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PER ROMA CAPITALE GLI ASILI SONO UN OPTIONAL?

 

Campidoglio tarda a pagare, decine di asili a rischio chiusura: nuovi scioperi nei nidi
Strutture in crisi, 500 famiglie a rischio, 60 licenziamenti nel V Municipio. In agitazione le operatrici de «I Pesciolini», senza fondi comunali da settembre 2011. Il comune: «colpa dei gestori, non nostra»

Nuovo anno, nuovi (e vecchi) problemi per gli asili nido. Il disagio parte del nido «i Pesciolini», che lo scorso 4 gennaio è rimasto chiuso, per una protesta della proprietà «strozzata dai mancati pagamenti del Campidoglio per il servizio reso», ma si estende ad altre strutture vicine alla bancarotta.

L’ACCUSA E L’AGITAZIONE – «Il 4 gennaio, l’asilo nido convenzionato Pesciolini, che ospita 56 bambini – ricorda il presidente dell’XI municipio, Andrea Catarci – è rimasto chiuso, per protestare contro i mancati pagamenti della giunta Alemanno. L’ultima fattura liquidata si riferiva al mese di settembre 2011». Un problema che non si è sbloccato. «La mobilitazione è destinata a proseguire – aggiunge Catarci – con le operatrici Cgil in sciopero. Alcune aziende in convenzione, in altri territori, stanno avviando le procedure per i primi licenziamenti di personale».

Bimbi all’asilo nido GIOCOLANDIA E BABYLANDIA – Sul tema, interviene il collega del V municipio, Ivano Caradonna. «Che fine faranno i bambini degli asili nido Giocolandia e Babylandia e le educatrici che ci lavorano? – si chiede il minisindaco. – Mi sono visto negare un incontro concordato dall’assessore De Palo. Purtroppo, da una parte l’amministrazione capitolina ritarda nel liquidare le fatture alla società che gestisce i due asili nido. Dall’altra, l’ente in questione non provvede a ritirare le procedure di dismissione della società e di licenziamento delle oltre 60 educatrici. Chiedo un atto di responsabilità all’assessore, affinché intervenga al più presto a risolvere questa vicenda».

L’asilo nido «I Pesciolini»
 PORTE CHIUSE A SCUOLA – Sul tema, interviene anche il consigliere comunale Paolo Masini. «Come da giorni stiamo denunciando – osserva Masini – alcuni nidi convenzionati rischiano di chiudere a causa dell’insolvenza dell’amministrazione nei confronti delle realtà che gestiscono il servizio. Sono 500 le famiglie romane, in particolare di V, XI e XII municipio, che rischiano di non poter più mandare a scuola i propri figli e centinaia gli operatori che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro nella totale indifferenza. Ho presentato una interrogazione urgente e ho chiesto una convocazione della Commissione Scuola”.

LA DIFESA DEL COMUNE – L’assessore alla Scuola, Gianluigi De Palo, replica alle accuse. «Rimango sorpreso e dispiaciuto del fatto che un presidente di municipio confonda la mancanza di alcuni adempimenti amministrativi da parte dell’azienda proprietaria del nido Pesciolini (che sono necessari per autorizzare i pagamenti da parte del Comune) con il ritardo nell’erogazione dei fondi da parte dell’amministrazione. Ancora più grave è il fatto di affiancare la decisione della proprietà di tenere chiuso il nido, il 4 gennaio, alla protesta, legittima, delle educatrici che non ricevono le retribuzioni proprio da parte dell’azienda».

SENZA STIPENDIO – Il problema dei salari non liquidati , sottolinea De Palo, «è un problema totalmente slegato da un presunto ritardo nei pagamenti da parte del Comune che, al contrario, vorrebbe pagare le fatture pregresse, ma non può perché l’ azienda in questione non ha ancora fornito tutta la documentazione necessaria per poter procedere all’autorizzazione dei versamenti». L’assessore aggiunge una critica ai presidenti. «Chi tenta di fomentare il malcontento delle educatrici addossando ingiustamente la responsabilità sull’amministrazione – conclude – compie una vera e propria opera di strumentalizzazione politica».

di Simona De Santis – Fonte Corriere della Sera

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