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REGIONE LAZIO VS CENTRO DI ECCELLENZA PER LA NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

 

Rodano: «No al declassamento di neuropsichiatria infantile a Via dei Sabelli»

«Il centro di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli, ovvero una delle eccellenze della sanità pubblica del Lazio, non potrà più effettuare ricoveri d’emergenza: ecco un altro danno dei tagli lineari e del blocco totale delle assunzioni nella sanità pubblica. Ed è però semplicemente inammissibile che non si riesca ad evitare il sostanziale declassamento di questa struttura, perché stavolta sarebbe stato sufficiente rinnovare un contratto di collaborazione.

 

 Stavolta non servono grandi piani o rimodulazioni. Mi auguro davvero che la Regione Lazio provveda al più presto a rinnovare questa collaborazione ed a consentire il ritorno a pieno regime della struttura fondata da Giovanni Bollea. Questa disgregazione progressiva del nostro servizio Sanitario può ancora essere fermata: basta, talvolta, un pò di buon senso». Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio.«Da lunedì prenderemo in carico soltanto i pazienti che sono in lista d’attesa per il ricovero – spiega Graziella Bastelli, caposala del reparto – mentre le emergenze verranno gestite soltanto dal Dipartimento Emergenza e Accettazione del Policlinico, che deciderà dove mandare i pazienti. Senza questo medico non abbiamo il personale minimo per andare avanti, e siamo costretti a prendere questa decisione». Secondo quanto riferito dal personale dell’Npi, un accordo con la regione stilato il 29 dicembre scorso garantiva il rinnovo del contratto Co.Co.Co, che però è scaduto il 31 dicembre: «A meno che le autorità non ritengano che le emergenze psichiatriche in adolescenza (tentati suicidi, disturbi gravissimi del comportamento alimentare, etc,) non debbano essere considerate all’interno dei Lea – scrive in una lettera Vincenzo Leuzzi, medico responsabile della struttura – le risorse necessarie per dare risposta a queste condizioni devono essere attribuite. In assenza di un immediato rinnovo del contratto co.co.co il sottoscritto si trova costretto a non poter dare applicazione al piano di intervento h24 di presa in carico di emergenze psichiatriche nei minori». Nonostante il prestigio del fondatore, l’Istituto soffre da anni per la mancanza di fondi e di personale: al momento la struttura ha 6 posti letto, e richieste da tutto il Centro Italia: «La Regione ci ha addirittura chiesto di aumentare i posti letto – continua Bastelli – ma non abbiamo abbastanza medici neanche per l’attività ordinaria, anche l’ambulatorio si regge in gran parte sul lavoro degli specializzandi».

Fonte – Cittadinanzattiva

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