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PRETI ROSSI IN AZIONE
Il prete che vuole fucilare Vespa, Feltri e Giordano
Dev’esserci del vero nella Chiesa, diceva Nietzsche, se è sopravvissuta ai suoi preti. Come dargli torto. Almeno finora, è sopravvissuta perfino a don Franco Scarmoncin, parroco di Mandriola, frazione di Albignasego in provincia di Padova.
Don Scarmoncin è un anti-berlusconiano. Ma per carità. Ci mancherebbe. Non è quello il punto: ciascuno può pensarla come vuole, specie in politica. È che quest’uomo, che ha 68 anni ma smanetta su Internet come un ragazzino, non si capisce per quale ragione faccia il prete, o meglio per quale ragione continui a fare il prete, visti gli argomenti che tratta e i toni che usa.
I NUOVI UNTORI “UNTI”
QUELLE LEZIONI DEI MORALISTI (SENZA MORALE)
di Mario Giordano – Il Giornale
L’altro giorno, di buon mattino, mi è arrivato un sms di Giovanni Floris. Non gli era piaciuto un nostro articolo che metteva in fila le trasmissioni Tv dedicate, in una settimana, al divorzio di Berlusconi (l’Infedele di Lerner, Annozero di Santoro e, appunto, il suo Ballarò). Legittimamente rivendicava di aver avuto un atteggiamento diverso dagli altri. E per dirmelo, cominciava così: «Se aveste avuto un approccio serio…». Capito? Il solito sistema della sinistra che si sente moralmente e culturalmente superiore: non accettano una discussione alla pari. Se sei in disaccordo con loro, evidentemente, usi un approccio non serio. Sei un superficiale. Un venduto. Un mentecatto. Non si accontentano di difendere le loro ragioni: si sentono, ogni volta, in dovere di darti una lezione di etica. Magari intimandoti pure di fare l’esame di coscienza, come mi ha ordinato Gad Lerner nella lettera di qualche giorno fa. Proprio così: l’esame di coscienza. Manco fosse il mio confessore.
NON APRITE QUELLA PORTA

Scoperta una clinica sospetta in Calabria: un’inchiesta della Procura di Paola indaga sull’istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, nel Cosentino. Dall’indagine è emerso che 12 delle persone ricoverate nell’istituto sono scomparse, mentre altre 15 sono morte in circostanze sospette. L’inchiesta nel luglio del 2007 aveva portato all’arresto del direttore dell’istituto, il sacerdote Alfredo Luberto, rinviato a giudizio nei giorni scorsi.































































