo di presentare un certificato di sponsorizzazione da parte di un datore di lavoro o di un istituto scolastico.
I dati ci mostrano che la politica dei respingimenti adottata dal Pdl ha permesso di ridurre gli sbarchi del 90 per cento e che dallo scorso 6 maggio al 31 ottobre sono sbarcati a Lampedusa un migliaio di persone provenienti dalla Libia, contro le 19 mila nello stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia ciò non è sufficiente, ed è necessario, pertanto, un sostegno reciproco e una condivisione a livello europeo.
L’emergenza «immigrazione clandestina» non può più essere considerata come un problema riguardante soltanto i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: è fondamentale una condivisione delle responsabilità da parte dell’Europa, un’azione europea nei confronti dei Paesi di origine, transito e destinazione dei migranti, e come ha ribadito il ministro Ronchi, «si tratta di misure necessarie e non più procrastinabili per le quali il governo italiano si sta battendo da tempo allo scopo di rompere quel muro di indifferenza e di egoismo dietro il quale troppo spesso l’Ue si è trincerata».
ragionpolitica
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25 nov 09 at 10:02
Difesa laica del crocifisso
di Alessio Falorni
falorni@ragionpolitica.it
martedì 24 novembre 2009
Confesso candidamente che la vicenda del crocifisso mi ha un po’ lasciato interdetto. Anzi, mi voglio allargare. Da un pezzo, è il modo con cui certa sinistra tratta le questioni della laicità che mi lascia un po’ interdetto. Per uno che è cresciuto nel mito della lungimiranza comunista, nell’accettare il substrato culturale comune che deriva anche e soprattutto dalla cultura cattolica, al tempo di Togliatti e della Costituente (mito tramandatomi dal nonno), e ha sviluppato le proprie idee nel solco della riflessione agnostica di Bobbio sulla religione civile, l’importanza dei valori comuni per la coesione di una società, e perfino la difesa laica del principio assoluto del non uccidere (acquisito col tempo e con un po’ di letture), spero sia comprensibile; per lo meno, vista la suscettibilità odierna nell’affrontare certi discorsi, invoco clemenza. Non ho certo alle spalle gli studi giuridici di Rodotà, né l’esperienza internazionale di Bonino. Dunque, è al libero pensiero che faccio appello perché mi si consenta una riflessione in libertà sull’argomento.
Credo di essere uno dei pochi della mia generazione scolastica a non aver mai frequentato l’ora di religione. Non ho dati alla mano, ma vado a braccio, ricordando come, in una delle zone più di sinistra d’Italia, alle medie ero l’unico della mia classe ad astenermi, e al liceo uno su quattro in una classe di 25 persone. Il crocifisso, nella mia classe, c’è sempre stato. Pensando alle mie reazioni all’epoca (epoca in cui ero molto più radicale e ideologico di adesso, come si conviene a quell’età, perbacco!), sono rimasto un po’ sconvolto dall’apprendere che i figli del veneto iscritto all’UAAR (io, come agnostico, da questa affiliazione mi sono rigorosamente astenuto) si sentono minacciati dal crocifisso che, per quel che ho letto, li guarderebbe ostile dall’alto. Una quindicina di anni fa, l’avessi detta io in classe, una cosa del genere, mi avrebbe riso dietro anche il bidello, e i più dotti dei miei compagni mi avrebbero accusato come minimo di paranoia schizoide, all’uso toscano della presa in giro un po’ pesante. Ma i tempi cambiano, e allora anche ciò che era tabù, o una cretinata semplice, magari oggi diventa una crociata culturale con tanto d’appendice europea, e val la pena di dedicarci del tempo.
Potendo solo riflettere, piuttosto che giudicare sul piano giuridico, ci sono un paio di cose che mi ronzano in testa dandomi fastidio: niente di complicato, e nessuna dimostrazione, faccio solo vagare un po’ la mente. Intanto, perché a me il crocifisso non abbia mai dato noia. Ai tempi c’era ancora la guerra delle due chiese politiche (PCI e DC), scoprivo la profondità intellettuale di Marx, e addirittura, ogni tanto, inneggiavo alla illuminazione che la religione fosse l’oppio dei popoli. Eppure, niente. Il crocifisso non mi ha mai dato noia una sola volta. Cerco di ricostruire il perché, e mi vengono alcune possibili risposte.
La prima è che, in quanto non credente, a me quella croce non ha mai suscitato reazioni sul piano religioso. Se una mia amica di allora, molto religiosa, la scoprivo a guardarlo ogni tanto quando era triste, io mi limitavo a ignorarlo riconoscendole il diritto di trovare consolazione in una «superstizione». Le piaceva? Che se lo tenesse. Un pezzo di legno? Non proprio, per carità. Ma per me, più che altro un oggetto di arredamento… Niente di cui preoccuparsi. Almeno, non mi sarei sentito più «osservato» da quello che da un bustino in marmo di Socrate sulla cattedra.
La seconda è che all’epoca mio nonno, comunista, ateo e mangiapreti, mi ripeteva sempre come un mantra che Cristo era stato il primo comunista. Il Papa, ah sì, quello era un’altra storia. L’«omino col cappello bianco», lo appellava quando lo vedeva in tv, e quante gliene diceva! E la Chiesa? Meglio tacere! Ma su Gesù Cristo, mai una parola sgarbata. Anzi, sosteneva che era proprio grazie a Gesù Cristo che si poteva parlare di uguaglianza, di solidarietà, di lotta alle oppressioni. Di comunismo, e che diamine! Insomma, uno dei grandi personaggi della storia. Dunque, volendo, in quel pezzetto di legno avrei anche io, all’epoca, potuto trovarci del mio, a livello di ideali.
La terza è che, comunque… religione, politica… sì, va bene tutto, ma andando avanti con lo studio, tra Dante, Manzoni, Giotto, Filippo Lippi e compagnia bella, dovevo ammettere che di cose belle quel simbolo e quel personaggio ne avevano ispirate a bizzeffe. Chiamatelo narcisismo, chiamatelo orgoglio patrio, ma io non riesco a pensare al mio paese alla pari degli altri. Mi sembra sempre avere qualcosa in più, anche quando appare evidente che semmai c’è qualcosa in meno… Un brutto vizio, ne convengo, ma del resto è anche un buon stimolo per aver sempre voglia di risolvere i problemi, di competere in positivo, di valorizzare bellezze, lavoro, valori e storie di questo angolo di mondo in cui m’è capitato di nascere. Ancora oggi, non riesco a passare davanti al Duomo di Firenze senza un attimo di commozione e riconoscenza. Insomma, che la cultura di cui siamo intrisi sia stata determinata in buona parte da quel simbolo e da quella religione, non ho mai provato a negarlo, e l’ho sempre considerata una virtù. Niente per cui valga la pena di distruggere, annientare, scacciare il prossimo. Ma da difendere, perché fondamentalmente positiva, sì. «Eh, ma in nome di quel simbolo son state ammazzate tante persone», potrebbe dire qualcuno. Ma la storia è piena di usi sbagliati dei simboli. Non mi son mai sognato di paragonare mio nonno a Stalin, anche se hanno combattuto sotto lo stesso simbolo. Ancora oggi, non mi vergogno quando vedo una falce e un martello, anzi, mi sento piuttosto fiero perché la mia famiglia l’ha portato in giro assieme a certi valori. Mi vergogno di più di qualcuno che lo porta in giro oggi, essendone profondamente distante in spirito e essendone totalmente incapace di adeguarne le idee a un mondo mutato, ma ricercando slogan scimmiottanti, in realtà carichi di valori totalmente opposti (tipo gli inni all’individualismo libertario e al radicalismo chic), da inserire in vecchie cariatidi. Io, da quel simbolo, sono oggi politicamente molto lontano. Dai valori che han portato avanti tanti che lo avevano sul petto molti anni fa, no: quei valori, non quelle idee politiche, li porto saldi nel cuore, e cerco la mia strada per affermarli.
Tornando però al crocifisso, e alle cose scomode che ronzano in testa, ho sviluppato una gran ritrosia per le argomentazioni che sento inserite, all’intero del dibattito, dai cosiddetti «laici» (io sto cercando un po’ arrabbiato chi sia andato a distribuire in giro a certa gente questo patentino). Giorni fa ascoltavo in televisione un giovanotto, sempre dell’UAAR, che sosteneva tutto piccato che attaccare un crocifisso al muro di una classe è come affermare che quel muro è del Vaticano. Ohibò. Ma sarà vero? Nell’attesa di riuscire a capirlo, bisognerà comunque che informi alcuni dei miei alunni che devono togliere a ogni costo il poster della Juve che hanno attaccato in classe. Il tifoso dell’Inter loro compagno, che è in schiacciante minoranza, potrebbe sostenere che se ne sente osservato e minacciato, che questo è un atto dittatoriale da parte della maggioranza, e che adesso il muro è di proprietà del signor Blanc. O forse chissà, pure di Luciano Moggi! Non parliamo poi dei poster di Micheal Jackson, beneficiario addirittura di un suo culto personale. Lì la laicità dello Stato è proprio demolita!
E visto che siamo in tema di poster, mi viene in mente che in una classe del professionale turistico, una volta, ho visto un bel poster dell’Agenzia Provinciale del Turismo, con soggetto un crocifisso di Mantegna. Bisognerà informare l’UAAR che quel che esce dalla porta ritorna dalla finestra. Vedo già le possibili reazioni. Da un lato, una nuova protesta, in nome della laicità che corrisponde all’abolizione di ogni simbolo. A proposito: bisognerebbe riflettere, ogni tanto, sul fatto che anche un muro bianco può essere un simbolo mica da ridere, in positivo o in negativo… Dall’altro lato, la concessione generosa: perché insomma, mica c’è una legge dello Stato a inserire il poster di Mantegna tra gli arredi. Anzi, ora che ci penso sarà meglio non ricordarlo in giro, ché a qualche parlamentare di quelli meravigliosi d’oggigiorno non gli venga voglia di fare una proposta in materia.
D’un tratto mi viene in mente che le aule mica son fatte solo di muri. Ci sono anche le finestre. E mi viene in mente che dalla scuola elementare di Castelfiorentino, il mio paese natale, si vede benissimo la Chiesa di Santa Verdiana, distante circa 20 metri. Con tanto di piazza, dove vanno a giocare, la sera, i figli degli immigrati islamici. E con tanto, ovviamente, di campanile e crocifissone in fronte. Dunque, mi chiedo: ma se qualche ateo, o agnostico, o diversamente credente, non riesce a tollerare la vista del crocifissino in classe, come potrebbe mai starvi con quel simbolo che spicca nella vista fuor di finestra? La piazza, poi, è come la scuola: un luogo di tutti… Capito dove voglio arrivare, no? E poi qualcuno che protesta si trova a ogni angolo!
Del resto, gli argomenti di una persona tranquilla, pacata e pronta a integrarsi nel suo nuovo paese come l’anti-crocifissista Adel Smith (quello che dice, in fraterno spirito d’amicizia e rispetto, che «il cadavere di un morticino in croce può far senso a qualcuno») non possono non esercitare un grande fascino su questo paese cristiano… Chissà, ci sta che la prossima volta che capita in tv qualcuno vada fuori a fargli il tifo, a quei quattro bischeri della destra estrema che sono andati a procurargli un po’ di visibilità in una sperduta trasmissione regionale qualche tempo fa.
Penso di nuovo alla sentenza della Corte europea dei diritti umani, penso allo spazio «laico», così come lo disegnano i nuovi «tolleranti» antisimbolici, e penso che un’Europa così a me non piace. Non c’è niente in quella sentenza, in quei valori, che mi faccia sentire »europeo». Nè più tollerante. Nè più laico. Più vuoto si, parecchio. Preoccupato. Ma niente di positivo. Poi, un brivido: starò mica diventando un «ateo devoto»? E’ possibile: del resto, un’etichetta per chi rifiuti di incasellarsi nello spazio angusto dei «laici» contro i «cattolici» disegnato dai piccoli, piccolissimi pensatori da rotocalco che oggi vanno per la maggiore, ci vorrà pure! Del resto, anche Bobbio quando si schierò contro l’aborto lo guardarono male: e se l’hanno fatto con lui, te lo immagini con un pulcino come me!
Io trovo solo che il mondo attorno a me è cambiato. E forse, sì, son cambiato un poco anch’io; in meglio, oserei dire. Mi sento più completo. La Chiesa, la religione, sono oggi mondi da scoprire, per me, non nemici. Parti importanti di una realtà che è sempre più bella e complessa da comprendere, e alle volte, perché no, compagni di viaggio e persino alleati in quel meraviglioso anelito che è il desiderio di far qualcosa di buono per quello che ti sta attorno. Non mi sento più ricco, ad aver saltato l’ora di religione allora, anche se la scelta è stata libera e, quindi, giusta per quel che valeva a quel tempo. Però certe cose le ho dovute scoprire da solo, perché l’ignoranza mi ha sempre dato fastidio, e a maggior ragione quando mi sono accorto di essere io, l’ignorante. Non è che sia più capace di apprezzare Benozzo Gozzoli perché leggendo meglio il Vangelo, che so, mi sia magari convertito. Lo apprezzo meglio perché, probabilmente, capisco meglio cos’è che ha ispirato quel modo di dipingere e i sentimenti dell’artista… E poi, anche la mia visione della fede si è ampliata. Direi, anzi, che si è laicizzata. Proprio grazie al dibattito sulla laicità, ad esempio, son diventato amico di un gesuita, con cui converso amabilmente e con cui condivido una propensione: lui che ha la fede, è sempre in ricerca, e sempre in ricerca sono pure io, che la fede non ce l’ho. Mi son scelto lui come interlocutore, perché Odifreddi mi dice proprio poco: gli integralisti sanno già tutto, e parlare con loro non ti arricchisce granché. Potrei tranquillamente comprare i suoi libri (le moderne «bibbie dell’ateo»), e trovarci già tutto. Poi, come con tutti i testi sacri, scegliere se crederci o no. E poi il gesuita, che è un prete, ha sempre parlato con rispetto di mio nonno, sapendo chi era e cosa pensava, e sovente dandogli pure ragione su certe idee. Quel matematico lì, invece, senza avermi mai conosciuto, su un libro ha dato indirettamente di «letterale cretina» anche a mia nonna, che era comunista, cristiana e cattolica, inserendola di diritto, pur senza ovviamente nominarla, nel novero. E’ una cosa che mi è andata proprio di traverso.
Finisco con una speranza, che coltivo vivamente: che chi di dovere ci pensi veramente parecchie volte, prima di lasciare, senza colpo ferire, che quel crocifisso denso di valori sia piano piano sostituito dalla zucca vuota di Halloween. Sarebbe proprio una metafora tragicomica.
ragionpolitica
SMITH - INFILTRATE
25 nov 09 at 10:02
RIFORME: FINI, RIPARTIRE DA BOZZA VIOLANTE
(ASCA) – Milano, 24 nov – La bozza sulla riforma Violante come base di partenza per un dialogo condiviso sulle riforme costituzionali. Ad auspicare questa ipotesi e’ il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che questa sera ha presentato a Milano il suo libro ”Il futuro della liberta”’.
Fini ha preso spunto dal federalismo fiscale, precisando che ‘’senza l’ultimo anello del federalismo istituzionale, rischia di essere una catena alla quale manca quello piu’ importante”. Di qui la necessita’ di avviare un dialogo con l’opposizione per dare il via al percorso di riforme istituzionali: ”Non parlo con il Pd tutti i giorni, ma sento quello che dicono in Parlamento: se non hanno cambiato opinione, la bozza Violante nel giro di pochi mesi potrebbe essere discussa, votata da Camera e Senato e diventare legge”.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:03
TERRORISMO: MARONI, STOP A SITI INTERNET CHE FANNO APOLOGIA
(ASCA) – Venezia, 24 nov – Per il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, bisogna ”impedire la presenza di siti Internet che fanno apologia del terrorismo e la fruizione e diffusione telematica di documenti audio e video di natura estremista”.
Maroni ne ha riferito come una delle decisioni prese oggi a Venezia dalla Conferenza dei ministri dell’Interno dei Paesi del Mediterraneo occidentale. Secondo il titolare del Viminale, occorre ”intensificare gli sforzi per prevenire e impedire l’uso, a fini terroristici, delle nuove tecnologie di informazione e di comunicazione”. Oscurare i siti Internet significa, per Maroni, ostacolare ”la diffusione dell’ideologia terrorista, il reclutamento e la raccolta dei finanziamenti”.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:04
CLIMA: PRESTIGIACOMO, SONO PARTICOLARMENTE OTTIMISTA SU COPENHAGEN
(ASCA) – Roma, 24 nov – Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e’ ottimista sulla riuscita del prossimo summit sul clima di Copenhagen, precisando che, seppur non si arrivera’ a un accordo durante il vertice, verranno comunque gettate le basi per una prossima intesa. Intervenendo alla presentazione del Rapporto di sostenibilita’ 2009 del gruppo Finmeccanica, il ministro, parlando dei cmabiementi climatici causati dalle emissioni di gas serra, ha detto che ”a Copenhagen si gioca una sfida importante per lo sviluppo sostenibile. Sono particolarmente ottimista, perche’ le condizioni nel gennaio del 2008 erano molto diverse”, in particolare erano diverse le posizioni di Stati Uniti e Cina proprio sullo sviluppo sostenibile.
”Non credo – ha aggiunto la Prestigiacomo – che, se a dicembre non ci sara’ un trattato, cio’ possa essere definito un fallimento. La cosa importante e’ che non ripeta cio’ che e’ accaduto a Kyoto (dove il trattato sulle emissioni di gas serra e’ stato ratificato solo da alcuni paesi ndr.)”. Per il ministro infatti a Copenhagen si getteranno le basi per un prossimo accordo.
A dicembre, a Copenhagen si terra’ un summit dell’Onu sul clima, per arrivare a un’intesa sulla riduzione di emissioni di gas serra.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:05
IMMIGRATI: MARONI E BESSON SOLLECITANO INIZIATIVE A UE
(ASCA) – Venezia, 24 nov – Un’azione comune al prossimo Consiglio dei ministri dell’Interno e della giustizia europei, in programma nei prossimi giorni, per sollecitare la Commissione Ue a varare proposte in materia di politica dell’immigrazione. E’ quanto hanno concordato a Venezia il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ed il ministro francese per l’immigrazione Eric Besson.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:05
PD: D’ALEMA, DOBBIAMO ALLARGARE CAMPO ALLEANZE
(ASCA) – Roma, 24 nov – ”Allargare il campo”: questa l’indicazione politica di Massimo D’Alema alla direzione nazionale del Pd, intendendo ovviamente una politica di alleanze, con riferimento partitcolare all’Udc.
In proposito, ha fatto osservare, le prossime elezioni regionali ”non sono il test per una nuova maggioranza, ma il Pd deve muoversi”. Il governo vive ”una situazione di precarieta’ e di conflittualita’ interna” e il Pd deve fare forza su questo guardando alle elezioni di primavera come ad un ”passaggio fondamentale per il Pd”.
E all’interno della maggioranza e del governo, ha aggiunto, ”c’e’ chi punta a riportare l’Udc nel campo del centrodestra, percio’ o ci muoviamo oppure rischiamo di perdere un’occasione”.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:06
REGIONI: MELONI, CONFERENZA AGITO COME FRENO SU POLITICHE PER GIOVANI
(ASCA) – Trieste, 24 nov – Per Giorgia Meloni, ministro della Gioventu’, ”la conferenza Stato-Regioni ha agito piu’ spesso come un limite e non come integrazione delle politiche per la gioventu”’. Meloni ne ha parlato a Trieste, ricordando che ”la legge del Governo sui giovani e’ rimasta ferma otto mesi”.
”Serve invece condivisione e non un blocco reciproco, dettato spesso solo da interessi di parte o territoriali” ha insistito Meloni, che soffermandosi sulle politiche per il lavoro ha rilevato che ”per chi non ha i soldi per avviare un’impresa sono stati stanziati tre milioni di euro destinati proprio a questo scopo e questo denaro sara’ gestito dalle associazioni giovanili e studentesche”. ”L’80% delle iniziative del ministero della gioventu’ viene gestito direttamente dai giovani, dall’associazionismo, dal volontariato anche per altre iniziative che vanno dal teatro alla musica alla formazione professionale”, ha concluso Meloni.
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25 nov 09 at 10:07
BENI CULTURALI: RESCA, PIU’ RISORSE ALLE ATTIVITA’ DI COMUNICAZIONE
(ASCA) – Roma, 24 nov – ”Tra i principali obiettivi della mia Direzione per il 2010 c’e’ sicuramente quello di riservare piu’ risorse alle attivita’ di comunicazione utilizzando anche i moderni canali che la tecnologia ci offre quali youtube, facebook e twitter, strumenti che pur a basso costo permettono di raggiungere vaste fasce di potenziali fruitori di cultura soprattutto giovani”. Lo ha dichiarato il Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Mario Resca, presente alla mostra di Federico Barocci ”1535-1612 L’incanto del colore. Una lezione per due secoli” in programma a Siena fino al 10 gennaio. ”La mostra su Barocci iniziata l’11 ottobre e che puo’ vantare pregiatissimi pezzi provenienti da i piu’ importanti musei del mondo (Metropolitan di New York, Louvre di Parigi, Tate di Londra) – ha spiegato Resca- ha finora registrato un’affluenza di pubblico inferiore alle attese e alla qualita’ del materiale esposto. Cio’ dimostra per l’ennesima volta quando sia fondamentale puntare risorse adeguate su campagne di comunicazione mirate e penetranti. I pochi investimenti che in Italia vengono fatti per promuovere il nostro immenso patrimonio culturale – conclude Resca – sono una delle cause del calo di accessi in molti musei ed aree archeologiche”.
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25 nov 09 at 10:08
DONNE: IN CAMPIDOGLIO SEMINARIO INTERNAZIONALE CONTRO VIOLENZA GENERE
(ASCA) – Roma, 24 nov – ”Il Terzo Obiettivo del Millennio e il Ruolo dei Media”. E’ il titolo del seminario internazionale che si svolgera’ a Roma, giovedi’ 26 novembre, nella splendida cornice della Sala della Protomoteca, in Campidoglio. Organizzato dall’Inter Press Service (IPS), con il patrocinio del Ministero Affari Esteri e del Comune di Roma, l’incontro rientra nell’ambito dei 16 Giorni di Attivismo contro la Violenza di Genere (25 Novembre-10 Dicembre), e dara’ voce a giornaliste ed esperte di genere provenienti da tutto il mondo per parlare di come l’informazione e la comunicazione possano contribuire a fermare la violenza contro le donne. Rappresentanti di Association for Progressive Communication (APC) e del Global Media Monitoring Project, (monitoraggio globale della societa’ civile su come i mezzi di informazione trattano i temi di genere) presenteranno metodi innovativi di trasmissione del messaggio sulla violenza. Fra gli interventi previsti quello di Laila Al Shaikhli, anchorwoman di Al Jazeera, e poi Najiba Ayubi, direttore della piu’ importante agenzia di informazione afgana, The Killid Group, e ancora Francesca Caferri, inviata del quotidiano La Repubblica.
Insieme alle tante ONG e agenzie ONU presenti (fra cui Aidos, Action Aid, U.N. Millennium Campaign, UNIFEM, CAWTAR, FAO, IFAD, WFP) si parlera’ di quali sono la responsabilita’ dei media, quando si comunica la violenza di genere.
L’appuntamento in Campidoglio offrira’ anche l’occasione per la presentazione e distribuzione del manuale per i media dal titolo ”Reporting Gender Based Violence”, appena pubblicato da IPS Africa. Inoltre uno spazio particolare sara’ dedicato al trentesimo anniversario della Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW). Ad aprire i lavori alle 9.30 il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, poi il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, seguito da Federico Mayor, Chair, IPS Board of Directors. L’introduzione sara’ affidata ad Emma Bonino, vicepresidente del Senato. I video con i momenti principali del seminario saranno disponibili online, in streaming, a partire dal 27 novembre. Il Terzo Obiettivo del Millennio ”promuove l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne”, due temi che l’IPS ha scelto di mettere al centro dell’intera produzione giornalistica, attraverso il programma ”Communicating for Change: Getting Voice, Visibility and Impact for Gender Equality”.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:09
GOVERNO: FINI, ARCORE? IO VADO A CENA CON CAROLINA E MARTINA
(ASCA) – Milano, 24 nov – Gianfranco Fini non partecipera’ questa sera al vertice di Arcore che vedra’ riuniti attorno al tavolo di Villa San Martino il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
Lo ha tenuto a sottolineare lo stesso presidente della Camera lasciando la sede milanese del Corriere della Sera dove questa sera ha presentato il suo libro ”Il futuro della liberta”’.
”Vado a cena con Carolina e Martina (ossia le due bambine avute da Elisabetta Tullian, ndr)”, ha assicurato il presidente della Camera rispondendo a chi gli ha chiesto se avrebbe cenato ad Arcore insieme a Berlusconi.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:10
PDL: FINI, NON CI STO A VESTIRE I PANNI DELL’ERETICO
(ASCA) – Milano, 24 nov – ”Dire che di punto in bianco mi sono messo i panni dell’eretico, non ci sto”. Cosi’ il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha respinto le polemiche sollevate contro di lui a causa delle sue ‘aperture’ in materia di cittadinanza e integrazione.
Proprio oggi tre quotidiani vicini al centrodestra, Il Giornale, Libero e La Padania, hanno pubblicato editoriali molto critici nei confronti del presidente della Camera.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 10:10
Non occorrono tante parole. Leggete semplicemente questo articolo apparso sulla Nazione a firma di Giacomo Bini. E fatevi un’idea di chi ci amministra con cura solerte e parla ella nostra salute e della nostra longevità… all’aria pura.
Ecco il testo:
NON C’È la necessità immediata di un’ordinanza del sindaco per fermare l’inceneritore, ma nella gestione dell’impianto ci siano violazioni delle normative e dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) che meritano di essere sanzionate. Questo il chiarimento inviato al Comune ieri mattina da parte del Dipartimento Prevenzione dell’Asl con una nota firmata dal dottor Michelangelo Bolognini. Il chiarimento era stato chiesto dalla giunta di Montale dopo aver ricevuto dall’Asl due comunicazioni apparentemente contrastanti, la prima che non rilevava problemi per la salute, la seconda, del 13 Novembre, che esprimeva invece serie preoccupazioni, a firma del dottor Michelangelo Bolognini, delegato dell’Asl nel tavolo tecnico provinciale sull’inceneritore. La nota pervenuta ieri dello stesso dottor Bolognini, pur affermando che non ci sono gli estremi per un’ordinanza del sindaco, ribadisce «le problematiche gestionali legate all’impianto». IL PRIMO PUNTO critico è il superamento dei limiti di attenzione nelle emissioni di diossine previsti dall’Aia in occasione dell’incidente del 9 Giugno scorso. Il secondo punto critico è la notevole difformità nei dati sulle emissioni di Pcb tra il controllo ufficiale dell’Arpat del 17 giugno, quando l’impianto bruciava solo rifiuti solidi urbani, e i dati rilevati col sistema di campionamento in continuo Amesa che sono molto superiori. QUESTA DIFFORMITÀ secondo il dottor Bolognini «rende ipotizzabile una causa legata alla combustione di rifiuti speciali pericolosi». Da qui, secondo il funzionario Asl, «la necessità di sanzioni più stringenti per le ulteriori violazioni delle normative e dell’Aia da parte del gestore». Ma le sanzioni devono partire da un riconoscimento delle violazioni da parte della Provincia. E proprio la Provincia è chiamata in causa da un’interrogazione del consigliere provinciale del Pdl Patrizio La Pietra, che chiede quali misure intenda prendere l’amministrazione provinciale citando in premessa la nota di Bolognini del 13 Novembre dove lo scrivente dice che «riterrebbe opportuno revocare l’autorizzazione integrata ambientale ». Giacomo Bini
E ora guardate la Presidente della Provincia che, come si legge all’interno dell’articolo di Bini, è l’ente che dovrebbe prendere una decisione in merito alla salubrità dell’aria e alla sicurezza della gente, provvedendo anche a sanzionare le responsabilità di chi opera all’inceneritore.
Se siete d’accordo con quello che sta accadendo, bene: state calmi e mangiate tranquillamente le verdure. Se non lo siete, dìtelo.
Tuttavia una cosa ci impressiona: rileggiamo attentamente queste parole punto critico è la notevole difformità nei dati sulle emissioni di Pcb tra il controllo ufficiale dell’Arpat del 17 giugno, quando l’impianto bruciava solo rifiuti solidi urbani, e i dati rilevati col sistema di campionamento in continuo Amesa che sono molto superiori e domandiamoci come e perché nessuno si accorga di queste macroscopiche incongruenze, a cominciare dalla magistratura.
Come spiegare certe situazioni?
http://marioniccolai.blogspot.com/
POSTA DESTRA RAZIONALE
25 nov 09 at 10:12
BUONGIORNO A TUTTE!!!!!
COME OGNI MERCOLEDI’ CI SARO IO CON VOI!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 10:16
LAVORO, 29 NOVEMBRE MOBILITAZIONE PER UN FISCO A MISURA DI FAMIGLIA
Gazebo dalle 9 alle 13 in 12 città. Polverini: “Meno tasse contro la crisi”
L’Ugl si mobilita domenica 29 novembre a sostegno di lavoratori, pensionati e famiglie per chiedere un fisco più equo e più leggero. Dalle 9 alle 13 saranno allestiti gazebo nelle piazze di 12 città italiane (Roma, Milano, Torino, Padova, Venezia, Cagliari, Napoli, Potenza, Genova, Bari, Foggia e Palermo) per raccogliere firme a sostegno di un fisco a misura di famiglia e sollecitare il governo ad accelerare l’introduzione del quoziente familiare.
La crisi, infatti, continua a farsi sentire. L’Ocse lancia l’ennesimo allarme occupazione, dall’Istat arrivano dati in lieve miglioramento per la produzione industriale. Ma la cautela è d’obbligo, anche alla luce di numeri altalenanti. L’Ugl chiede di rilanciare i consumi, per agganciare la ripresa, attraverso la riduzione delle tasse sui redditi fissi da lavoro e da pensione. “In questo modo – ha detto il segretario generale, Renata Polverini – si consentirebbe alle famiglie di tornare a spendere, alle imprese di produrre di più, mettendo al riparo i posti di lavoro”
POSTA DESTRA RAZIONALE
25 nov 09 at 10:24
25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne
In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati dell’Istat, sono 6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale, tre milioni quelle che hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata. Si tratta di violenze domestiche soprattutto a danno di mogli e fidanzate: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti.
Per fare uscire dal silenzio questa drammatica situazione si celebra il 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita con la risoluzione n. 54/134 dalle Nazioni Unite nel 1999 al fine di sensibilizzare governi, istituzioni e società civile. L’Onu ha scelto questo giorno per commemorare la tragica vicenda delle tre sorelle Mirabal violentate, pugnalate e strangolate il 25 novembre del 1960, per ordine del dittatore Trujillo.
Molte le manifestazioni previste nel nostro paese a partire dal corteo nazionale che si terrà a Roma il 28 novembre alle 14 da Piazza della Repubblica fino a Piazza San Giovanni.
il sole 24 ore
SMITH - INFILTRATE
25 nov 09 at 10:28
+ + + COMUNICATO STAMPA DEL 25.09.2009 + + +
Oggi ricorre una giornata che vede la lotta tra la civiltà contro l’inciviltà che circonda l’universo femminile.
La donna è il perno della nostra società come Moglie, Madre e Professionista.
A nome di tutta l’Associazione Politico Culturale Destra Razionale esprimo la NOSTRA vicinanza alle donne e tutta la vergogna e la tristezza nel riportare di seguito i dati i quali sono a dir poco allarmanti sotto tutti i profili.
Per quanto riguarda la violenza domestica sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali, 3 milioni 961 mila violenze fisiche. Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri.
Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate.
Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%).
Le donne subiscono più forme di violenza. Un terzo delle vittime subisce atti di violenza sia fisica che sessuale. La maggioranza delle vittime ha subito più episodi di violenza. La violenza ripetuta avviene più frequentemente da parte del partner che dal non partner (67,1% contro 52,9%). Tra tutte le violenze fisiche rilevate, è più frequente l’essere spinta, strattonata, afferrata, l’avere avuto storto un braccio o i capelli tirati (56,7%), l’essere minacciata di essere colpita (52,0%), schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi (36,1%). Segue l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (8,1%) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (5,3%). Tra tutte le forme di violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, ovvero l’essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati vissuti come violenza (19,0%), il tentato stupro (14,0%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%).
Le donne che hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà dei casi hanno sofferto, a seguito dei fatti subiti, di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,5%), disturbi del sonno (41,0%), ansia (36,9%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (23,7%), dolori ricorrenti in 3 diverse parti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,2%), idee di suicidio e autolesionismo (12,1%).
2 milioni 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking).
7 milioni 134 mila donne hanno subito o subiscono violenza psicologica: le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%) e la svalorizzazione (23,8%), seguono le intimidazioni nel 7,8% dei casi.
1 milione 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni.
674 mila donne hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza.
Non credo vi sia bisogno di aggiungere altro.
Maurizio Guarino
Presidente Nazionale – Destra Razionale
fonte dei dati ISTAT
Maurizio Guarino
25 nov 09 at 11:27
GRANDE PRESIDENTE!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 12:02
VIOLENZA SU DONNE: NAPOLITANO, È EMERGENZA SU SCALA MONDIALE = ‘ANCHE IN ITALIA I CASI DI VIOLENZA, I SOPRUSI E LE INTIMIDAZIONI SONO IN AUMENTÒ Roma, 25 nov. – (Adnkronos) – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, ha rivolto, in un messaggio, un caloroso saluto ai partecipanti a tutte le manifestazioni ed agli eventi oggi in programma. «La Giornata internazionale contro la violenza alle donne deve rappresentare -afferma Napolitano- un’occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale». «La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 ha fornito dati che -ricorda il capo dello Stato- valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perchè la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei paesi economicamente e culturalmente avanzati». «Molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare. È triste dover ricordare -sottolinea Napolitano- che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento». (segue
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 12:06
VIOLENZA SU DONNE: NAPOLITANO, È EMERGENZA SU SCALA MONDIALE (2) = ‘DIFFONDERE UNA CONCEZIONE DELLA DONNA CHE RISPETTI LA SUA DIGNITÀ DI PERSONÀ (Adnkronos) – «Ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare -esorta Napolitano- azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità». «Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne», aggiunge il presidente della Repubblica che ha, altresì, espresso «il più sentito augurio affinchè questa giornata possa segnare una tappa significativa non solo per l’azione delle istituzioni ma anche per una più forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica».
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 12:07
STALKING: CARFAGNA, LIBERATE OLTRE 4 MILA DONNE NEL 2009 OGGI GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE (ANSA) – ROMA, 25 NOV – «Rispetto a dodici mesi fa, grazie al nostro governo, le donne italiane hanno strumenti in più per difendersi contro la violenza. Il principale di questi strumenti è il reato di stalking, introdotto nello scorso febbraio, che ha già liberato oltre quattromila donne italiane dai loro incubi quotidiani fatti di persecuzioni, violenze piccole e grandi, intrusioni». Lo ha detto all’ANSA il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che si celebra oggi in tutto il mondo. Il ministro ha inoltre reso noto che la legge che introduce il reato di stalking ha registrato finora in media circa 17 denunce, e che ben 723 persone, uomini ma anche donne, sono finite agli arresti. Ma per la lotta contro la violenza «non è finita – ha aggiunto Carfagna – La scorsa primavera sono state introdotte aggravanti per i reati di violenza sessuale, che hanno raddoppiato la pena per i partner e per gli ex compagni, eliminato i benefici premiali, come gli arresti domiciliari, per chi si macchia di colpe tanto gravi e istituito la difesa gratuita per le vittime».
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 12:08
Omniroma-VIOLENZA SU DONNE, PINESCHI (LM): «NECESSARIO ROMPERE SILENZIO» (OMNIROMA) Roma, 25 nov – «L’emergenza mondiale della violenza sulle donne, per usare le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, è una piaga diffusissima e silenziosa che, oltre a colpire a morte i diritti di milioni di persone, impedisce alla società di progredire perché inibisce il contributo essenziale del genere femminile al progresso civile comune». Lo ha detto, in una nota, il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, Massimo Pineschi (Lista Marrazzo), rilevando che «si tratta di un fenomeno drammatico ed in crescita che investe in Italia oltre il trenta per cento delle donne, vittime, secondo l’Istat, di violenze o maltrattamenti almeno una volta nella vita, che vengono denunciati però solo nel 4% dei casi». «Per contrastare questa triste realtà -continua Pineschi- che trae linfa da una cultura del rispetto umano terribilmente insufficiente, la Regione Lazio è intervenuta con la legge 16 del 2009, mettendo in campo strumenti e risorse per finanziare progetti per la sicurezza, per la sensibilizzazione e la prevenzione di ogni forma di violenza, e per la creazione di centri d’aiuto per le vittime». «La battaglia di civiltà che dobbiamo intraprendere -aggiunge il Consigliere Pineschi- richiede anche un’attenzione particolare al superamento degli stereotipi di genere e all’immagine della donna veicolata dai mass media, attraverso cui viene perpetuato quotidianamente un tipo di violenza continua e strisciante e diffuso il messaggio, orribile, che la donna coincida con il suo corpo e che esso rappresenti un oggetto di cui è possibile appropriarsi. Rendere manifesti tali meccanismi e fare luce sui tanti abusi a cui le donne sono sottoposte costituiscono, quindi, due pilastri per rompere, assieme al silenzio che circonda questo barbaro crimine, anche l’impunità di coloro che si rendono colpevoli di tali delitti».
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 12:08
VIOLENZA SU DONNE: SCHIFANI, INDISPENSABILE MOBILITAZIONE OPINIONE PUBBLICA = Roma, 25 nov. – (Adnkronos) – «La violenza nei confronti delle donne è ancora oggi una delle più diffuse violazioni dei diritti fondamentali nel mondo. Soprattutto la violenza domestica colpisce tutti i paesi e tutte le classi sociali. Oggi le donne che hanno subito comportamenti persecutori dai partner al momento della separazione o in seguito possono oggi trovare tutela nel nuovo reato di stalking recentemente introdotto dal Parlamento». È quanto afferma il Presidente del Senato, Renato Schifani, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne. «Nonostante i passi avanti che si sono registrati negli ultimi anni sul piano della presa di coscienza e della denuncia – aggiunge Schifani -, il nostro Paese deve continuare a concentrare tutte le forze per tutelare con fermezza la dignità della donna. Perchè la situazione cambi, perchè cessino sfruttamenti e violenze, è necessario un impegno collettivo di educazione al rispetto della donna e alla cultura della non violenza a partire dalle scuole e in ogni contesto sociale e lavorativo, attraverso campagne di comunicazione efficaci per combattere schemi e pregiudizi sociali e culturali». «È indispensabile la mobilitazione dell’opinione pubblica, nazionale e internazionale, affinchè la società sia sempre più consapevole del fenomeno e affinchè questo dramma possa essere affrontato senza pregiudizi. In questo senso – conclude-, iniziative come quella della giornata odierna non possono che costituire uno sprone e un segnale di speranza per rendere più vicino il giorno in cui questa odiosa piaga sarà finalmente sanata». (Pol/Zn/Adnkronos)
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 12:09
GRANDI PRESIDENTI ALLORA….
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 12:09
25 novembre 2009
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
LA COMMISSIONE DELLE ELETTE DEL COMUNE DI ROMA E TELEFONO ROSA NELLE SCUOLE DI ROMA
Grazie alla Commissione delle Elette del Comune di Roma, Telefono Rosa realizzerà due incontri con alcune classi delle Scuole Superiori il Liceo “Dante Alighieri” e l’Istituto Tecnico “Duca degli Abruzzi” di Roma. Verranno proiettati due cortometraggi “Piccole cose di valore non quantificabile” di Paolo Genovese e Luca Miniero e “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù.
L’obiettivo è fare, grazie a questi due lavori, una riflessione mirata sull’importanza della sensibilità delle Istituzioni sul tema della violenza sulle donne e sul legame che c’è tra i modelli femminili offerti dai media e dalla pubblicità e la violenza di genere.
Sarà anche lanciato un concorso per realizzare uno spot contro la violenza sulle donne. “L’utilizzo della tecnologia dei giovani – dice la Presidente di telefono Rosa, Gabriella Carnieri Moscatelli – è quasi sempre citato negativamente. In questa occasione, la Commissione delle Elette, rappresentata dalla Presidente On. Cirinnà, ci ha consentito con questa iniziativa di dimostrare che i ragazzi sapranno fare buon uso di strumenti multimediali e della loro creatività. Non possiamo che ringraziarla e ringraziare la Commissione delle Elette per l’ennesima dimostrazione di impegno e fiducia nella nostra Associazione”
Testimonial dell’iniziativa sarà Daniela Poggi.
L’Onorevole Monica Cirinnà, Presidente della Commissione delle Elette, sarà presente durante gli incontri nelle scuole per portare il saluto della Commissione e testimoniare il continuo impegno profuso contro la violenza sulle donne. E’ prevista anche la partecipazione della Delegata del Sindaco di Roma alle Pari Opportunità, On. Lavinia Mennuni.
http://www.telefonorosa.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=43&Itemid=60
SMITH - INFILTRATE
25 nov 09 at 12:10
CONFERENZA STAMPA di
Presentazione del Rapporto di Ricerca
Voci dal Silenzio – Il difficile percorso delle donne vittime di violenza ed il loro rapporto con le Istituzioni”
25 novembre 2009 – Ore 10.30
Sala dell’Associazione della Stampa Estera
via dell’Umiltà, 83/c
Roma
Domani, 25 novembre Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, Telefono Rosa presenterà la Ricerca “Voci dal Silenzio – Il difficile percorso delle donne vittime di violenza ed il loro rapporto con le Istituzioni”, a cura dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo e realizzato nell’ambito del Progetto “Se un giorno qualcuna”, promosso dalla Regione Lazio.
Presenti alla conferenza stampa, oltre alla Presidente di Telefono Rosa, Gabriella Carnieri Moscatelli, e Fabrizio Battistelli, Presidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, Isabella Rauti, Capo Dipartimento del Ministero per le Pari Opportunità.
Interverranno inoltre l’On. Lavinia Mennuni, Delegata del Sindaco alle Pari Opportunità per il Comune di Roma, Vittorio Rizzi – Dirigente Squadra Mobile Questura di Roma, Francesca Monaldi – Vice Dirigente Squadra Mobile Questura di Roma, Adolfo Pagnanelli, Primario del Pronto Soccorso Policlinico Casilino, Paola Lattes, Vice Presidente Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa Onlus, Paola Matteucci, Capo equipe psicologhe Telefono Rosa.
La ricerca Voci dal silenzio ha avuto come obiettivo incrinare il muro di incomunicabilità che caratterizza la condizione delle vittime di violenza. A 50 donne, italiane e straniere, protagoniste della ricerca, è stato chiesto quali criticità hanno incontrato nel momento in cui hanno chiesto aiuto alle istituzioni (Pronto Soccorso, Servizi Sociali, Forze dell’Ordine).
Dopo aver ricostruito le cause che spingono le donne a non denunciare e le maggiori difficoltà incontrate (mancanza di sostegno economico, tutela legislativa inadeguata, difetto di informazioni idonee su cosa e come fare) è emerso che non mancano difficoltà anche nel rapporto con le Istituzioni.
In larga misura positiva è la valutazione sui Servizi Ospedalieri, ai quali si è rivolto un ampio numero di vittime. Gli ospedali emergono come luogo in cui la donna, oltre a ricevere cure, viene informata sull’eventuale percorso da intraprendere e dove può trovare accoglienza e sensibilità.
Più ambivalente il quadro che emerge in riferimento ai Servizi Sociali, ai quali si sono rivolte circa la metà delle donne interpellate: valutazioni positive, infatti, si alternano a lamentele su aspetti problematici (tempi eccessivamente lunghi dell’assistenza, mancato supporto legale, sostegno insufficiente, ecc.).
Centrale nel vissuto delle donne vittime di violenza rimane il ruolo delle Case Famiglia e dei Centri Antiviolenza: specialmente per quanto concerne la violenza domestica, tali centri costituiscono l’unica effettiva possibilità per ricostruire il proprio nucleo familiare in condizioni di relativa serenità.
Interessanti risultanze emergono anche in merito alla relazione con le Forze dell’Ordine. Nei confronti di queste Istituzioni si concentrano le maggiori aspettative di difesa e di tutela: in 4/5 dei casi, infatti, le vittime di violenza si sono rivolte ad almeno una delle due forze di Polizia (Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato).
I giudizi espressi, tuttavia, mostrano un complesso mix di soddisfazione e insoddisfazione. Le principali difficoltà sono riconducibili a due aspetti: il primo, è prettamente operativo e riguarda l’incompletezza dell’intervento a causa di vincoli burocratico/organizzativi, il mancato allontanamento dell’autore della violenza, la lentezza delle indagini, le lunghe attese ecc. Il secondo aspetto riguarda, invece, la dimensione relazionale in fase di accoglienza: a fronte di atteggiamenti comprensivi ed empatici da parte di molti, alcune donne descrivono, in altri, eccessivo formalismo, rigidità, distacco emotivo che rendono più faticosa la richiesta di aiuto e acuiscono il senso di isolamento delle vittime. In particolare, si rileva la difficoltà di comunicare la propria dolorosa esperienza a interlocutori uomini: colpisce, infatti, come solo una delle intervistate su 50 abbia avuto un contatto con una poliziotta donna.
SMITH - INFILTRATE
25 nov 09 at 12:11
bellissimo post di monica e ottimo comunicato stampa di maurizio. colgono nel segno della tragicità, paura e violenza che molte di noi vivono ogni giorno o hanno vissuto. credo che questa giornata e quanto scritto dal presidente della repubblica, dal presidente del senato e dal ministro alle pari opportunità sia di monito a personaggi come sgarbi e per spronare alcune vicende rimsate ancora sospese come il tragico caso di montalto di castro del quale attendo ancora un intervento, promesso, dal ministro carfagna. un saluto speciale anche ad elvira alessi.
sara
25 nov 09 at 12:20
Buongiorno a tutti
Oggi è la giornata contro la violenza sulle Donne.
Complimenti per l’articolo e i video .
Spero tantissimo che questa giornata e la manifestazione che si terra’ il 28 nov. a Roma scuotino ulteriormente le coscienze , non soltanto nei cittadini ,ma soprattutto nelle istituzioni .
La Donna pultroppo , come dissi un po’ di tempo fa’ ,ma continuo a ripetere , viene stuprata due volte non soltanto dal suo aggressore , ma anche dalle istituzioni oltre che dai media .
Il rispetto per la Donna in questi ultimi tempi è sceso soprattutto a livello mediatico , pultroppo le Donne sono sempre meno vestite nelle varie trasmissioni e nei vari spot pubblicitari , c’è un immagine di donna frivola , in alcune trasmissioni è solo immagine senza cervello ,questo pultroppo aggrava la posizione della Donna.
La Donna in questi ultimi anni ha cercato di guadagnarsi la stima sia nel mondo del lavoro che a livello sociale , cercando di avere gli stessi diritti dell’uomo , facendosi valere nelle professioni che un tempo erano solo maschili ricevendo anche dei meriti.
In questi anni pultroppo ha perso il rispetto di se stessa , che poi per arrivare al successo debba apparire sempre piu’ nuda e piu’ oca degrada dal mio punto di vista l’immaginario femminile facendo apparire la Donna come fosse un oggetto .
Cio’ non toglie che nessuno si possa permettere di abusare , sfruttare , picchiare e soprattutto aggredire verbalmente in una trasmissione la Donna ,come è successo con Elvira , credo che si debba dare rispetto alle opinioni anche se differenti dal proprio scenario .
La Donna credo che debba cominciare soprattutto a livello mediatico a farsi rispettare , se vogliamo che questi affronti non capitino piu’.
L’uomo è tenuto a rispettare la Donna in qualsiasi occasione .
La violenza sulle Donne deve finire , non soltanto in Italia ma in tutto il mondo , le istituzioni devono battersi per questo perche’ e’ inaccettabile che nel terzo millennio esistano ancora lapidazioni , stupri , violenze domestiche , che non siano rispettati i diritti umani , mi sembra molto grave.
Le Donne devono cominciare a far sentire la loro voce, devono denunciare i sopprusi che subiscono e le istituzioni devono difenderle , no lasciarle sole come ancora succede , è una vergogna .
La Donna da vittima non debba ancora apparire come carnefice , e il carnefice vittima come è successo e continua ad accadere , la Donna non deve subire due volte violenza prima da parte dell’aggressore e poi cosa ancora peggiore delle istituzioni e nei tribunali .
Donne denunciate , spero che ci sia un grande affluenza il 28 a Roma ,non soltanto da parte delle Donne di tutto il mondo , ma anche da parte delle istituzioni e per tutti coloro che non potranno essere a Roma , di far sentire la loro voce nelle altre piazze e nelle altre regioni , che la voce sia forte ,perche’ tante voci formano un popolo e il popolo puo’ smuovere le montagne.
Auguro a tutte le Donne il meglio , ma soprattutto che non debbano sentirsi ancora sole.
Petronilla Corsaro
25 nov 09 at 12:31
PAROLE SANTE SIA DI PETRONILLA CHE DI SARA!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 12:42
Buongiorno a tutti,e vi ringrazio ancora per la solidarietà espressami in questi giorni.Oggi,in occasione della giornata dedicata alla violenza sulle donne,vi comunico che il presidente della provincia di catanzaro per le pari opportunità, mi ha contattata per chiedermi se fossi disposta a registrare uno spot per le scuole e consultori,affinchè arrivasse un messaggio chiaro e forte a favore di chi ha subito e subisce,incitandoli alla denuncia.Ovviamente io ho accettato ,l’ho registrato e tale video verrà presentato in occasione di un convegno alla provincia”SULLA VIOLENZA ALLE DONNE”,convegno a cui prenderà parte il Ministro Carfagna,come vi ho detto giorni fa la mia battaglia dopo l’esempio dato da sgarbi a tutti i” carnefici”, è appena cominciata!Tale battaglia segue il giusto filo della difesa per lo Stalking subito da mia figlia,tale battaglia la porto avanti per tutte le donne che subiscono e per svariati motivi non denunciano,tale battaglia la porto avanti per far sentire a chi sta lottando la mia e la vostra vicinanza,tale battaglia ha un senso per le mamme che hanno perso le proprie figlie a causa di una mano folle di STOLKER,tale battaglia la porto avanti perchè mi reputo una donna intelligente,orgogliosa di esser donna e stanca di sentire la parola violenza sulle donne,tale battaglia la porto avanti in qualità di Presidente provinciale per DESTRA RAZIONALE, e a nome di tutte le le donne e per le donne!
elviraalessi
25 nov 09 at 13:08
Trovo sconcertanti i dati riportati nel comunicato stampa di Maurizio Guarino.Purtroppo quella della violenza sulle donne è una piaga sociale,difficile da rimarginare…le istituzioni dovrebbero mobilitarsi,affinchè questi episodi di violenza non accadano più, non solo nel nostro paese,ma anche nel resto del mondo,dove i soprusi che le donne devono subire sono numerosi
azzurra
25 nov 09 at 13:10
AVANTI TUTTA VALCHIRIE!!!!!!
GRAZIE A NCHE A NOME MIO ELVIRA……….
AZZURRA BISOGNA STIMOLARE E SCONFIGGERE IL MURO DEL SILENZIO, DELLA PAURA E DELLA VERGOGNA!!!!
HO PAURA CHE I DATI RIPORTATI CRESCEREBBERO ULTERIORMENTE!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 13:19
elvira, la solidarietà è il minimo che si possa avere. visto che dovresti incontrare la carfagna, chiedigli notizie per la povera ragazza di montalto di castro lasciata ancora sola. pensa che incubo per lei questa giornata dove la sua situazione si rende ancora più drammatica e beffarda.
sara
25 nov 09 at 13:24
trinity sono convinta anche io che se cadesse il tragico muro del silenzio i dati schizzerebbero all’impazzata. dati ai quali sono letteralmente inorridita!
sara
25 nov 09 at 13:25
Sara,a proposito della ragazza di Montalto,ti dico che se riesco ad avere la parola durante il convegno,ti garantisco e lo giuro da donna,che è proprio quell’esempio che mi porterà a discutere.la storia di Montalto è quella che approda alla mia battaglia perchè è stato un esempio disgustoso,indicibile e vergognoso,episodio che non deve mai più ripetersi! Se ne avessi facoltà io toglierei l’appartenenza all’italia a tutti coloro che si sono scherati a favore dei carnefici!
elviraalessi
25 nov 09 at 13:43
grazie elvira. sono certa che se potrai dirai la tua.
sara
25 nov 09 at 13:54
INFANZIA: FAMIGLIA CRISTIANA, OGNI GIORNO UNA STRAGE MA NESSUNO SI MUOVE
(ASCA) – Roma, 25 nov – ”Ogni giorno e’ una strage. E nessuno ne parla. Anzi, sembra vada bene cosi’. I potenti della Terra, infatti, hanno snobbato la Conferenza mondiale della Fao, a Roma. Eppure, ogni giorno, 17 mila bambini muoiono di fame. Basterebbero 44 miliardi di dollari per debellarla. Poco piu’ di niente per le grandi nazioni. Pero’ nessuno tira fuori i soldi. Dicono che c’e’ la crisi. Ma la stessa ragione non vale per le banche, che hanno ripreso a trafficare con la ‘finanza creativa”. E’ il ‘j’accuse’ di Famiglia Cristina all’indomani delle Conferenze Onu sulla fame e sulla situazione dell’infanzia nel mondo.
”Papa Benedetto XVI – ricorda il settimanale – e’ andato a parlare alla Fao. Ha detto che nel mondo ci sarebbe cibo per tutti, se si evitassero le speculazioni. E se il commercio mondiale fosse piu’ equo.
Applausi. Ma solo applausi. Anche Barroso, il presidente della Commissione Ue, ha ammesso il fallimento nella lotta contro la fame nel mondo”. E punta il dito anche sull’Italia ”che per la Cooperazione allo sviluppo da’ meno di quanto ha speso per il G8 all’Aquila”.
”Nessuno si consola – aggiunge – perche’ tutti s’aspettano qualche risultato. Compresi quei bambini che vorrebbero evitare di vagare senza cibo ne’ tetto per le strade del mondo; o gli altri piccoli (14 milioni e mezzo l’anno scorso) profughi senza madre e padre. In Italia ce sono 7.500. La burocrazia li chiama ‘minori non accompagnati’, esposti a rischi altissimi di abusi. Anche sessuali. Non se ne cura nessuno”.
Nessuna traccia della legge ”promessa dal ministro Carfagna contro la prostituzione, che avrebbe dovuto sconfiggere lo sfruttamento delle minorenni ridotte in schiavitu”’, denuncia il settimanale, e del ”Garante per l’infanzia”, sottolineando che alla Conferenza sull’infanzia, organizzata dal Governo, la scorsa settimana a Napoli, il ministro Carfagna non e’ andata, come altri tre ministri, che avevano assicurato la loro presenza: ‘’sono comparsi solo il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni, e due sottosegretari, Giovanardi (Famiglia) e Roccella (Welfare). Per dire che i soldi mancano, ma il Piano per l’infanzia il Governo lo fara”’.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 13:57
VIOLENZA DONNE: PDL, FIN DAL PRIMO GIORNO ATTENZIONE AL PROBLEMA
(ASCA) – Roma, 25 nov – ”La Giornata Mondiale contro la violenza alle donne e’ un momento di bilanci su cio’ che e’ stato fatto a tutela della donna in Italia e nel mondo e sugli obiettivi ancora da raggiungere. Questo Governo e il Parlamento fin dal primo giorno hanno focalizzato la loro attenzione su questo problema, ponendo in essere concreti strumenti volti a debellare la violenza contro la donna, intesa non solo come violenza sessuale ma come ogni forma di vessazione, persecuzione, maltrattamento, e sopruso che di fatto limitano lo sviluppo della donna in ogni sua forma e luogo, riducendone la libera espressione. Ne sono un esempio l’introduzione nel nostro ordinamento del reato di stalking e la riforma della legge sulla violenza sessuale, di cui ci auguriamo una approvazione rapida da parte dell’Aula del Senato”. Cosi’ le deputate Barbara Saltamartini e Beatrice Lorenzin, rispettivamente Responsabile e Viceresponsabile del Settore Pari Opportunita’ del PdL.
”Con la Conferenza sulla violenza alle donne organizzata dal Ministro per le Pari Opportunita’ Mara Carfagna, tenutasi a Roma in occasione del G8 – proseguono – l’Italia ha posto all’attenzione dell’agenda internazionale dei Grandi della Terra il tema scottante della violenza contro la donna.
Accanto all’azione piu’ propriamente legislativa, non dobbiamo dimenticare che la vera battaglia si gioca tutta sul piano culturale, anche su nuove frontiere come quelle generate dall’immigrazione e dalla presenza nel nostro territorio di comunita’ che hanno una visione, spesso ridotta, dei diritti civili ed umani delle donne. Tanto e’ vero che il protocollo d’intesa firmato dai ministri Gelmini e Carfagna, cosi’ come la nuova legge sulla violenza sessuale, pongono l’accento sull’importanza dell’educazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze ad una cultura del rispetto della persona e della tutela dei diritti umani”.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 13:58
VIOLENZA SU DONNE: ACTIONAID, UNA BATTAGLIA ANCORA DA VINCERE = ‘RIPARTIRE DALLA CEDAW PER UNA RISPOSTA AMPIA ED EFFICACE A TUTTE LE DISCRIMINAZIONÌ Roma, 25 nov. – (Adnkronos) – «Trent’anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, la Cedaw, considerata ancor oggi uno dei trattati internazionali più completi sui diritti delle donne. Ad oggi la Convenzione è stata ratificata da 186 Paesi, tra cui l’Italia,ma la battaglia per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne è lontana dall’essere vinta». Lo afferma Beatrice Costa, policy officer di ActionAid. «Da decenni la portata dei crimini contro le donne è conosciuta e denunciata in tutto il mondo -prosegue Costa- Nelle situazioni di povertà e conflitto, la violenza contro le donne è ancor più diffusa, anche se nessuna classe e condizione sociale ne rimane esclusa. La violenza fisica e psicologica è uno dei volti della discriminazione che si annida anche in un mancato accesso alle risorse naturali, istruzione negata, leggi ingiuste e stereotipi nell’immagine delle donne veicolata dai media. La violenza è una forma di discriminazione e di violazione del diritto umano fondamentale all’integrità fisica e all’autodeterminazione, di cui sono vittime soprattutto le donne». «Alcuni passi fondamentali siano stati fatti in questi 30 anni dall’approvazione della Cedaw -ribadisce Costa- ma molta strada è ancora da fare. Anche se al 2006 89 stati avevano istituito leggi che affrontano specificatamente la violenza domestica spesso queste non sono bastate a prevenire il fenomeno o a facilitare l’accesso alla giustizia e ai servizi sanitari e psico-sociali per le vittime». (segue)
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 13:59
VIOLENZA SU DONNE: ACTIONAID, UNA BATTAGLIA ANCORA DA VINCERE (2) = (Adnkronos) – «Situazioni di violenza drammatica continuano infatti a riscontrarsi in Paesi teatro di conflitti decennali come -esemplifica Costa- in Afghanistan dove una donna ogni trenta minuti muore per parto o complicazioni legate alla gravidanza o nella Repubblica Democratica del Congo, dove le stime parlano di 3.500 donne vittime di stupro nei primi sei mesi dell’anno». «La Cedaw è uno strumento di avanzamento delle legislazioni a livello nazionale perchè chiede di contrastare la violenza di genere ma anche di rimuovere gli ostacoli che limitano la partecipazione delle donne alla vita pubblica e lavorativa e gli stereotipi associati ai ruoli tradizionali di uomini e donne. Gli Stati che l’hanno ratificata sono tenuti -sottolinea Costa- a confrontarsi regolarmente con i suoi articoli e a sottoporre ad un comitato internazionale le misure intraprese per porla in essere: tra il 2009 e il 2010 è atteso il sesto rapporto periodico da parte dell’Italia». «Per queste ragioni -conclude Costa- ActionAid ha ritenuto importante sostenere le iniziative di celebrazione di questo anniversario, coordinando la piattaforma di organizzazioni e associazioni che promuove la campagna di sensibilizzazione ‘Lavori in corsa – 30 anni Cedaw’. La campagna è stata presentata il 20 novembre a Trento e vede un fitto calendario di attività fino a marzo del 2010». (Sin/Zn/Adnkronos)
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 13:59
Omniroma-VIOLENZA SU DONNE, DI LIEGRO: PRIORITÀ È SQUARCIARE VELO SILENZIO (OMNIROMA) Roma, 25 nov – «Un velo di silenzio continua a coprire gli atti di violenza contro le donne: è questa la priorità che – come istituzioni e come cittadini – dobbiamo affrontare con più decisione». Lo dichiara, in una nota, Luigina Di Liegro, assessore alle Politiche sociali e delle sicurezze della Regione Lazio. «È noto, infatti, che la quasi totalità delle violenze subite dalle donne non viene denunciata. Questo perché la stragrande maggioranza dei maltrattamenti, degli stupri, delle intimidazioni avviene all’interno della propria casa, ad opera di mariti, padri, fidanzati, parenti. Una violenza perpetrata da maschi di ogni età, ceto sociale, nazionalità. La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, allora, deve servire per rilanciare una politica che, da una parte, sostenga le vittime e, dall’altra, agisca sulla testa delle persone, attraverso azioni di prevenzione, progetti nelle scuole, campagne di informazione e manifestazioni». «La Regione Lazio – nota Di Liegro – è impegnata da tempo in favore delle donne che subiscono violenza, cercando di attuare questa politica. Sta per essere avviato nella provincia di Viterbo n progetto sperimentale sulla ‘giustizia riparativà con il quale, oltre a dare ascolto alle diverse voci sui vari tipi di violenza, si vorrebbe cercare di mettere in contatto ‘vittimè e ‘autori dei reatì, attraverso l’azione specifica di mediatori adeguatamente formati. Inoltre – continua Di Liegro – sono stati istituiti sul territorio regionale 10 centri antiviolenza. Un nuovo centro sta per nascere a Viterbo. Sono strutture che offrono sia ospitalità che orientamento legale, consulenza psicologica e assistenza sociale. Qui le donne vittime di reati possono trovare l’ambiente adatto per affrontare il faticoso e difficile percorso della denuncia, ma anche per ricostruire un senso di autostima e fiducia – in sé e verso gli altri – il più delle volte annientato dai soprusi subiti. Per questi centri la Regione aveva stanziato, nel bilancio 2009, 2 milioni di euro, ridotti a 1,4 milioni a causa dei tagli decisi in Finanziaria. È nostra intenzione destinare 50mila euro a ognuno dei 10 centri già esistenti, potenziandone così l’attività, e i 900mila euro restanti a un bando rivolto alle Province per l’istituzione di nuovi centri antiviolenza, soprattutto nelle zone della regione più scoperte». «In aiuto delle donne vittime di violenza si sono attivati anche i consultori – afferma l’assessore – Sia nel 2008 che nel 2009 abbiamo finanziato progetti sperimentali e innovativi che offrono ascolto, sostegno, prevenzione e cura in relazione a fenomeni di violenza e maltrattamento a danno di donne e minori. Questi interventi promuovono una cultura del rispetto della persona e del genere femminile e perseguono l’emersione del sommerso su fenomeni quali pedofilia, abuso, incesto, violenza e maltrattamento, anche aiutando i soggetti deboli a essere più consapevoli della propria dignità e dei propri diritti». «Ma la moltiplicazione di centri e strutture di vario genere non è efficace se non c’è coordinamento – continua l’assessore – Proprio per questo nel 2009 abbiamo stanziato anche 1,5 milioni di euro per l’attuazione, da parte delle Asl, di progetti distrettuali di messa in rete dei servizi che operano in favore di donne e minori vittime di maltrattamento o violenza. In ogni Distretto socio-sanitario è, ora, previsto che un consultorio eserciti la funzione di centro di coordinamento e sia il punto di riferimento principale per queste persone, con un accesso facilitato e una accoglienza qualificata».
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25 nov 09 at 14:00
VIOLENZA DONNE: PRONTO PIANO NAZIONALE, 20 MLN PER IL 2010 TESTO PREDISPOSTO DAL MINISTERO PARI OPPORTUNITÀ (ANSA) – ROMA, 25 NOV – È pronto il testo del primo Piano nazionale antiviolenza ed antistalking del governo: 20 milioni di euro per il 2010 per la formazione degli operatori, per la prevenzione, per il sostegno dei centri antiviolenza, per le misure assistenziali alle vittime. Per diventare operativo, il Piano (sarà oggetto di un Dpcm), messo a punto dal ministro per le pari opportunità, sarà ora sottoposto al vaglio dei dicasteri interessati (istruzione, giustizia, interno, lavoro, difesa) e del Conferenza unificata. Per il varo definitivo si prevedono tempi rapidi. Ad illustrare il documento è stata Isabella Rauti, capo dipartimento del ministero diretto da Mara Carfagna, alla presentazione di un rapporto sulle vittime di violenza promosso dal Telefono Rosa in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che ricorre oggi. Sul Piano – ha sottolineato Rauti – c’è la condivisione dei centri antiviolenza che si sono incontrati più volte col ministro Carfagna. Articolati gli interventi previsti. Fra questi: sensibilizzazione e comunicazione nelle scuole diretti a studenti e docenti; corretta rappresentazione dell’immagine femminile nella comunicazione e nella pubblicità; formazione degli operatori della prima accoglienza; raccolta dati e monitoraggio dei fenomeni; prevenzione; sostegno ai centri antiviolenza; misure assistenziali per le vittime (come per il lavoro e l’alloggio); formazione per l’inserimento lavoro. Rauti ha annunciato che sta, inoltre, per essere pubblicato il terzo bando per i progetti sul territorio diretti alle associazioni e che c’è l’intenzione di voler allargare a livello nazionale il progetto pilota promosso dal ministero sulla formazione degli operatori realizzato all’ospedale S. Andrea di Roma. Il capo dipartimento del ministero ha anche auspicato un percorso celere per il ddl che inasprisce le pene per i reati sessuali, approvato già alla Camera ed ora all’ esame del Senato. «La violenza – ha commentato Rauti – non è un fatto privato ma una responsabilità sociale da assumere e da condividere».(ANSA).
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25 nov 09 at 14:00
VIOLENZA DONNE: TELEFONO ROSA,ACCOGLIENZA VITTIME INADEGUATA RICERCA, DIFFICOLTÀ SOPRATTUTTO CON FORZE ORDINE (ANSA) – ROMA, 25 NOV – È ancora fortemente inadeguata l’ assistenza che ricevono le donne dalle istituzioni dopo aver subito violenza. Che siano maltrattamenti o abusi sessuali, ciò che spicca è l’isolamento che vive la vittima. Manca ancora una figura professionale, preparata all’accoglienza. La denuncia è di Telefono Rosa, l’associazione di volontariato che assiste le donne violentate, nella Giornata internazionale contro la violenza alle donne, in cui ha presentato una ricerca su storie di accoglienza di donne violentate. «Purtroppo – ha detto la presidente dell’associazione, Gabriella Carnieri Moscatelli – non ci sono ancora linee guida comuni per i pronto soccorsi, per le forze di polizia, per i servizi sociali. Di solito quando una donna arriva al pronto soccorso, magari per maltrattamenti, le viene assegnato un colore, ed aspetta, aspetta il suo turno. Bene che le va, parlerà con uno psicologo. Si dimentica che spesso la donna è accompagnata dall’uomo che l’ha picchiata e questo può condizionare la denuncia. Nella maggior parte dei casi, le donne mentono». Sarebbe invece necessario – ha proseguito – «una persona che la prende in carico». La presidente ha segnalato che le violenze sono in aumento: al solo Telefono Rosa nei primi nove mesi del 2009 sono giunte 1300 richieste di assistenza; nel 92% dei casi, dopo aver parlato ed essersi sfogate, le donne non presentano denuncia. Nell’indagine presentata oggi, realizzata dall’Istituto di Ricerche internazionali-Archivio Disarmo intervistando 50 donne che hanno subito violenze, si rileva che le strutture sanitarie mostrano un’immagine «sostanzialmente positiva» mentre «maggiori difficoltà» mostra l’accoglienza da parte delle Forze dell’ordine, «non sempre adeguatamente sensibili di fronte alla violenza di genere ed alle problematiche che inevitabilmente comporta». Francesca Monaldi, vice dirigente della Squadra Mobile di Roma, ha precisato che sono stati organizzati per gli operatori corsi di formazione, sia sul versante investigativo sia di prima accoglienza. (ANSA).
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25 nov 09 at 14:01
VIOLENZA SU DONNE: CONCORSO ACTION FOR WOMEN SU YOUTUBE = ASPIRANTI REGISTI HANNO TEMPO FINO AL 15 GENNAIO PER INVIARE VIDEO Roma, 25 nov. (Adnkronos) – Fino al 15 gennaio 2010 sarà ancora possibile realizzare e caricare sul canale YouTube di Action for Women un corto originale della durata massima di 5 minuti che offra il suo contributo nel dire stop alla violenza sulle donne. L’iniziativa, voluta dalla Camera dei Deputati attraverso la Delegazione parlamentare presso il Consiglio d’Europa e da YouTube, in collaborazione con Cinecittà Luce e Csc Production intende coinvolgere gli aspiranti registi nella lotta a un grave problema sociale che non si limita solo alle aggressioni fisiche e sessuali, ma si estende ad atti altrettanto gravi e spesso nascosti come l’abuso emotivo, lo stalking, il mobbing, la discriminazione, l’intimidazione e le privazioni economiche. Chi desidera dimostrare il proprio talento e candidare un video deve andare dunque su http://www.youtube.com/actionforwomen e leggere con attenzione il regolamento, che fornisce tutte le indicazioni sui requisiti dei video da sottoporre per il concorso. In particolare, è necessario sottotitolare in inglese i corti, pena l’esclusione dalla competizione. A questo link ,http://www.youtube.com/watch?v=x8o7qBcxODU&feature=player_profilepage, è stato inserito un tutorial che aiuta a realizzare video conformi al regolamento. (segue)
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25 nov 09 at 14:01
VIOLENZA SU DONNE: CONCORSO ACTION FOR WOMEN SU YOUTUBE (2) = (Adnkronos) – La selezione dei 10 finalisti da parte della giuria composta da registi del calibro di Jaco Van Dormael, presidente della giuria, Giuseppe Tornatore e Roberta Torre avverrà tra il 16 e il 23 gennaio 2010. Sarà poi la community di YouTube, con il proprio voto, che tra il 28 gennaio e il 18 febbraio deciderà quali saranno i vincitori. Questi i premi, da primo al terzo, in palio per i corti migliori: Proiezione pubblica del corto al prossimo Festival del Cinema di Venezia, stage di 8 settimane presso Archivio Cinecittà Luce , stage di 8 settimane alla società di Produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia (Csc Production) di Roma. Sul canale YouTube è già possibile vedere e commentare i video che sono stati inviati dagli aspiranti registi e sono ammessi al concorso. Inoltre, è possibile partecipare a un sondaggio sul tema della violenza sulle donne. (Sin/Zn/Adnkronos)
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25 nov 09 at 14:02
VIOLENZA ALLE DONNE:STRASBURGO SI MOBILITA, NO MURO SILENZIO (ANSA) – STRASBURGO, 25 NOV – La violenza contro le donne è «allarmante», è un problema «strutturale e diffuso in tutta Europa» ed è circondato da un muro di silenzio fatto di indifferenza e paura delle vittime a presentare denuncia. Così il parlamento europeo, con una risoluzione che voterà domani, prende posizione nella giornata internazionale per l’eliminazione delle violenza contro le donne, che si celebra oggi. I dati sono drammatici e sono stati presentati in una conferenza stampa bipartisan alla quale hanno partecipato numerose europarlamentari italiane, fra le quali il vicepresidente dell’Europarlamento Roberta Angelilli e Patrizia Toia (Pd), relatrice sulla parità di trattamento, oltre alla presidente della commissione diritti della donna, la svedese Eva Britt Svensson, autrice della relazione che sarà votata domani della plenaria. Sui banchi della sala stampa numerose rose bianche, simbolo della campagna analoga avviata dal governo in Italia. In Europa fino al 25% delle donne ha subito una violenza fisica almeno una volta nella vita e la violenza rappresenta la prima causa di morte e di invalidità delle donne fra i 16 e i 44 anni, più del cancro e degli incidenti stradali. Ogni giorno in Europa una donna su cinque è vittima di violenza e il 95% di queste avviene in casa . «Occorre rompere il muro di silenzio e le istituzioni devono stare dalla parte delle donne», ha affermato Angelilli, commentando il video sulle violenza contro le donne realizzato in collaborazione col Consiglio d’Europa. Il suo slogan: «Comincia con un grido, non facciamola finire col silenzio».
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 14:02
Ciao a tutte miei care..
ELVIRAAAAAAAAAAA SEI TUTTE NOI FATTI VALERE CON LA CARFAGNA… SIAMO IN ATTESA DI FATTI..
VOGLIO VEDERE STRASBURGO COSA TIRA FUORI ADESSO…
monica
25 nov 09 at 14:17
OTTIMO INTERVENTO PRESIDENTE CRUDO ED ESSENZIALE AL PUNTO GIUSTO….
monica
25 nov 09 at 14:24
POSTO UN ARTICOLO CHE IERI SERA DA MADRE MI HA FATTO ACCAPPONARE LA PELLE, COSA PROVA UNA MADRE CHE UN TRIBUNALE OBBLIGA A FARE QUANTO SOTTO SCRITTO.. MI E’ STATO CHIESTA DI DIVULGARE IL PIU’ POSSIBILE QUESTA NOTIZIA CONFIDO NEL VOSTRO AIUTO..
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COMUNICATO STAMPA DELLA MAMMA DEL PICCOLO L.M., MANUELA ANTONELLI
Bimbo conteso Italia-Usa: Il giudice obbliga il piccolo a vedere il padre che lo ha violentato
In occasione della giornata dedicata ai diritti dei fanciulli il Tribunale per i Minorenni di Roma convoca LM il bambino di otto anni, conteso fra l’Italia e gli Stati Uniti e noto alle cronache americane con ampi servizi su Fox e CBS, il giudice obbliga LM a vedere il padre non tenendo in alcuna considerazione l’evidente stato di schok del minore.
Testimoni dell’accaduto affermano di avere sentito le urla e i pianti fin nei corridoi del Tribunale, una scena d’altri tempi.
Questo è il diritto all’ascolto sancito dalla Convenzione Internazionale di New York applicato da alcuni giudici del Tribuanle per i Minorenni di Roma.
Il bambino motiva l’inutile e disperato tentativo di sottrarsi alla vista del padre con il ricordo di passate violenze sessuali e il giudice, anziché approfondire tali gravissime affermazioni, decide di portare LM. nuovamente in casa famiglia, vietando inspiegabilmente il rapporto fra la madre, i parenti della madre e il minore.
Tale incredibile decisione è stata presa contro il parere del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni che consigliava il collocamento del minore presso la madre e nonostante una approfondita Consulenza Tecnica disposta dallo stesso Tribunale che scrive che il bambino ha bisogno della madre e sconsiglia di tenerlo stabilmente separato dalla stessa.
Il padre del bambino è americano e violando tutte le elementari regole di rispetto e privacy ha attivato su Internet una campagna di disinformazione e denigrazione della madre e della giustizia italiana, in numerosi siti, oltre all’esatta indicazione del nome e cognome del figlio ha inserito filmati che lo ritraggono senza alcuna precauzione.
I commenti americani su i siti di youtube sono desolanti, in uno di questi si legge “non comprate nulla dall’Italia e non andateci in vacanza, l’Italia è peggio dell’Iran” .
I legali della madre, Manuela Antonelli, hanno ricusato il giudice che ha firmato l’ordinanza e annunciano reclamo presso la Corte d’Appello ed esposto al CSM.
Il bambino non vuole tornare in casa famiglia ove ha dichiarato in sede di CTU di avere subito atti di bullismo da parte di bambini più grandi, lo si porterà via con la forza? Si farà violenza ad un bambino che urla la sua disperazione costringedolo a separarsi dalla madre? Ci sono pressioni esterne che stanno condizionando i giudici?
La madre rompe il silenzio e chiede aiuto ai media italiani perchè si occupino con spirito di verità e nel rispetto dei diritti dei bambini di questa terribile vicenda chiedendo però di non diffondere immagini e il nome di suo figlio.
La madre chiede aiuto a tutte le associaioni che in Italia si occupano della tutela dei minori perchè a suo figlio non sia fatta ancora violenza
monica
25 nov 09 at 14:30
ALLUCINANTE E DAL FILM DELL’ORRORE QUESTO COMUNICATO STAMPA………..
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 14:37
Trinity appena puoi evidenzia la notizia del bimbo, l’associazione diritti all’infanzia scongiura la massima diffuzione, vediamo se riusciamo a scatenare il nostro Super Presidente..
monica
25 nov 09 at 14:39
ops mi hai battuto sul tempo.. purtroppo non è film dell’orrore
monica
25 nov 09 at 14:39
… che vergogna… che schifo… vorrei vedere quei giudici in faccia!
sara
25 nov 09 at 14:40
troppe le madri con i loro figli che in base alle nuove normative, subiscono infamie.. argomento che catalogo fra le violenze correlate al ricatto economico.. la materia divorzio.. va ripresa in considerazione per chiedere maggior tutela verso le donne.. sta diventando un IMPERATIVO
e evito di commentare quanto nell’articolo sopra viene espresso verso l’Italia
monica
25 nov 09 at 14:45
MONICA PARTITO TUTTO IN MONDO VISIONE ED EMALI CON COMUNICATO A TUTTI GLI ORGANI DI INFO…………..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 14:48
hai ragione Sara, bisogna trovare il nome del Giudice responsabile, di questa sentenza orribile, e scatenare l’inferno per difendere questa creatura… 8 ANNI rimesso nelle mani del MOSTRO non riesco a pensarci…
monica
25 nov 09 at 14:49
sai monica, di stupidi ce ne sono che scrivono di tutto. se pensi a quello che dicono molti italiani e forze politiche sugli usa. il punto non credo sia quello quanto una devastante quanto orrenda sentenza che grida VENDETTA!
sara
25 nov 09 at 14:50
RAGAZZE SCATENIAMO L’INFERNO!!!!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 14:50
MONICA FATTI DARE RECAPITI, NOMI ETC… PER AVERE NOTIZIE CERTE DI QUESTA MADRE PER METTERCI IN CONTATTO CON LEI…………………..
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 14:51
mail bombing a tutto spiano!
sara
25 nov 09 at 14:51
CONCORDO CON SARA SUL FATTO CHE CON QUELLO CHE DICONO CERTI ITALIANI DEGLI USA, NON CREDO CHE SIA QUELLO IL PROBLEMA……………..
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 14:57
D’ACCORDO SCATENIAMO L’INFERNO….
QUANDO IL GIOCO SI FA DURO I DURI SI PREPARANO ALLA GUERRA
monica
25 nov 09 at 15:05
INDIPENDENTEMENTE DA TUTTO QUESTA VICENDA DEVE ESSERE MESSA ALLA LUCE E SI DEVE ARRIVARE FINO IN FONDO SENZA SE E SENZA MA!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 15:06
hai ragione trinity. bisogna farla emergere come negli USA e capire come stanno realmente le cose. una vicenda agghiacciante. povero cucciolo…
sara
25 nov 09 at 15:08
ciao a tutte valchirie. unite nella lotta contro la violenza quotidiana. grazie per questo spazio. grazie monica, grazie trinity.
sara
25 nov 09 at 15:09
CIAO SARA, GRAZIE A TE!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 15:10
http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2009/08/18/usa_bimbo_conteso_da_madre_italiana_e_padre_americano_.html
monica
25 nov 09 at 15:11
CIAO SARA.. GRAZIE
monica
25 nov 09 at 15:11
SI FANNO TANTE PUNTATE DEL CAVOLO SULLA TV DI STATO CHE FORSE SAREBBE IL CASO NE FACESSERO UNA SU QUESTO ARGOMENTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 15:15
VIOLENZA DONNE: GELMINI, CONTRASTARLA GIÀ A SCUOLA (ANSA) – ROMA, 25 NOV – «Combattere ogni forma di violenza e discriminazione verso gli altri è un elemento che si deve apprendere a scuola, già dalle elementari». Lo ha sottolineato il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. «Con il ministro Carfagna – ha ricordato il ministro a margine della presentazione del sito ‘Il Parlamento dei bambinì – abbiamo presentato un panel di attività che si svolgeranno dentro le scuole. Usufruiremo per un verso della fantasia, della creatività e della sensibilità che le scuole stanno dimostrando su questo tema, ma proporremo anche alcuni concorsi che premieranno i migliori progetti. È chiaro – ha aggiunto il ministro – che anche lo studio dell’educazione alla cittadinanza e il sito che oggi abbiamo presentato vogliono stimolare i ragazzi e bambini a diventare buoni cittadini, consapevoli dei propri diritti e doveri e a conoscenza dei principi fondamentali che regolano il vivere civile». (ANSA).
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25 nov 09 at 15:18
VIOLENZA SU DONNE: SALTAMARTINI E LORENZIN (PDL), VERA BATTAGLIA È CULTURALE = Roma, 25 nov. (Adnkronos) – Il governo e il Parlamento «fin dal primo giorno hanno focalizzato la loro attenzione sul problema della violenza contro le donne ponendo in essere concreti strumenti volti a debellare tutte le forme di violenza contro la donna». Lo affermano le deputate del Pdl Barbara Saltamartini e Beatrice Lorenzin. «Ne sono un esempio -aggiungono le due esponenti del centrodestra- l’introduzione nel nostro ordinamento del reato di stalking e la riforma della legge sulla violenza sessuale, di cui ci auguriamo una approvazione rapida da parte dell’aula del Senato. Con la Conferenza sulla violenza alle donne organizzata dal ministro per le Pari ppportunità Mara Carfagna, l’Italia ha posto all’attenzione dell’agenda internazionale dei Grandi della Terra il tema scottante della violenza contro la donna». «Accanto all’azione più propriamente legislativa, non dobbiamo dimenticare -proseguono Saltamartini e Lorenzin- che la vera battaglia si gioca tutta sul piano culturale, anche su nuove frontiere come quelle generate dall’immigrazione e dalla presenza nel nostro territorio di comunità che hanno una visione, spesso ridotta, dei diritti civili ed umani delle donne».
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25 nov 09 at 15:18
VIOLENZA DONNE:FRANCIA;AGGRESSIONE PSICOLOGICA SARÀ REATO PARTE IN 2010 SPERIMENTAZIONE BRACCIALETTO ELETTRONICO (ANSA) – PARIGI, 25 NOV – La Francia intende criminalizzare le «violenze psicologiche all’interno della coppia» per intensificare la lotta alle violenze domestiche. È quanto ha annunciato il premier Francois Fillon nella Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. «È un progresso considerevole: la creazione di questo reato permetterà di tenere conto delle situazioni più ambigue. Quelle situazioni che non lasciano tracce visibili, ma che colpiscono la psicologia delle vittime». Inoltre, ha continuato Fillon, «seguendo l’esempio spagnolo, lanceremo la sperimentazione di un dispositivo di sorveglianza elettronico per verificare che l’allontanamento del partner violento sia effettivo». Una misura che verrà sperimentata già «dall’inizio del 2010». Intanto, diversi deputati francesi hanno presentato oggi in Assemblea nazionale un testo di legge per combattere la violenza alle donne, che prevede, tra l’altro, la creazione di «un’ordinanza di protezione delle vittime», cioè una legge che in situazione di emergenza protegga le persone che si trovano in pericolo in seno alla coppia o per violenze commesse da un ex-marito o fidanzato. (ANSA).
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25 nov 09 at 15:19
VIOLENZA DONNE: CARFAGNA, NON BISOGNA MAI ABBASSARE GUARDIA (ANSA) – ROMA, 25 NOV – «Non bisogna mai abbassare la guardia davanti a orrori come» la violenza sulle donne. È quanto ha detto il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, in un messaggio per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Orrori, ha aggiunto il ministro, che «il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto definire crimini contro l’umanità e che, ancora oggi, ha definito una emergenza su scala mondiale». «Il secondo pensiero – spiega il Carfagna – è alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne dell’anno scorso, a come eravamo. Ed è un bel pensiero. Perchè, rispetto ad allora, a dodici mesi fa, grazie al nostro governo ora le donne italiane hanno degli strumenti in più per difendersi, nuove leggi che tutelano la loro sicurezza. Il principale di questi strumenti è il reato di stalking, creato lo scorso febbraio, che ha già liberato oltre quattromila donne italiane dai loro incubi quotidiani fatti di persecuzioni, violenze, soprusi». «C’è ancora tanto da fare, è vero. Ma il tempo, di qui alla prossima Giornata internazionale contro la violenza, non ci manca. Cercheremo di sfruttarlo, come abbiamo fatto finora, facendo del nostro meglio per il bene delle donne», ha concluso Carfagna.
BREAKING NEWS
25 nov 09 at 15:20
QUESTI FRANCESI……………….
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 15:22
La nota di Napolitano nella Giornata contro gli abusi sul sesso femminile
Se la società violenta la donna,
violenta se stessa
di Cecilia Moretti
La data del 25 novembre è una ricorrenza triste: in quel giorno dell’anno 1960 sono state massacrate le tre sorelle Mirabal, colpevoli solo di essere dissidenti verso il regime dell’allora dittatore della Repubblica Domenicana Trujillo. È nel tragico nome di questa violenza sulle donne, purtroppo solo uno dei troppi episodi che si potrebbero citare, che 10 anni fa l’Onu ha scelto di fare di questa giornata di novembre un simbolo, celebrando in quel giorno di ogni anno la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Tutto il mondo, unito per la causa, leva la sua voce di sdegno per un fenomeno che, anche se spesso non denunciato, non conosce tregua. Senza distinguo di tempi o confini, senza differenze tra paesi industrializzati o in via di sviluppo, senza spartiacque di barriere socio-culturali, i dati sono drammaticamente gravi ed eclatanti: stando alle ultime ricerche Istat, le donne che hanno subito violenza sono quasi sette milioni, il 31% della popolazione italiana. Nel 18% dei casi si tratta di aggressione fisica, percosse perlopiù, nel 23,7% di violenza sessuale: oltre un milione di donne è stata vittima di stupro. Molto spesso i carnefici, specialmente quelli verso le minorenni, sono parenti e conoscenti, che hanno gioco più facile ad abusare della fiducia della vittima e maggiore controllo della situazione. Eppure, tra numeri così impressionanti, solo il 4% delle donne trova il coraggio di reagire e chiedere aiuto, a forze dell’ordine, centri d’ascolto o associazioni, e addirittura il 53% non ha mai confidato a nessuno l’episodio violento subito.
«Occorre fare di più», tuona il segretario delle Nazioni unite Ban Ki-Moon. Per combattere il giustificazionismo o gli atteggiamenti troppo morbidi verso il problema, per dare impulso a una coscienza collettiva consapevole e determinata ad affrontarlo. In questo senso è stato creato dal’Onu una “rete di uomini leader”, in prima linea impegnati per la difesa dei diritti delle donne. Tra questi il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che ha ribadito come «gli uomini devono insegnare gli uni agli altri che i veri uomini non violano né opprimono le donne, e che il luogo delle donne non è solo a casa o nei campi, ma nelle scuole, negli uffici, nelle stanze dei bottoni». E in questo senso qualche segnale confortante arriva: dalla Svizzera, per esempio, è giunta ieri la notizia che nel 2010 le tre più alte cariche istituzionali della Confederazione elvetica – l’ultimo paese europeo a concedere il diritto di voto al gentil sesso – saranno in mano alle donne e in Europa si assiste a un’autentica avanzata rosa, con la conferma di 9 membri donne in Commissione europea e l’elezione di una donna, la baronessa Catherine Ashton, ad Alto commissario per la politica estera dell’Europa.
Però, anche guardando la situazione del nostro paese, non è il caso di pericolosi rilassamenti. Aldilà dei provvedimenti già promossi – l’introduzione del disegno di legge contro lo stalking, la messa in atto di misure di contrasto alla violenza sessuale e allo sfruttamento della prostituzione – come ha affermato anche il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, la strada è ancora lunga e impervia. Il fenomeno infatti, come spiegato dal presidente Napolitano nella sua nota diffusa in occasione di questa giornata, è «purtroppo ancora drammaticamente attuale».
E il pensiero della prima carica dello Stato va soprattutto ai matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, alle mutilazioni genitali così frequenti nei paesi sottosviluppati, agli stupri generalizzati in contesti di guerra. Ma anche a tutti i tipi di violenza che sono accanto a noi e sotto i nostri occhi. L’esortazione di Napolitano è a darsi tutti, in ogni parte del mondo, alacremente da fare «per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare» e abbattere con essa quegli «aberranti schemi mentali» che favoriscono «il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione, anche in ambito familiare». Tutti coinvolti, ribadisce il presidente, nessuno escluso. Perché il dolore di ogni donna vittima di violenza è anche, e soprattutto, un dolore di ciascuno di noi.
25 novembre 2009
farefuturo
SMITH - INFILTRATE
25 nov 09 at 16:35
LA STORIA DI QUESTO BAMBINO E’ ASSURDA ,MA PURTROPPO ENNESIMA VITTIMA DELLA GIUSTIZIA ERRATA….NON BASTAVA A QUESTO PICCOLINO…AVER SUBITO LA VIOLENZA FISICA? NO! SICURAMENTE PER GIUDICI NO!NON ERA SUFFICIENTE! QUESTO DIMOSTRA CHE L’ESSERE VITTIMA DI REATI,TI RENDE VITTIMA PIU’ VOLTE!!!!!QUESTA E’ DA RIBELLARE!!!! ADESSO BASTA!!!!!VALCHIRIE INNESTIAMO LE NOSTRE FRECCE!RICORDATEVI DOVE CI SONO ATTACCHI E ABUSI A NOI LA DIFESA!!!!INSIEME CONTRO LA VIOLENZA!!!DA DONNE….CON LE DONNE …PER LE DONNE!!
elviraalessi
25 nov 09 at 16:35
AVANTI TUTTA ELVIRA!!!!!!!
TRINITY - MODERATOR
25 nov 09 at 16:47
Elvira ti dico che sto friggendo non trovo pace, va scatenato il putiferio, bisogna che questa vicenda venga portata alla luce e gli si dia il max risalto..
ho trovato un articolo del giornale che va a totale favore del padre di questo bambino, dove si legge che la madre è vittima di problemi psichici.. tanto per cambiare..
e tanto per cambiare è tempoche cominciamo ad occuparci anche delle modifiche necessarie in materia divorzio, le donne non sono affatto tutelate.. da quanto traspare.. di questi tempi…
monica
25 nov 09 at 17:36
Ribrezzo soltanto ribrezzo: oggi che è la giornata contro la violenza sulle donne dunque dovrebbe essere festa e inno all’aspetto più bello della Vita, le storie che ho letto oggi mi hanno inevitabilmente rattristato. Il male, a mio modesto parere, è nelle nostre stesse vite, prive, forse, di Educazione. L’Educazione che dovrebbe provenire dallo Stato attraverso Famiglia (sia essa legale che di fatto) e Scuola (come centro per la crescita della persona). Mancando questi elementi vengono meno parte di valori e impostazioni fondamentali per la convivenza civile.
Domenico
25 nov 09 at 17:51
Monica,adesso è il momento di mettere in atto le nostre forze! Raccogliamo materiale informativo,mettiamoci in contatto o con la mamma o con il legale della signora,organizziamo una protesta chiedendo che venga fatta luce su questo caso!BASTA! BASTA! BASTA! Possibile che quando una donna difende i propri diritti è PSICOPATICA!? ……NO….non si può più andare avanti così,i bambini e donne abusate, trans e gay maltrattati , stanno diventando merce pubblicitaria è basta!possibile…che tutti si scandalizzano, ma nessuno prende i dovuti provvedimenti? VALCHIRIE UNA PER TUTTE TUTTE PER UNA!! ATTIVIAMOCI E METTIAMO IN ATTO LA PRIMA VERA E CONCRETA PROTESTA!
elviraalessi
25 nov 09 at 19:13
Un abbraccio speciale ad Elvira e a sua figlia e tutte le donne e i bambini che subiscono violenza non solo fisica ma anche verbale.
Donne scateniamo l’inferno, la battagla e’ solo all’inizio , io non mollo.
Pubblico sulla mia pagina l’articolo inerente alla vicenda del bambino.
Vi abbraccio,dove gli altri si fermano noi Donne dobbiamo cominciare.
Petronilla Corsaro
25 nov 09 at 19:44
Elvira ti dico solo che ho passato quattro anni .. di liti giudiziarie grazie alle nuove normative in materia divorzio, dove hanno tentato proprio di darmi della psicopatica.. come fosse prassi naturale IMMAGINA QUANTO COMPRENDO IL PROBLEMA.. !!!!!!
HAI DETTO DUE COSE GIUSTISSIME DOBBIAMO TROVARE IL MODO DI ENTRARE IN CONTATTO CON IL LEGALE DI QUESTA RAGAZZA..
E COMINCIAMO AD ORGANIZZARE LA VERA PROTESTA.. DENTRO E FUORI RETE.. NON SE NE PUO’ PROPRIO PIU’..
monica
25 nov 09 at 19:54
BRAVA PETRONILLA HAI DETTO BENE
NOI INIZIAMO DOVE GLI ALTRI SI FERMANO..
monica
25 nov 09 at 19:55
UN ABBRACCIO FORTE A TUTTE..
INSIEME VINCEREMO.. LO SO NE SONO SICURA..
monica
25 nov 09 at 19:56
http://www.youtube.com/watch?v=hOP6II53_4w
monica
25 nov 09 at 19:57
MONICA E’ PRASSI FARE PASSARE LA DONNA COME PSICOPATICA NELLE LITI DEI DIVORZI….CI SONO PASSATA ANCHE IO! MA SAPETE PERCHE’ LA CLASSIFICAZIONE DI NOI DONNE IN CERTE VICENDE E’ TALE? PERCHE’ SOSTANZIALMENTE L’UOMO E’ DEBOLE E’ SA BENISSIMO DI ESSERLO…….E L’UNICA ARMA CHE INNESCA IL SUO CERVELLO E’ LA DISCREDITA,PER QUESTO VI DICO CHE SE CI UNIAMO POSSIAMO VINCERE!ANZI DOBBIAMO VINCERE!!!!QUINDI COME DICIAMO NOI? DA DONNE….CON LE DONNE…PER LE DONNE!!!!
elviraalessi
25 nov 09 at 20:23
Bellissimo comunicato stampa, complimenti come sempre Monica! E complimenti anche alle altre donne per tutti i favolosi commenti!
Vorrei partire da uno di questi… Il problema sulla violenza sulle donnein Italia, è grave, sia perchè non si ha una certezza della pena sia perchè alcune donne o per paura o per vari disagi o per vergogna, non denuncia il suo aguzzino, e quindi questo può continuare a perpetrare le sue molestie e le ingiurie e continuare una vita normale a piede libero. La maggior parte delle volte perchè queste vengono compiute all’interno delle mura domestiche. Si care Valchirie dobbiamo combattere affinchè qualsiasi donna italiana si senta aiutata a denunciare e deve essere certa che lui passerà buona parte della sua vita in carcere!!! Sentiamo parlare tutti i giorni di molestie commesse su donne indifese e poi sentiamo anche che i bastardi si ritrovano liberi dopo qualche settima! Dobbiamo farci partecipi di una lotta contro il sistema sia politico sia giudiziario, vi sembrerà un’ utopia quello che vi dico, ma penso che insieme ce la faremo! Un abbraccio forte ad Elvira, ti stiamo tutte vicine…
Giuseppina Sias
Presidente Destra Razionale Regione Sardegna-SAPERE AUDE
Giuseppina Sias
25 nov 09 at 21:08
COMBATTERE LA VIOLENZA A INIZIARE DALLA SCUOLA
Educazione per combattere la violenza nelle scuole? Voglio di seguito raccontare due episodi accaduti nei giorni scorsi in Calabria. Uno riguarda l’abuso di un docente di musica sulle sue allieve di 12 anni. Mentre il “docente”, impartiva lezioni di musica alle ragazzine, le avvicinava con frasi carezzevoli e le sue mani lunghe facevano il resto.( E’ solo uno dei casi che si manifesta in tutto il nostro paese e per giunta nelle nostre scuole),le quali hanno o meglio dovrebbero avere il compito di educare ed informare i nostri figli sui mali della nostra società. Purtroppo spesso i veri pericoli sono all’interno delle nostre istituzioni, e allora cosa fare per sconfiggere tutto questo?
Il secondo caso parla di violenza all’interno di un istituto superiore, sempre in Calabria, dove uno studente di 19 anni viene pestato brutalmente da un compagno all’interno dell’istituto scolastico, durante le lezioni. Ma cosa più grave e che il tutto è accaduto sotto gli occhi di alcuni testimoni e sotto lo sguardo degli stessi docenti, i quali non sono intervenuti per evitare il pestaggio e tantomeno hanno avvisato i carabinieri. E orrore, nessuno ha accompagnato lo studente che recava frattura alla mandibola, il viso sanguinante, pesto dai calci e dai pugni ricevuti al pronto soccorso. Il ragazzo sotto shock, si è recato da solo e a piedi all’ospedale.
Ecco, sono queste le nostre scuole. Scuole che dovrebbero insegnare ai nostri figli.
favorita ines
30 nov 09 at 19:20
Basta sentire parlare di violenza sulle donne come è possibile violentare il dono + bello del mondo che il destino a noi uomini, bisogna debellare la violanza in tutte le sueforme sia fisica che psicolagica carcere duro x i colpevoli e castrazione chimica, coem potremmo vivere senza le donne, dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna sono loro il vero motore dell italia
Simone
1 dic 09 at 21:52