Archive for the ‘fabio’ tag
LA “CASERMA” PDL
MILANO – «Il Pdl così com’è organizzato non mi soddisfa al 100 per cento. È la caserma che non mi piace».
IL MAGO TONINI’: SIN SALA MIN
Ora Di Pietro candida la donna che lo denunciò
di Gian Marco Chiocci – Il Giornale
Messina – Che c’azzecca Antonio Di Pietro con l’omicidio del giornalista Beppe Alfano assassinato da Cosa nostra nel 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto? Ovviamente, nulla. Eppure c’è da chiedersi perché, in una memoria di 75 pagine presentata il 2 aprile 2004 alla Dda di Messina dalla figlia del collaboratore del quotidiano La Sicilia, Sonia Alfano – oggi candidata di punta in tutte e cinque le circoscrizioni nel partito di Tonino – si tiri in ballo proprio l’attuale leader dell’Italia dei valori. E lo si fa accostando il nome dell’ex magistrato molisano a un giro di presunte coperture istituzionali e giudiziarie di cui avrebbero goduto personaggi mafiosi e paramafiosi, come Rosario Cattafi, il cui nome venne alla ribalta con la nota inchiesta sull’Autoparco di Milano, poi con una doppia storia di traffico d’armi, e infine con la divulgazione del cosiddetto «memoriale Cerciello» redatto dal generale della Guardia di finanza, grande accusatore dell’ex pm ai tempi di Mani pulite.
SANTANCHE’: DISOBBEDIENZA CIVILE
On.le Daniela Santanchè:
Bene ha fatto il nuovo direttore generale della Rai Mauro Masi a sospendere in via cautelativa il vignettista Vauro. Ritengo che la satira non debba avere censure ma il cattivo gusto e l’insolenza in un momento di dolore e tensione, quelle si. Pubblicare quella vignetta sull’aumento delle cubature nei cimiteri dopo una calamità come il terremoto abruzzese che ha portato morte e distruzione in centinaia di famiglie, non può far divertire nessuno. E non ci sono letture diverse da dare, Vauro Senesi deve ricordare che si prendono in giro i vivi non i morti.
L’UNIONE DEI MIRACOLI

Prodi, operazione nostalgia: Pd trema
di Gianni Pennacchi
Roma – È legge di natura: la putrefazione s’accompagna sempre a miasmi, vapori tossici, liquami velenosi. Dunque non meravigliatevi più di tanto se vedete aprirsi nel Pd la stagione dei veleni e delle vendette, e se a dare il via è Romano Prodi in persona, senza se e senza ma, nella luminescenza del tubo catodico. La vendetta è un piatto da consumarsi freddo come ognun sa, e l’ex premier aspettava da dodici lunghissimi mesi di affondar la lama – metaforicamente, s’intende – tanto su Walter Veltroni quanto su Dario Franceschini, gli artefici della caduta del suo governo con la scelta di allearsi soltanto con Antonio Di Pietro.
































































