DESERTIFICAZIONE IN PROGRESS

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UNIVERSITA’ARIZONA: MANO UOMO NEL RISCALDAMENTO PIANETA

 ROMA -- C’é la mano dell’uomo nel rapido surriscaldamento del pianeta cominciato nello scorso secolo. Lo prova il primo studio che descrive dettagliatamente le temperature artiche negli ultimi duemila anni e che sarà pubblicato su Science. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Darrell Kaufman della Northern Arizona University, grazie a documenti geologici e biologici prelevati dai laghi artici, a carote di ghiaccio, agli anelli degli alberi e a simulazioni. Queste informazioni hanno permesso di ricostruire la storia delle temperature della superficie artica negli ultimi duemila anni, decade per decade.

Questa cartina ha svelato un trend delle temperature artiche che é andata verso il raffreddamento fino al ventesimo secolo ma poi improvvisamente negli anni ‘50 l’andamento si è invertito. L’evento di raffreddamento, spiegano i ricercatori, è coinciso con la riduzione dell’insolazione solare generata dal cambiamento dell’orbita della Terra, ma nonostante l’insolazione sia rimasta costante, negli ultimi 50 anni, in concomitanza con l’accumulo dei gas serra in atmosfera, si è verificato un aumento delle temperature artica di 0,7 gradi, centigradi con relativo processo di scioglimento dei ghiacci. “Una incongruità -- osserva Kaufman -- che fornisce evidenze dell’influenza dell’uomo sul cambiamento climatico”.

Dallo studio, che è durato cinque anni fra la raccolta dei campioni e l’elaborazione dei dati, è emerso che sono gli ultimi dieci anni ad essere i più caldi da duemila anni a questa parte, con temperature più alte di 1,4 gradi rispetto a quelle che ci sarebbero dovute essere se il trend di raffreddamento non si fosse interrotto. In particolare l’Artico, osserva uno degli autori, Jonathan Overpeck dell’Università dell’Arizona a Tucson, “é molto sensibile ai cambiamenti climatici causati dall’uomo e il nostro studio lo dimostra”. Inoltre, aggiunge, qui, “appena le temperature salgono e il ghiaccio si scioglie il surriscaldamento accelera perché c’é meno ghiaccio a riflettere energia solare nello spazio e la terra nuda assorbe i raggi solari facendo aumentare ulteriormente le temperature”.
BAN KI-MOON, AGIRE PRIMA DI CADERE IN ABISSO -- Monito del Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon sui cambiamenti climatici: ”Abbiamo il piede sull’acceleratore e ci stiamo dirigendo verso l’ abisso”, ha detto Ban Ki-moon in un intervento alla Terza Conferenza mondiale sul clima, in corso a Ginevra sotto l’egida dell’Organizzazione metereologica mondiale (Omm). Il responsabile delle Nazioni Unite ha esortato i governi all’azione: abbiamo bisogno di politiche che fissino il costo delle emissioni di Co2, programmi per l’energia rinnovabili, soluzioni per salvare la foresta e politiche che facilitino il trasferimento di tecnologia.

”Abbiamo scatenato forze potenti ed imprevedibili, il cui impatto e’ gia’ visibile. L’ho osservato con i miei occhi”, ha aggiunto Ban Ki-moon reduce da una missione all’Artico, regione che si sta riscaldando piu’ rapidamente di ogni altra regione della Terra. Purtroppo -- ha deplorato -- c’e’ ancora ”inerzia” e nelle discussioni internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici ”osserviamo solo progressi limitati”. ”Non possiamo permetterci il lusso di progressi limitati. Abbiamo bisogno di rapidi progressi”, ha insistito il responsabile dell’Onu esortando i Paesi a raggiungere un’intesa al Vertice climatico sul dopo-Kyoto in programma a Copenaghen ”tra tre mesi”. ”Non possiamo fallire”, ha aggiunto Ban Ki-moon rivolto ai capi di Stato e ministri dei numerosi Paesi (soprattutto in via di sviluppo) giunti a Ginevra per la Conferenza mondiale sul clima. Ban Ki-moon ha dato appuntamento ai leader del mondo il prossimo 22 settembre a New York per un Vertice sul clima: ”Spero che l’incontro possa fornire la necessaria leadership politica” per guidare i negoziatori e preparare il successo di Copenaghen in questoni chiave come i tagli alle emissioni nocive e l’appoggio finanziario e tecnologico ai Paesi in via di sviluppo affinche’ possano adattarsi e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ha detto Ban Ki-moon.

La Conferenza di Ginevra -- cominciata lunedi’ scorso ed in programna fino a domani -- non tratta delle riduzioni delle emissioni nocive o di altri temi che saranno discussi a Copenaghen, ma e’ un processo complementare, piu’ tecnico. Oggi, i partecipanti hanno approvato la creazione di un ‘Quadro globale per i servizi climatici’, una rete che consentira’ alle informazioni sul clima raccolte dagli esperti di essere usate al meglio dai responsabili dei numerosi settori esposti ai cambiamenti climatici, dall’agricoltura al turismo e dalla pesca alla salute. Per il Segretario generale dell’Omm Michel Jarraud si tratta di un ”giorno importante” per il sempre piu’ cruciale accesso alle informazioni sul clima. L’obiettivo del Quadro globale e’ di migliorare la produzione, l’accesso e l’utilizzo delle informazioni scientifiche sul clima, ha spiegato. Una task force di alto livello sara’ incaricata di definire gli elementi chiavi del ‘Global Framework for Climate Services’ affinche’ possa fornire previsioni e informazioni sul clima a tutti i settori socioeconomici per porli in grado di gestire le variabilita’ e i cambiamenti climatici. Il rapporto della task force sara’ all’esame del Congresso dell’Omm del 2011.

fonte ANSA

 

 

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Written by Maurizio Guarino

settembre 4th, 2009 at 8:48 am

20 Responses to 'DESERTIFICAZIONE IN PROGRESS'

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  1. E si purtroppo la temperatura sta cambiando.
    Ricordo che nelle ere geologiche il clima è cambiato molte volte: ci sono state molte glaciazioni che hanno lasciati evidenti depositi morenici e queste variazioni sono evidenziabili anche da carotaggi polari e dallo studio dei pollini negli scavi archeologici .
    Il parallelismo concentrazione co2 e riscaldamento non è ancora verificato.
    Ci sono scienziati al lavoro in Italia su come risolvere questo problema…..chissà perchè nessuno racconta i loro lavori e soluzioni.

    Ci sarebbero molte cose da fare…..ma qui serve la collaborazione di tutti i partiti.
    I terreni italiani sono sempre più simili al deserto.
    Si usano fertilizzanti chimici senza arricchirli di materia organica, come l’organico della raccolta differenziata e questo perchè le grandi società che si occupano di smaltimento di rifiuti hanno altri interessi.
    Qui serve una azioni comune che ci riavvicini a seguire le regole della natura, che ripristino i cicli naturali che sono stati trasformati in lineari.
    Vi lascio alla storia delle cose….speriamo vi faccia venire qualche buona idea per il nostro paese.

    Lisa

    Lisa

    4 set 09 at 16:40

  2. Lisa

    Lisa

    4 set 09 at 16:42

  3. Possiamo dire quello che vogliamo ma purtroppo il rispetto dell’ambiente non è visto come qualcosa di prioritario da parte di nessuno, non solo in Italia. Perchè gli interventi a sua difesa non sono immediatamente tangibili mentre invece lo si sacrifica in nome del progresso, dell’occupazione …
    Così si fa scempio di vallante stupende per far passare autostrade o si discute del limite di emissioni nocive da abbassare entro il 2050 (!). Buon senso vorrebbe che le emissioni nocive venissero vietate immediatamente e completamente… Sono pessimista in materia. Credo che rovineremo sempre di più il nostro pianeta… un esempio semplice ma credo efficace. Ci sibi litorali d’Italia, una volta belli, oggi vereamente pietosi dal punto di vista delle acque. Provo a pensare al mare che bagna Riccione (e tutta quella zona), una delle capitali turistiche estive. Lo si accetta tranquillamente… è un problema di cultura ambientalista di base che manca, che ci manca… a Taranto c’è un mostro che si chiama ILVA (un tempo Italsider), un mostro siderurgico che dispensa tonnellate di diossina avvelenando i terreni a km di distanza… ma che al tempo stesso offre occupazione a migliaia di persone…

    Vincenzo

    5 set 09 at 10:44

  4. Chissà se mai riusciremo a guardare oltre il breve spazio temporale dell’epoca in cui stiamo vivendo…

    Vincenzo

    Vincenzo

    5 set 09 at 10:45

  5. Sono scettico ragazzi,ci sono molti altri studi che dicono il contrario.
    Pubblico un’intervista di Magni a Stagnaro.

    Tutti d’accordo sul Protocollo di Kyoto? Neanche per idea: gli Stati Uniti restano saldi nelle loro posizioni. Per ridurre le emissioni di Co2 ed evitare un surriscaldamento climatico, “Noi puntiamo sull’innovazione tecnologica…
    di Stefano Magni
    Tutti d’accordo sul Protocollo di Kyoto? Neanche per idea: gli Stati Uniti restano saldi nelle loro posizioni. Per ridurre le emissioni di Co2 ed evitare un surriscaldamento climatico, “Noi puntiamo sull’innovazione tecnologica piuttosto che sull’imposizione di limiti alle emissioni” dichiara Bush nel corso del G8. E scatena un putiferio di reazioni europee. Agli occhi dei governi europei, quella di Bush è solo cocciutaggine ‘ideologica’, ma “All’atto pratico hanno ragione gli Americani”, ci spiega Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento Ecologia di Mercato dell’Istituto Bruno Leoni.

    Quali sono le condizioni poste dall’Amministrazione Bush?
    Non definire a livello internazionale i limiti delle emissioni di Co2. Va bene fissare degli obiettivi, ma a livello nazionale. Washington accetterebbe anche un ruolo dell’Onu come supervisore, ma non accetta che un organismo mondiale obblighi gli Stati Uniti a rispettare i parametri. Gli Stati Uniti non funzionano come i Paesi europei. Non possono ratificare un trattato internazionale e poi permettersi di non rispettarlo alla lettera. Per il sistema legale americano, un trattato internazionale, una volta ratificato, diventa una legge che ha lo stesso valore di una legge nazionale. Il che vuol dire che un qualsiasi cittadino americano potrebbe far causa al governo per far sì che risponda ad eventuali manchevolezze del trattato: una vera bomba ad orologeria nella sedia del presidente!

    Il Kyoto Club contesta a Bush di non voler rispettare le scadenze per la riduzione delle emissioni, per ragioni esclusivamente elettorali…
    Altro punto fermo della politica americana: le scadenze per la riduzione delle emissioni non devono essere fissate nel breve periodo. Non si può pensare di raggiungere obiettivi così ambiziosi in quindici anni: gli Stati Uniti chiedono molto più tempo, perché in questo modo si può sviluppare una tecnologia più pulita. Questo rimarrà un punto fermo della politica statunitense anche se dovesse vincere un presidente democratico nel 2008. A meno che, per qualche ragione astrale, non vinca Al Gore…

    Dal punto di vista scientifico, chi ha ragione? Gli Europei o gli Americani?
    Gli Americani. Nell’arco dei prossimi 20 o 30 anni, la crescita esponenziale delle emissioni dall’India e dalla Cina cancellerebbero gli sforzi di Stati Uniti ed Europa per ridurre le loro. Gli Stati Uniti propongono, dunque, di coinvolgere anche la Cina e l’India nella fissazione degli obiettivi comuni. E per farlo pensano ad accordi molto più vasti. Le due potenze asiatiche emergenti non rinunceranno mai al loro sviluppo industriale. Occorrono l’apertura dei loro mercati e l’esportazione di tecnologie più pulite nei loro Paesi: i Cinesi e gli Indiani avrebbero la produzione energetica che vogliono, tenendo basse le emissioni. E tutto questo richiede tempi lunghi, come chiedono gli Americani.

    Perché gli Europei insistono?
    Dal 1997 Kyoto è diventata una bandiera dell’Europa. Cedere su questo punto vorrebbe dire ammettere che Bruxelles ha sbagliato tutto negli ultimi 10 anni. Dal punto di vista economico, l’adesione al Protocollo assicura un vantaggio strategico a Germania, Francia e Gran Bretagna sugli Stati Uniti. La riduzione delle emissioni è definita rispetto al 1990. E nel 1990 la Francia aveva portato a termine il suo programma nucleare per la produzione energetica, in Gran Bretagna era stata completata la transizione dal carbone al gas, in Germania era in fase di smantellamento il sistema industriale dell’Est. Per ragioni diverse (nessuna delle quali riguarda il clima), questi tre Paesi possono vantare una riduzione importante delle emissioni rispetto al 1990. E possono presentarsi come i “primi della classe”.

    Di Giuseppe Riccardo

    Riccardo

    5 set 09 at 16:39

  6. O quest’altra:
    “Quarant’anni per dimezzare i gas serra. Per gli ecoallarmisti il G8 fa promesse da marinaio. Per Fred Singer meglio sarebbe stato occuparsi della vera catastrofe, il panico da global warming…
    di Maria Claudia Ferragni
    Quarant’anni per dimezzare i gas serra. Per gli ecoallarmisti il G8 fa promesse da marinaio. Per Fred Singer meglio sarebbe stato occuparsi della vera catastrofe, il panico da global warming

    Inutile piangere sul petrolio versato
    «Il G8 ha generato un nothing-burger, una ciambella senza il buco». Commenta così Siegfried Frederick Singer, professore emerito di Fisica dell’atmosfera alla George Mason University della Virginia, la dichiarazione congiunta sul clima prodotta nel corso del recente vertice del G8 a Toyako. Una dichiarazione nella quale i paesi più industrializzati del mondo propongono di ridurre del 50 per cento le emissioni nocive entro il 2050. «Probabilmente la Casa Bianca, notoriamente avversa a ogni limitazione forzosa delle emissioni in stile Kyoto, ha acconsentito a che venisse fissato questo obiettivo perché, essendo così di lungo termine, si tratta sostanzialmente di un obiettivo insignificante, ancorché simbolico». Ciò che conta realmente, ricorda Singer, sono gli obiettivi di breve periodo: «Ad esempio, una ben più modesta riduzione del 20 per cento entro il 2020 (o del 10 per cento entro il 2015) produrrebbe, quella sì, conseguenze economiche significative. Leggi: catastrofiche». Parimenti Singer giudica “ridicola” la reazione dei Verdi, che hanno invocato indignati una riduzione dell’80 per cento delle emissioni. Mentre l’opposizione alla dichiarazione congiunta espressa da Brasile, India e Cina non stupisce lo scienziato poiché «questi paesi attualmente non riducono le emissioni, né bloccano la crescita economica. E i due fattori sono strettamente correlati».

    Il professor S. Fred Singer è avvezzo alle dichiarazioni controcorrente, come ha avuto modo di dimostrare a Tempi a margine della presentazione del suo ultimo rapporto sul global warming, organizzata di recente a Milano dal Politecnico, dall’Istituto Bruno Leoni e da 21° Secolo. «La natura, non l’uomo, governa il clima», spiega il lucido ottantaquattrenne sudista. «Di tutte le teorie riguardanti il nostro clima – prosegue – quella che afferma l’origine naturale dei cambiamenti climatici è l’unica basata su evidenze empiriche, frutto di anni di ricerche e osservazioni da parte di migliaia di ricercatori qualificati: i cambiamenti climatici sono sempre esistiti. È altrettanto certo che l’anidride carbonica, il principale gas serra, non è un inquinante».

    Singer sfida apertamente il consenso unanime creatosi intorno al recente rapporto (2007) dell’Ipcc, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici “sponsorizzato” dalle Nazioni Unite e premiato con il Nobel insieme ad Al Gore, nel quale si sostiene con incontrovertibile prosopopea che l’attuale riscaldamento dell’atmosfera è causato dall’emissione di gas serra derivanti dall’attività umana. «È senz’altro vero – ribatte Singer – che l’anidride carbonica è un gas serra la cui presenza nell’atmosfera è in aumento per effetto dell’attività umana, ma dobbiamo aprire una discussione sul nesso causa-effetto che esisterebbe fra la quantità di CO2 nell’atmosfera e il surriscaldamento globale». Infatti, se si prendono in considerazione i dati più importanti del rapporto, vale a dire la distribuzione delle variazioni di temperatura in funzione della latitudine e dell’altitudine, si nota che nella zona intorno all’equatore e a circa 10 chilometri nella troposfera l’Ipcc prevede che l’aumento della temperatura sia circa triplo rispetto all’aumento osservato al suolo. Invece, analizzando le misure reali effettuate tramite i satelliti, strumenti altamente affidabili, non si osserva alcun accentuato aumento di temperatura ma se ne osserva, al contrario, la diminuzione. «Per questo gli oppositori dell’Ipcc concludono che l’intera teoria del surriscaldamento antropogenico è sbagliata», chiosa Franco Battaglia, docente di chimica dell’ambiente presso l’Università di Modena. «Mentre l’Ipcc sostiene che le due distribuzioni statistiche di temperatura sono compatibili se si confronta la loro ampiezza. Ma il range non è un indicatore statistico attendibile per fare un confronto. Il range è, cioè, un indicatore troppo sensibile ai valori estremi. Se invece si confrontano le distribuzioni statistiche, nel caso delle temperature sopra dette, esse risultano inconciliabili con le osservazioni».

    Se ne deduce, quindi, che non è necessario fare alcunché per ridurre le emissioni di anidride carbonica. «Tanto più che la CO2 fa bene alle piante, agli animali e all’uomo», aggiunge Singer. «Se non ci fosse l’anidride carbonica, sulla Terra non ci sarebbe la vita». D’altro canto, Singer non si mostra sorpreso per le conclusioni radicalmente diverse cui è giunto insieme ad altri scienziati, preferendo sottolineare, con la pacatezza che lo contraddistingue, che solo questo è l’autentico metodo scientifico. «Sono le osservazioni che contano. Ad esempio: la teoria di Newton su tempo e spazio era molto importante (Newton sosteneva che erano assoluti, ndr), ma dopo di lui è venuto Einstein, che ha formulato la teoria della relatività e ci si è resi conto che il modello proposto da Newton non bastava più. In ogni caso, la scienza non funziona per consenso della maggioranza, quella è la politica».

    Dalla Prestigiacomo a John McCain
    La politica appunto. «È in atto una folle corsa all’allarmismo globale che il mondo politico avalla, forse nel timore di perdere consensi, con altisonanti quanto vacui proclami per “salvare il clima”».

    Si riferisce a entrambi i candidati alla presidenza americana, Singer, e a tutti quei gruppi di interesse che hanno imparato a sfruttare abilmente l’imponente quanto errata allocazione di risorse da parte del governo federale: i produttori di combustibili alternativi, ad esempio, che sfruttano i sussidi pubblici per il finanziamento della produzione di etanolo dal grano (con i conseguenti gravi problemi alimentari che colpiscono diversi paesi del terzo mondo); o ancora gli scienziati che beneficiano di due miliardi di dollari all’anno per la ricerca sul clima. «In Italia c’è una vasta comunità accademica ansiosa di fare sentire la sua voce. Lo stesso sta accadendo nei paesi del Nord Europa». Anche sempre più politici si stanno rendendo conto delle possibili conseguenze dannose che l’accettazione a-critica delle teorie catastrofiste sul surriscaldamento globale potrebbe avere sull’economia e quindi sulla vita delle singole persone (in particolare per l’aumento del carico fiscale e la diminuzione della produzione industriale).

    Non è un caso se anche il nuovo ministro dell’Ambiente italiano, Stefania Prestigiacomo, ha dichiarato di volere ridiscutere il Protocollo di Kyoto. «Probabilmente o si è resa conto che non funziona, o che costa troppo oppure entrambe le cose», commenta Singer. Analogamente, segnali incoraggianti arrivano dalla Germania, dove il partito liberale (Fdp) ha organizzato un “brainstorming” su clima ed energia, e dal Regno Unito, grazie all’aumento delle voci fuori dal coro all’interno del redivivo partito conservatore.

    Qual è, allora, la soluzione? Senza allarmismo e con indomita fiducia nella capacità dell’uomo di rispondere ai bisogni che lo toccano da vicino, il professore americano non si sente di fare previsioni sul clima («troppo aleatorie»), ma crede che siano i mezzi tecnici a consentirci l’adattamento ai cambiamenti climatici: «Se avremo i mezzi e le risorse necessarie al progresso, ci sapremo adattare. Inoltre, i combustibili fossili sono tuttora i meno costosi, i più sicuri e a inquinamento zero, dato che le emissioni sono facilmente “ripulibili” grazie ai moderni mezzi di produzione». Infine, Singer chiude con una nota di speranza nei confronti del candidato repubblicano alle elezioni presidenziali: «Se McCain verrà eletto, avremo una migliore opportunità di non dovere penalizzare la quantità di emissioni prodotte, dato che fra i suoi sostenitori sono molti quelli concordi con le nostre tesi».
    Perchè in un sistemastatalista si avrebbero più garanzie che in una democrazia? Guardando la Cina non direi!

    Di Giuseppe Riccardo

    Riccardo

    5 set 09 at 16:41

  7. Ragazzi…..come ho già scritto il clima è cambiato moltissime volte nel corso delle eere geologiche e forse anche questa ha cause naturali.
    Però una diminuzioni delle emissioni di co2 puo’ fare solo bene al pianeta…perchè non si puo’ fare una cosa solo PER IL BENE DEL PIANETA!
    Ho provato ad invitare un amico esperto sull’argomento a parlare…non sono riuscita.
    Vi rendete conto che non c’è dialogo fra le parti?
    Mi ha infilato in una discussione sul nucleare ….vi lascio dei link interessanti a sfavore del nucleare nella speranza di un eventuale confronto .

    Dicono che il nucleare eè un fregatura…..ma come fa la Francia ad avere abbastanza energia da dare anche a noi?
    BOOOOO……

    Ricercatore di chimico-fisica e lavora all’università di firenze http://www.aspoitalia.it
    http://aspoitalia.blogspot.com/2009/03/perche-il-nucleare-e-come-il-diavolo.html#links

    Lisa

    Lisa

    5 set 09 at 17:14

  8. Ma non cambia nulla da 2000 anni…siamo desertificati!!!!

    donatella papi

    DonatellaPapi

    6 set 09 at 20:06

  9. Buongiorno è così che la penso .. è così che l’ho sempre pensata.. il pianeta lo voglio sano..
    e per inciso sono contrarissima alla globalizzazione.. stiamo diventando tutti schiavi del sistema.. compresi quelli che sono a capo dei governi.. sembra abbiamo raggiunto il punto di non ritorno.. e le soluzioni non esistono.. a nessuno conviene trovarle.. cosa succederà quando le emergenze faranno finire le chiacchiere sui gossip e la dura realtà apparirà tutta nella sua interezza ??

    http://www.youtube.com/watch?v=dqt9nMrSWy4

    Monica Da Vià

    monica

    7 set 09 at 10:21

  10. un video molto interessante questo.. mi spiace per chi non facebook.. rende bene l’idea su quello che la desirtificazione le guerre e l’economia mondiale creano.. bisogna guardarlo con attenzione e porsi la domanda.. cosa faremo se dovessimo ritrovarci così.. e soprattutto i se i nostri figli dovessero trovarsi così.. dove potremmo fuggire ?? perchè molti dei cambiamenti climatici ed inquinamenti vari sono da attribuire anche ad esperimenti sul nucleare e su scorie varie..

    http://www.facebook.com/home.php#/video/video.php?v=1178273861760&ref=mf

    Monica Da Vià

    monica

    7 set 09 at 10:27

  11. E’ morta Teresa Strada un video per ricordare lei e Gino Strada.. la cosa importante nel video è la preghiera al signore: fa che il dolore non mi sia indifferente.. è questo il male che le televisioni dei giorni nostri hanno creato l’indifferenza .. meglio guardare veline e velinette nude e le partite di pallone, è più facile oltre che parlare dei festini del capo del Governo che fermo resta, in quanto tale sarebbe il primo che dovrebbe dare l’esempio come il buon genitore.. ho amici sparsi per tutto il paese ed oltre compresa la Romania tanto denigrata… e sapete che loro scappano da li perchè gli affitti delle case costano più di uno stipendio.. non possono mangiare ?? potremmo dire che da qui ai prossimi tre o quattro anni anche noi nelle grandi città avremmo questo problema.. anzi forse anche peggio almeno loro per mal pagato che sia il lavoro li ce l’hanno noi no.. buona giornata a tutti..

    http://www.youtube.com/watch?v=D4maVwKp8jA

    Monica Da Vià

    monica

    7 set 09 at 10:55

  12. Per intanto negli ultimi giorni abbiamo assisistito alla desertificazione attorno al Presidente della Camera… Silvio è generoso, molto, con i suoi sudditi. Ma vuole sudditi appunto…

    Vincenzo

    Vincenzo

    8 set 09 at 10:37

  13. Caro Vincenzo.. posso dire che non mi spiace la desertificazione intorno al presidente della Camera, che potrebbe essere vista come una lezione che ben gli sta.. ma non il ben gli sta visto dai discepoli del presidente del consiglio, il ben gli sta visto da quelli che come me credono abbia venduto una parte di destra al quel signore, anzi auspico che il suo risveglio perduri… era ORA, che si iniziassero a prendere le distanze.. dal Generoso.. anzi per essere del tutto sincera sarebbe ORA che la Destra torni ad essere fuori dal centro e riunita, e cosa più importante lontana dal Generoso..
    ma con i soldi di chi ?? E’ GENEROSO??
    Ben ritrovato cmq.. ;-)

    Monica Da Vià

    monica

    8 set 09 at 12:21

  14. Monica,
    parola straordinarie le tue… davvero. A maggior ragione che oggi, 8 settembre, è una data infausta della Storia Italiana. Anzi delle più infauste. Ma anche in quei terribili momenti del ‘43, ci fu chi non scelse la strada del tradimento…

    Vincenzo

    Vincenzo

    8 set 09 at 12:36

  15. Grazie Vincenzo, credo di non essere solo io a pensarla così.. almeno spero..
    un quesito in quale stato al mondo hai mai visto il Corpo dei Vigili del Fuoco ridotto a fare lo sciopero della fame ??
    http://www.primadanoi.it/notizie/22162-Soccorsi-e-proteste-sciopero-della-fame-per-i-Vigili-del-Fuoco-a-Monticchio

    Monica Da Vià

    monica

    8 set 09 at 14:05

  16. e ti metto anche un documento di pubblica critica verso uno dei lavoretti della Lega.. ;-)

    http://www.coisp.it/ultimissime09/Lettera%20giornalisti%20La%20Padania.pdf

    Monica Da Vià

    monica

    8 set 09 at 14:07

  17. e per diciamo chiudere sull’abruzzo lunedi si saprà se la questura dell’Aquila avrà i fondi o no per rimanere aperta.. è il caso proprio di dire W LE RONDE alla topolino e pippo.. ops è tornata la vena ironica :)

    Monica Da Vià

    monica

    8 set 09 at 14:09

  18. per lisa dai un’occhiata a questo per avere risposte sulla francia .. purtroppo è visibile solo su facebook: mi hanno ricordato che la russia sta impiantando i nuovi impianti di ultima generazione per il nucleare.. che i loro scarti debbano venire a noi.. per l’ipotetica costruzione delle centrali?? lo spettro cernobyl che torna.. vero che noi vendemmo all’est lo smaltimento dei vagoni dei treni…
    http://www.facebook.com/note.php?note_id=126997292647&id=82044863176&ref=nf#/video/video.php?v=1118405608058&ref=mf

    Monica Da Vià

    monica

    8 set 09 at 14:15

  19. Oh, è riapparso il blog… ma la chat c’è sempre stata?

    Vincenzo

    Vincenzo

    9 set 09 at 16:57

  20. ma allora non ero solo io che non lo vedevo.. MISTEROOOOOOOOOOOO …………

    Monica Da Vià

    monica

    9 set 09 at 18:05

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