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LE “DUE” ITALIE
Se osserviamo la politica italiana non possiamo fare a meno di vedere come esistano concezioni completamente opposte di fare politica.
di Antonio Cianci
La prima, che campeggia sui giornali, è la politica politicante del Pd, dell’Idv e dell’Udc, tutta centrata su cose inutili e lontane dai cittadini, come la polemica sui referendum (domanda: ma secondo voi oggi la cosa importante nel nostro paese è la legge elettorale?). La seconda, che i giornali raccontano meno volentieri ma che, fortunatamente i cittadini percepiscono di più, è la politica del fare del Pdl e della Lega, tutta centrata sulla risoluzione dei problemi concreti del paese e dei suoi abitanti.
I NUOVI UNTORI “UNTI”
QUELLE LEZIONI DEI MORALISTI (SENZA MORALE)
di Mario Giordano – Il Giornale
L’altro giorno, di buon mattino, mi è arrivato un sms di Giovanni Floris. Non gli era piaciuto un nostro articolo che metteva in fila le trasmissioni Tv dedicate, in una settimana, al divorzio di Berlusconi (l’Infedele di Lerner, Annozero di Santoro e, appunto, il suo Ballarò). Legittimamente rivendicava di aver avuto un atteggiamento diverso dagli altri. E per dirmelo, cominciava così: «Se aveste avuto un approccio serio…». Capito? Il solito sistema della sinistra che si sente moralmente e culturalmente superiore: non accettano una discussione alla pari. Se sei in disaccordo con loro, evidentemente, usi un approccio non serio. Sei un superficiale. Un venduto. Un mentecatto. Non si accontentano di difendere le loro ragioni: si sentono, ogni volta, in dovere di darti una lezione di etica. Magari intimandoti pure di fare l’esame di coscienza, come mi ha ordinato Gad Lerner nella lettera di qualche giorno fa. Proprio così: l’esame di coscienza. Manco fosse il mio confessore.
DELIRIO LEGHISTA
«Posti riservati ai milanesi»
La candidata-tassista Piccinni: vagoni per sole donne
e per soli extracomunitari. Salvini: «Però, in futuro…»
MILANO – Alcune carrozze della metropolitana riservate alle donne. Altre agli extracomunitari. «È una provocazione», commenta lo stesso Matteo Salvini, vice segretario della Lega, mentre presenta i suoi candidati alle provinciali davanti a Palazzo Marino. L’idea l’ha lanciata appunto una candidata, la scrittrice-taxista Raffaella Piccinni del sindacato autonomo Sitp. Poi però Salvini soggiunge: «L’idea di riservare posti ai milanesi, da qui a qualche anno, potrebbe diventare una realtà. La mia è l’amara considerazione da parte di un utente dei mezzi pubblici. Non c’è ancora una delibera o una proposta di legge, se qualcuno vorrà proporla lo aiuteremo a farlo». Salvini spiega poi i motivi della sua presa di posizione: «Uso i mezzi a Milano da vent’anni e vista l’arroganza, la maleducazione e la violenza che regnano, così come una volta c’erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all’immigrazione arriveremo a questo».
































































