You Are Here: Home » Attualità » LA PRIMAVERA ARABA? SE QUESTO E’ L’INIZIO…

LA PRIMAVERA ARABA? SE QUESTO E’ L’INIZIO…

 

Israele tristemente sotto tiro

E’ da poco iniziato Shabbat (la festività religiosa ebraica che celebra il sabato come giorno di riposo), quando un gruppo, composto da circa quattromila persone egiziane armate di mazze e martelli, attacca e prende- letteralmente- d’assalto ininterrottamente per otto ore l’ambasciata israeliana presso la capitale egiziana, Il Cairo. I manifestanti, oltre ad aver bruciato la bandiera con la stella di David- episodio di per sé già molto grave per quello che rappresenta la bandiera, hanno saccheggiato gli uffici, rubando e gettando per terra i documenti israeliani. Hanno anche costretto un aereo militare israeliano ad atterrare in piena notte di fretta e furia per poter evacuare d’urgenza l’ambasciatore, Yitzhak Levanon, insieme allo staff composto da ottanta persone con aggiunta dei rispettivi familiari. E’ rimasto sul luogo solo il Console.

Un susseguirsi concitato di telefonate tra il Premier israeliano, Bibi Netanyahu, e il Presidente americano, Barack Obama, ha costretto il nuovo esercito regolare egiziano a intervenire, sedando la rivolta e salvando da un linciaggio i sei membri del Mossad- servizio segreto israeliano- addetti alla sicurezza nell’ambasciata.

Il bilancio finale della rivolta è di tre morti, circa mille feriti e oltre una ventina degli arresti.

La battaglia di venerdì notte ha indotto il governo egiziano a fissare una riunione straordinaria dove il premier Sharaf ha tentato invano di presentare le proprie dimissioni, subito respinte. Durante l’incontro sono state ripristinate le leggi d’emergenza che garantiscono maggiori poteri alle forze di polizia per contrastare le rivolte. Sono le stesse leggi che i giovani di Piazza Tahrir vorrebbero che fossero definitivamente abolite. Il ministro della difesa del governo del Cairo, il veterano Tantawi, fa sapere che istituirà la corte marziale per chi ha organizzato e ha partecipato alla devastazione che ha avuto come obiettivo la sede diplomatica del governo di Tel – Aviv. Le autorità egiziane hanno anche confermato il proprio impegno a rispettare in pieno tutti i trattati internazionali.

“L’attacco contro l’ambasciata è stato il peggiore da quando Israele ha impostato la sua missione in Egitto dopo esser diventato il primo paese arabo a firmare un trattato di pace con lo Stato ebraico nel 1979” secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ASCA. Il ministro dell’interno israeliano ha dichiarato lo stato d’allerta e ha richiamato molti agenti di polizia dalle ferie.

Il premier israeliano Netanyahu ha poi parlato pubblicamente rivolgendosi in conferenza stampa al proprio paese, ringraziando ufficialmente il presidente Obama per il prezioso contributo che ha dato per risolvere nel miglior modo possibile la rivolta contro l’ambasciata israeliana. Nonostante “i fatti gravissimi” Netanyahu ha voluto però precisare il proprio impegno e quello del proprio paese nel mantenere buoni rapporti e “a preservare la pace con l’Egitto” e per questo non esclude un possibile prossimo ritorno del proprio rappresentate in Egitto.

“I fatti del Cairo sono un avvertimento molto serio, ma non bisogna trarne un giudizio definitivo sul significato della primavera araba” a dirlo è lo studioso Dominique MoÏsi, docente che ha insegnato alla Sorbona di Parigi, all’Università ebraica di Gerusalemme e ad Harvard, fiero della sua triplice identità: ebraica, francese ed europea, interpellato da Stefano Montefiori giornalista del Corriere della Sera.

“L’ostilità degli Egiziani nei confronti d’Israele era solo contenuta dal regime di Mubarak, ma non è mai scomparsa. L’uccisione di sei agenti egiziani al confine con Israele l’ha risvegliata” ha proseguito lo studioso nella sua intervista. Ha però tenuto a precisare che “non è l’insieme degli Egiziani a essere sceso in strada, ma la loro parte più estremista. E’ ancora presto per capire se qualcuno ha pilotato dall’esterno l’assalto all’ambasciata o se è stata una protesta relativamente spontanea.”

Per cercare di capire l’eventuale muovente di un gesto così grave bisogna tornare al 18 agosto quando ci sono stati attacchi terroristici vicino a Eilat al confine tra l’Egitto e Israele, che ha risposto compiendo dei raid in uno dei quali sono rimasti uccisi cinque guardie egiziane di frontiera. Tuttavia il muovente di una possibile vendetta è poco plausibile. Il professore MoÏsi ha fatto anche riflettere su il “calendario che è comunque interessante: alla vigilia del decimo anniversario dell’11 settembre e a pochi giorni dal voto all’ONU sullo Stato palestinese. Un timing davvero non innocente.”

Non si sono fatte attendere le aspre critiche dei più importanti esponenti della comunità internazionale. “Condanno fermamente l’attentato all’ambasciata israeliana al Cairo- ha commentato tramite una nota ufficiale il premier britannico David Cameron- Abbiamo chiesto alle autorita’ egiziane di rispettare le responsabilita’ ai sensi della Convenzione di Vienna e tutelare la proprieta’ e il personale diplomatico, tra cui l’ambasciata israeliana al Cairo. Loro ci hanno rassicurati”- ha proseguito Cameron.

Anche il ministro degli Esteri spagnolo, Trinidad Jimenez Garcia-Herrera, ha espresso “la sua più ferma condanna dell’attacco subito dall’ambasciata israeliana al Cairo per mano di gruppi di manifestanti”.

Ad esattamente un anno di distanza dal blitz delle forze speciali israeliane effettuato su una nave di bandiera turca che aveva tentato di forzare il blocco di Gaza in cui rimasero uccisi nove attivisti turchi, dopo aver espulso l’ambasciatore israeliano ad Ankara, il governo del primo ministro Erdogan, che tra pochi giorni effettuerà una nuova visita ufficiale in Egitto con la speranza di poter acquisire una forte leadership sui manifestanti e di poter acquisire vantaggi economici dal nuovo governo, ha espresso la volontà di denunciare Israele per crimini di guerra presso la Corte Penale Internazionale dell’Aja e la volontà di far attivare la Commissione ONU per i diritti umani di Ginevra.

Sandro Viola su un editoriale apparso su La Repubblica dell’11 settembre ha svolto un’attenta analisi sull’accaduto dicendo che ormai Israele si trova da solo stretto in una morsa e abbandonato da molti che fino a poco tempo fa erano alleati: prima la Turchia, adesso anche l’Egitto. La stessa amministrazione Obama, che nel momento del bisogno non ha abbandonato e non ha voltato le spalle a Tel-Aviv, sembra- fa riflettere Sandro Viola- quasi voler abbandonare l’alleato di sempre, accusato di non favorire gli interessi statunitensi nell’area. Israele adesso sta vivendo momenti concitati, la preoccupazione e la tensione si fanno palpabili: tra qualche giorno l’Assemblea Generale dell’ONU voterà- probabilmente positivamente- per la creazione dello Stato palestinese, vista- probabilmente ragionevolmente- come unica soluzione al conflitto, che dura da più di sessant’anni.

Rimane il fatto che un’ambasciata di uno stato sovrano sia stata attaccata e non c’è neanche bisogno di criticare aspramente la violenza da qualunque parte provenga come una soluzione sbagliata dei problemi.

Come ha detto giustamente Ugo Tramballi in un editoriale del Sole 24 ore del 10 settembre “Anche per l’Egitto il problema è serio e sempre più grave. Si è presa d’assalto un’ambasciata, si è sparato attorno all’università nel cuore del Cairo. Nessun Paese può vivere una transizione e costruire le istituzioni di una società civile e democratica in mezzo all’anarchia. Fino ad ora è previsto che a novembre si svolgano le prime elezioni democratiche per il parlamento, seguite di qualche mese da quelle per il presidente. Ma l’Egitto oggi sembra più vicino alla legge marziale che a libere elezioni.” Aggiungerei dove è finita la rivolta pacifica, che ha fatto sperare mezzo mondo- me compreso, di Piazza Tahrir dove si chiedevano democrazia e libertà e uguali diritti per tutti?

Il mio augurio è che vengano ripristinati al più presto tutti i canali diplomatici e che entrambi i paesi facciano un passo indietro, che si assumano le proprie responsabilità e che chiedano reciprocamente scusa per i propri errori.

Per saperne di più:

• “ISRAELE, ATTACCO AMBASCIATA AL CAIRO E’ “GRAVE VIOLAZIONE” AGI 10/09/11
• “ALTA TENSIONE IN EGITTO, ASSALTO ALL’AMBASCIATA ISRAELIANA” ASCA del 10/09/11
• “EGITTO: L’OCCIDENTE CONDANNA L’ATTACCO ALL’AMBASCIATA DI ISRAELE” ASCA del 10/09/ 11
• “ORE DI PAURA ALL’AMBASCIATA ISRAELIANA” F. Battistini “Corriere della Sera” del 11/09/11
• “EHUD E IL MARESCIALLO I ‹CARISSIMI›NEMICI” F. Battistini “Corriere della Sera” del 11/09/11
• “RIESPLODE IL VECCHIO ODIO TENUTO A BADA DA MUBARAK” S. Montefiori “Corriere della Sera” del 11/09/11
• “LA FOLLA DEVASTA L’AMBASCIATA D’ISRAELE TRE MORTI E OLTRE MILLE FERITI AL CAIRO” F. Scuto “La Repubblica” del 11/09/11
• “A RISCHIO GLI ACCORDI DEL ’79 DAL SINAI ALLA SIRIA FINO ALLA TURCHIA LO STATO EBRAICO E’ SEMPRE Più SOLO” S. Viola “La Repubblica” del 11/09/11
• “EGITTO, LA FOLLA CONTRO ISRAELE” “La Stampa” del11/09/11
• “ SE LA PRIMAVERA FINISCE IN ANARCHIA” U. Tramballi “Il Sole 24 ore” del 10/09/11

di Andrea Sorrentino

About The Author

Number of Entries : 714

Comments (2)

Leave a Comment

Scroll to top