COMUNIONE E FATTURAZIONE
Comunione e Fatturazione: il business ciellino vale 70 miliardi. Amen
“Il Mondo” lancia un’inchiesta shock sul giro d’affari gestito da Comunione e Liberazione attraverso la Compagnia delle Opere: un business che vale 70 miliardi di euro. Facilitazioni, sconti, network, appalti: con buona pace del cammello e della cruna dell’ago.
di Francesca Tognetti
Secondo la “leggenda” il fondatore di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani nel 1986 si ritrovò angustiato da un problema: un suo amico era appena entrato nel business dell’enologia e, come tutti gli imprenditori agli inizi, aveva qualche difficoltà. Giussani si rivolse dunque al suo fedele Giorgio Vittadini “ma se voi non aiutate Sebastiano a vendere il vino, che razza di amici siete?”. Con questo aneddoto il giornale “Il Mondo” apre l’inchiesta shock “Comunione e Fatturazione” (mutuando il nome da Dagospia). Con questo episodio si gettano le fondamenta del concetto di “amicizia” ciellina: ovvero reciproca, fruttuosa collaborazione, io do una mano a te, tu dai una mano a me. E così nasce la Compagnia delle Opere (CdO), braccio economico di CL basato proprio sui legami “amichevoli” tra ricchi e potenti. Che, da buoni amici di danno una mano. La chiamano “amicizia”, ma si potrebbe anche dire lobby.
La CdO (oggi guidata dal tedesco Bernhard Scholz) ha un giro d’affari stimato oltre 70 miliardi di euro, realizzati da circa 35 mila “amici” (aziende, industriali, professionisti) che operano soprattutto nel Nordovest. E che, da buoni amici, si danno una mano. Diversamente da CL, la Compagnia tiene dettagliati registri degli adepti, che crescono di circa il 10% all’anno. Nemmeno la crisi ha frenato l’avanzato di questo colosso economico, anzi: ha spinto ulteriormente i manager a rifugiarsi nell’aiuto degli “amici”.
L’inchiesta de “Il Mondo” illustra poi il funzionamento dell’universo CdO, il quale si articola su tre livelli, tre differenti categorie di “vantaggi” ai quali i membri della Compagnia possono accedere in virtù della loro appartenenza ciellina.
Il primo livello è la facilitazione burocratica, lo snellimento delle scartoffie favorito dal passaggio privilegiato attraverso i canali della CdO. In questa sfera rientrano le convenzioni per i servizi (che permettono, per esempio, di risparmiare sulla telefonia), le esportazioni (la compagnia opera in Argentina, Cuba, Usa, Cile, Kazakistan, Germania e Romania) e diversi altri benefit. Tutto ciò che, in parole povere, può aiutare un’impresa o un professionista nella gestione “spiccia” dei suoi affari.
Il secondo gradino d’azione della Compagnia è la potenza del network: all’interno della CdO e di CL un’azienda può trovare partner privilegiati sotto l’egida e la benevolente mediazione di CL.
Il terzo – e più prezioso e costoso – livello dell’organizzazione si riassume in una parola: sussidiarietà. Sussidiarietà significa questo: l’affidamento a privati di servizi in precedenza svolti dal pubblico (per esempio i servizi sanitari). Ovviamente si tratta di privati “amici” e – cosa più preoccupante – a dirottare su di loro tali servizi sono, per forza di cose, politici “amici”. In Lombardia, negli anni della presidenza Formigoni, circa 16 miliardi di spesa sanitaria furono passati a privati. Di questi, oltre 8 miliardi finirono nelle casse della galassia ciellina. Legato a questa dinamica di sussidiarietà, e “amico” della CdO è anche Giuseppe Grossi, Ad di Green Holding e collezionista di Maserati e Rolex recentemente finito in manette con l’accusa di aver drenato miliardi e miliardi dai fondi neri della sua società.
Questa è la Compagnia delle Opere, e questa è l’amicizia su cui si basa: il braccio economicamente armato di Comunione e Liberazione cresce del 10% all’anno, conta 35 mila amici e stringe in pugno 70 miliardi di euro.
Fonte: Il Mondo































































ti segnaliamo l’evento: Dibattito della Fondazione Italia USA sul federalismo americano
La Fondazione Italia USA, presieduta dal deputato del Pdl Rocco Girlanda, organizza la presentazione del libro “Uniti e diversi”, di Emanuele Bardone e Davide Secchi, editore Alberto Gaffi con il patrocinio della Fondazione Italia USA. Il volume affronta lo scontro tra federalisti ed antifederalisti nel processo costituente degli Stati Uniti. L’incontro si terrà a Roma presso l’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo, Sala delle Bandiere, via IV Novembre 149, giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 17. I lavori saranno aperti dal presidente della Fondazione Italia USA on. Rocco Girlanda e moderati dal corrispondente diplomatico del Corriere della Sera, Maurizio Caprara. Interverranno le parlamentari europee on. Lara Comi e on. Debora Serracchiani. Saranno presenti gli autori e l’editore. La partecipazione va confermata via email a info@italiausa.org
Data di inizio: 03/12/2009 dalle ore 17:00 – Data di fine: 03/12/2009 alle ore 19:00
Presso il seguente indirizzo:
Indirizzo: Via IV Novembre 149
Città: Roma
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 10:08
Il salto femminile ci sarà quando si entrerà nella stanza dei bottoni
La tv è donna? Bene.
Ma lo zuccherino non basta
di Rosalinda Cappello
E adesso ci dicono che la tv è donna. Donna, nel senso che il gentil sesso ha superato gli uomini nella conduzione dei programmi televisivi. Se n’è fatta di strada da quando a Delia Scala, a Mina e a Raffaella Carrà furono affidati i loro primi show, in una tv saldamente dominata dai vari Corrado, Mike Bongiorno, Pippo Baudo, etc. Bene, non c’è che dire. D’istinto, verrebbe da pensare che con il consolidarsi della loro presenza, anzi, con il sorpasso delle conduttrici – showgirl o giornaliste che siano – sui colleghi, forse ci potremo finalmente aspettare, in quanto tempo non si sa, una trasformazione della filosofia sottostante, ma neanche tanto nascosta, di certi programmi che sono un debordare di sederi, labbra a canotto e tette in bella vista (e per lo più rifatte, manco a dirlo).
Purtroppo, se dopo il compiacimento e l’esultanza istintiva – per puro spirito di corporazione, ammettiamolo – ci si sofferma a riflettere qualche secondo di più, ci viene da chiederci se questo cambiamento di rotta, che tanto vorremmo, potrà realizzarsi veramente soltanto perché alla conduzione dei programmi ci sono delle donne. E, purtroppo, la risposta che viene da darsi è negativa. No che non basta per trasformare lo spettacolo avvilente e svilente al quale assistiamo quotidianamente. E questo perché il vero potere è, non tanto quello di apparire in video, quanto quello di poter decidere che cosa far passare. E quello che deve passare viene deciso nelle stanze dei bottoni, dalle dirigenze varie. Allora, sarebbe interessante entrare proprio in quelle stanze e constatare quante donne ci sono. Quante donne possono decidere che cosa far vedere, di che cosa parlare e in che modo farlo?
Che cosa ci dicono le ricerche in proposito? Sì è vero, come ha affermato Milly Carlucci su Repubblica, che oltre alle conduttrici oggi ci sono autrici, donne capi-progetto, registe. Ma… Il direttore generale, il direttore di rete, etc. sono uomini o donne? E tra chi sceglie di investire su un programma piuttosto che su un altro? Quante donne ci sono da quelle parti?
È vero, come ha dichiarato la Raffa nazionale – Raffaella Carrà per la cronaca – che le donne sono brave – e chi osa ancora metterlo in dubbio? – e che questo è un riconoscimento del loro talento. Ma perché sottolineare, come fa lei, anche il fatto che sono più gradevoli? Perché puntare, come troppo spesso accade, sulla piacevolezza del corpo femminile per rilasciare alle donne la patente di conduttrici? Perché continuare a ragionare con gli schemi maschili? Qualcuno si è mai chiesto quanto fosse macho Pippo Baudo, anche nei suoi tempi migliori? Eppure per decenni è stato, insieme con Mike Bongiorno e Corrado, il conduttore per eccellenza. Per carità l’occhio vuole la sua parte, dice un adagio popolare. Ma allora che valga per gli uomini come vale per le donne.
Il fatto è che, si tratti di donne o di uomini, non si può puntare troppo su questo. Quello che dovrebbe prevalere è il talento, il merito, la professionalità. E, allora, siamo contente che la tv dà più spazio alle donne che conducono i programmi, dalla Marcuzzi alla Gabanelli, dalla D’Amico, alla De Filippi. A questo proposito – verrebbe da dire – sarebbe preferibile che le donne non usassero il loro potere decisionale per portare in tv le risse tipiche delle galline da cortile, o i fiumi di lacrime, come se la sensibilità delle donne si misurasse dalla quantità di stille versate nelle loro trasmissioni. O che non scimmiottassero, in chiave femminile, il voyerismo tipico dell’universo maschile, facendo pullulare nei loro programmi muscoli pompati e sguardi penetranti ma cervelli vuoti come camere d’aria…
Ben venga l’avanzata delle donne, ma che sia reale e non effimera, né limitata soltanto ad alcuni aspetti. Perché la piacevolezza, la gradevolezza non è data solo da un bel décolleté e da un sedere sodo, ma discende anche dai modi, dallo stile, dall’intelligenza, dalla preparazione. Nello spettacolo come nella politica, nell’economia come nella ricerca. Di donne intelligenti ce ne sono tante, ovunque. Come hanno osservato Bianca Berlinguer, unica direttrice di tg, e Ilaria D’Amico, le donne aspettano ancora la conduzione di programmi di approfondimento, di politica, in mano ancora ai soliti Vespa, Santoro e Floris. Perché tra tutti i tg che offre il nostro panorama televisivo c’è solo una donna alla direzione? Si prenda esempio dalla carta stampata dove qualcosa, anche se ancora poco, si sta muovendo.
In questi giorni circola una lettera, indirizzata al presidente della Camera Gianfranco Fini, dove si fa appello a lui perché si spenda per “rendere onore” alle donne e alla politica. La sottoscriviamo in pieno. E, in più, ci auguriamo che le donne siano veramente più solidali tra loro, evitando quella sgradevole e poco lungimirante competizione con le “più bravi” o con quelle che si impegnano di più, spesso dettata da invidie che non fanno onore alla loro intelligenza, che le allontana dagli obiettivi che vogliono raggiungere: l’affermazione delle loro professionalità e dei loro pieni diritti. Diritti che non si riducono all’uguaglianza dei sessi, perché uguali con gli uomini non siamo. Ma l’uguaglianza di opportunità con loro, questa sì.
Un messaggio, poi, a chi pensa che per affermare se stessa siano lecite tutte le strade, anche quella di sfruttare il proprio corpo e il proprio potere seduttivo sul maschio. Non è un giudizio morale, ma un semplice invito a essere leali con chi sceglie di non farlo e di andare avanti con il proprio curriculum. E allora, donne, rimbocchiamoci le maniche e non accontentiamoci degli zuccherini.
farefuturo
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 10:09
Il Papa e gli artisti: il racconto di un incontro
Dio, la poesia
e la bellezza
di Giuseppe Conte
Delle nobili parole-chiave usate da Benedetto XVI nel suo discorso agli artisti, bellezza, speranza, nostalgia, conoscenza, mistero, redenzione, nessuna ha buona stampa nella critica letteraria e nelle cricche letterarie, artistiche, musicali, cinematografiche di oggi. Eppure tutti sono lì a godersi l’invito alla Cappella Sistina e ad andare e venire beati, un bicchiere di Martini in mano (si sente la mancanza di George Clooney…), durante il party successivo. Il fasto, il lusso, il potere millenario, la grandiosità della scena, Michelangelo e Palestrina mettono d’accordo tutti.
Di disincantati, demitizzanti dissacratori neppure l’ombra. Saluto Vincenzo Cerami (ma lo è ancora ministro-ombra della cultura?) che è approdato alla scrittura di un film come La tigre e la neve, che ho molto amato, Susanna Tamaro, che trovo addolcita e con uno sguardo più luminoso. Vedo passare soli e sempre riccioluti Branduardi e Cocciante, autori di qualche canzone che ricordo. Io, invitato non so per quali meriti, non credo per aver dato prova di devozione, me la rido tra me, soddisfattissimo di sentire riecheggiare nelle parole di un Pontefice tedesco, coltissimo e sottile, un’idea di arte che viene da lontano e che il suo predecessore polacco, innamorato del teatro e della poesia, aveva già magnificamente rilanciato: una idea di arte che riprende il grande insegnamento del Romanticismo, rivaluta autori che il Novecento ha espulso dal canone (vedi Herman Hesse, che inizia uno dei suoi romanzi più grandi con un icastico: “In principio era il mito”), si discosta dal diffuso nichilismo sterile, parodico, fatto di giochi intellettuali fini a se stessi.
Quando ho detto la mia impressione a un giovane brillante intellettuale e scrittore cattolico, mi ha guardato sconcertato, quasi scandalizzato: “non mi sarei mai aspettato una lettura del discorso del Papa in chiave mitomodernista”. Ma che lettura dovrei darne? Io, sulla scia dei miei maestri laicissimi e sacerdoti d’amore, predico mito, energia spirituale, simboli, fantasia creativa e propositiva verso il futuro da trent’anni. Non sono devoto, e i cosiddetti atei devoti mi fanno pena. Ho una morale sessuale che è agli antipodi di quella della Chiesa, ma ho una fame e una sete di sacro e un rispetto per la religione, tutte le religioni, che sarei pronto a morire per esse.
Del resto, la poesia in Occidente è nata come un canto d’amore libero ed eretico, e i poeti, dal più lungimirante e delirante di essi, furono definiti “i non riconosciuti legislatori del mondo”. Molto poco riconosciuti davvero. Uscendo dal fasto mondano dei palazzi vaticani, ho sentito fortissimo il contrasto con l’umanità derelitta che bivacca giorno e notte, tra coperte, cartoni, bottiglie, cani randagi, sotto i tratti porticati in cui finisce via della Conciliazione. Forse poesia e bellezza non potranno redimere la desolazione e la sofferenza del mondo. Ma rimangono i valori più alti, gli strumenti migliori per diffondere rispetto verso i deboli, i diversi, gli stranieri, gli infelici: quelli che gli eterni “stronzi” deridono, e magari crocifiggono.
farefuturo
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 10:10
Due storie per capire che ci serve una “rivoluzione culturale”
Morire di burocrazia: in Italia
succede anche questo
di Alessandro Oriente
Si può morire di burocrazia, in Italia. E non solo in senso figurato (quello ci capita tutti i giorni, in questo paese per tanti versi ancora fermo a prassi e tempi che sanno più di Medioevo che di Ventunesimo secolo). No, si può morire per davvero, per colpa di una carta bollata non spedita, per colpa di una richiesta chiusa in un cassetto, perché manca un timbro o perché non si capisce quale sia l’ufficio competente. Succede anche questo. E succede per quella consolidata incapacità degli uffici pubblici di evolversi, di stare al passo coi tempi. È vero che bisogna fare la riforma della giustizia, che bisogna “ripensarla” quasi dalle fondamenta; è oggettiva l’esigenza di accelerare i tempi dei processi; è evidente la necessità di più soldi per far funzionare una macchina così “pesante” e complessa. Ma c’è un’arte antica e tutta italiana, ed è quella di pensare in grande per fare poco o nulla. Perché poi le grandi utopie si arenano, e le piccole disfunzioni restano lì. Come quei granelli di sabbia che, da soli, riescono a rallentare e, alla lunga, a bloccare il più oliato degli ingranaggi. Figuriamoci quelli arrugginiti.
Due storie, tanto per spiegare meglio di cosa stiamo parlando. Nel carcere di Palmi, meno di una settimana fa, un uomo di quarantadue anni si è ucciso inalando il gas di un fornelletto. Aveva rubato uno zainetto in spiaggia, ma era recidivo: quattro anni e cinque mesi di reclusione. Poi la richiesta per ottenere gli arresti domiciliari e la denuncia di maltrattamenti (“Tiratemi fuori, non ce la faccio più”, aveva detto, e qualche livido aveva destato più di un sospetto, in effetti). Richiesta accolta. Dal 20 novembre sarebbe stato trasferito in una comunità di recupero. Nessuno, però, glielo fa sapere. Non c’è nessuna notifica, la pratica resta nel cassetto per più di 24 ore. E Giovanni Lorusso si suicida in cella.
Il 23 giugno scorso Massimo Merafina uccide a coltellate la moglie Monica Morra, sotto gli occhi del figlio di due anni. Ecco, quell’uomo, alcolista da più di vent’anni, doveva essere in carcere da almeno tre giorni. E in quell’istante, arrivava in Procura il fax di una denuncia per stalking: l’aveva sporta Monica sei giorni prima. Ma, come hanno spiegato poi, la «carenza di personale dal 20 al 22 giugno in concomitanza dell’impegno ai seggi elettorali di gran parte dei dipendenti del commissariato», avrebbe causato l’«indisponibilità del giro posta». Tre giorni prima un altro fax arriva in Tribunale: il servizio sociale presso cui l’assassino stava scontando la pena alternativa comunica che l’uomo ha «interrotto il programma terapeutico» e il servizio sociale, «con gli strumenti tecnici a disposizione, non può garantire la tenuta della misura alternativa e la tutela delle persone coinvolte nella sua vita familiare». Il giudice competente non c’è, ma il sostituto invia subito un altro fax al Commissariato: «si paventa il rischio di atti anche di etero-aggressività da parte di Merafina», si motiva «l’inidoneità della misura» alternativa al carcere «a tutelare l’incolumità dei terzi e dei familiari», se ne dispone la sospensione e si «ordina l’accompagnamento di Merafina in istituto penitenziario». Ricezione ok. Ma il fax, in Commissariato, sparisce. Per tre giorni, non lo legge nessuno. E poi è troppo tardi.
Ecco, sono solo due casi. E anche se fossero gli unici (purtroppo non è così, lo sappiamo tutti) basterebbero a motivare qualcosa in più dell’indignazione. Sono segnali che indicano l’urgenza di una rivoluzione. Culturale prima che legislativa. Bisogna provarci, anche se sarà difficile scrostare i vizi di un sistema in cui si mescolano disattenzione e malafede, non-responsabilità personali e caos senza colpevoli. Un castello di norme inutili che soffoca anche chi vorrebbe svolgere il suo ruolo con serietà e consapevolezza. Rimpalli a catena, che rendono il più delle volte impossibile capire chi (non) ha fatto cosa, e perché. Una diffusa opacità, che scoraggia anche i più temerari e volenterosi. Ecco a cosa si è ridotta la burocrazia di questo paese. Non è (solo) colpa dei “fannulloni”, purtroppo. Che, il più delle volte, sono solo prigionieri di un sistema malato.
farefuturo
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 10:10
RIFORME:FONTI, TRA NAPOLITANO E SCHIFANI INCONTRO SU PERCORSO BIPARTISAN
(ASCA) – Roma, 23 nov – Un incontro ”molto cordiale” e tutto incentrato sui lavori del Senato da qui alla fine dell’anno, con un approfondimento particolare sull’avvio del dibattito bipartisan sulle riforme istituzionali che iniziera’ a Palazzo Madama a breve. Sarebbe stato questo il tema dell’incontro tra il Presidetne della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed il presidente del Senato, Renato Schifani, secondo quanto riferiscono ambienti parlamentari.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:33
IMMIGRATI: FINI, ANZITUTTO I DOVERI
(ASCA) – Trieste, 23 nov – ”E’ doveroso, prima ancora che necessario, richiedere a coloro che vivono con noi e non sono ancora cittadini italiani, l’adempimento di tutti i doveri che le leggi e la Costituzione prescrivono”. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini inaugurando l’anno accademico dell’Universita’ a Trieste.
”Si tratta di chiedere loro – ha continuato Fini – di coltivare quegli obblighi di rispetto e di solidarieta’ cui essi stessi hanno pieno diritto in quanto persone, al di la’ di essere o meno cittadini”. Secondo il presidente della Camera, solo in questo modo ‘’si puo’ dare piena attuazione a politiche basate sul pieno sviluppo della persona umana, secondo quanto sancisce l’art.3 della nostra Costituzione”.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:34
ROTONDI: ABOLIRE PAUSA PRANZO E BUVETTE CAMERA. POI CI RIPENSA…
(ASCA) – Roma, 23 nov – Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma, contro la pausa pranzo nei luoghi di lavoro. Ma anche contro gli snack a Montecitorio. Da qui la proposta: ”Chiudiamo la buvette. Costa troppo e fa ingrassare i parlamentari”.
La pausa pranzo ”e’ un danno per il lavoro – ha detto Rotondi a ‘KlausCondicio’ – ma anche per l’armonia della giornata. Non mi e’ mai piaciuta questa ritualita’ che blocca tutta l’Italia”. Poi ”ho scoperto che le ore piu’ produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare”. Quindi ”chiunque svolga un’attivita’ in modo autonomo abolirebbe la pausa pranzo. Casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene in altri Paesi”.
Rotondi rivolge parole di fuoco anche sulla buvette di Montecitorio. ”Chiudiamola. Costa troppo e fa ingrassare i parlamentari. Si parla di 5 milioni di euro. Demagogia a parte – sostiene Rotondi – penso che non sia economico e che se ne potrebbe fare a meno. I parlamentari mangiano troppo, ingrassano e questo non e’ sano. Non e’ una questione brunettiana -prosegue il Ministro-, ma di condizione fisica, visto che ne guadagnerebbero in salute. Lo consiglio a tutti”.
La proposta, evidentemente, non ha ricevuto il consenso che il ministro si aspettava. Meglio affrettarsi ad aggiustare il tiro. ”Non ho fatto nessuna proposta di abolire la pausa pranzo. Ho solo detto a un giornalista – e’ stata la rettifica – che io l’ho abolita da vent’anni e lo stesso consiglio alla Camera dei deputati, perche’ quella e’ l’ora in cui si lavora meglio. Si capisce che i lavoratori devono avere le loro pause e devono mangiare, magari sarebbe utile che ognuno si gestisse questa pausa come crede, ma e’ chiaro che e’ impossibile”.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:35
UE:BONINO,D’ALEMA AFFOSSATO DA PSE.ORA ITALIA PUNTI A COMMISSARI SERIE A
(ASCA) – Roma, 23 nov – ”La candidatura di Massimo D’Alema a Mr. Pesc e’ stata affossata dal Pse, e’ inutile che Schulz dica che non e’ cosi”’. Lo dice a Radio Radicale la vicepresidente del Senato Emma Bonino.
”A monte della mancata nomina di D’Alema – spiega Bonino – ci sono due decisioni adottate dai governi, e cioe’ che le cariche di Presidente dell’Ue e mr Pesc sarebbero andate a personalita’ non dirompenti, e poi che il Ppe si sarebbe scelto il presidente, mentre al Pse andava Mr.Pesc, secondo uno schema spartitorio che funziona da sempre nel Parlamento europeo. All’intreno della famiglia socialista, per varie ragioni, la decisione e’ stata presa da Gordon Brown e da Zapatero. E’ inutile quindi che Schulz dica che non e’ cosi’, la candidatura di D’Alema e’ stata affossata dal Pse. Con la nomina dell’ex commissario Ashton si affida al Foreign office, cioe’ uno dei servizi diplomatici piu’ forti e consolidati d’Europa, la costruzione del servizio diplomatico europeo, che vedra’ dunque un ruolo determinante di un paese che non e’ nell’Euro, non e’ in Shengen e che e’ tra i maggiori affossatori della politica estera comune”.
”Ora pero’ – prosegue Bonino – non bisogna dimenticare che ci sono gli altri portafogli da assegnare. Quelli che contano sono le politiche monetarie, che andranno alla Spagna,concorrenza, mercato intreno e commercio estero, giustizia, interni e immigrazione. Questi sono i grandi portafogli politici, Per l’Italia mi sembrerebbe poco proponibile che si volesse confermare il dossier trasporti.
Spero che il nostro Paese voglia puntare ad uno dei grandi dossier che esprimono l’Europa nel mondo. L’idea dei trasporti e delle comunicazioni mi sembra peregrina, anche perche’, al di la’ degli interessi specifici, non credo che le comunicazioni verranno accorpate ai trasporti, essendoci da accontentare ventisette paesi non e’ aria di accorpamenti”.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:36
TERREMOTO: CIALENTE, L’AQUILA SARA’ GRANDE CANTIERE DI IDEE E PROGETTI
(ASCA) – Roma, 23 nov – Il prossimo anno L’Aquila sara’ la sede dell’Assemblea nazionale dell’Anci. ”Faro’ in modo che agli occhi dei sindaci e degli amministratori di tutta Italia la citta’ si presenti come un grande cantiere di idee e di progetti. Il mio impegno, e quello di tutti i cittadini, sara’ quindi presentare un centro storico in cui sia gia’ ben avviata la ricostruzione”. Cosi’ il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, in un’intervista alla rivista dell’Anci, per il quale l’Assemblea nazionale all’Aquila rappresenta ”l’ennesimo dono dell’Associazione” che si aggiunge all’assegno di 300mila euro che l’Anci ha consegnato al primo cittadino in occasione dell’ultima assemblea di Torino.
”Spero di utilizzarli – precisa Cialente – per la realizzazione della ‘Citta’ Territorio’ fatta di tutti i centri abitati che hanno fondato e rappresentano la citta’ dell’Aquila”. L’intervista tocca poi i temi della ricostruzione, secondo passo dopo la prima emergenza che doveva trovare posto per gli sfollati. ”Servono i soldi, tanti soldi – ammette Cialente – e oggi piu’ che mai.
L’Aquila per rinascere ha bisogno di risorse subito anche per quella che viene chiamata ricostruzione leggera, che poi tanto leggera non e”’. L’Aquila prima e l’interland messinese poi: due tragedie forse evitabili. Per Cialente occorre ”avviare un grande progetto nazionale di manutenzione delle citta’ italiane per renderle piu’ sicure.
L’idea – ricorda il sindaco – e’ stata richiamata anche da Chiamparino, ed e’ quella di avviare progetti strutturali a difesa dei territori e dei loro patrimoni artistici. E’ una nostra precisa responsabilita’, morale prima ancora che legale perche’ i sindaci non possono essere lasciati soli in tragedie di questa portata”.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:37
FINI: C’E’ BISOGNO DI APRIRE UNA VERA STAGIONE DI RIFORME
(ASCA) – Trieste, 23 nov – Secondo il presidente della Camera Gianfranco Fini, tornano ad affiorare in Europa e in particolare in Italia, ‘’sentimenti quali la sfiducia nella democrazia partecipativa e nei suoi processi decisionali, la diffidenza e l’avversione nei confronti della politica”. Per Fini, che ha parlato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ di Trieste, ”tende cosi’ ad accentuarsi, in altre parole, la contrapposizione o addirittura la frattura tra paese reale e paese legale”. Secondo Fini ”per contrastare questi sentimenti diffusi, che non sono riferibili solo all’Italia, e che attestano come nella relazione tra il demos e la polis molto stia cambiando, c’e’ bisogno di aprire una vera stagione di riforme delle nostre istituzioni”. Per il presidente della Camera, ”il principale problema che ci troviano di fronte, e’ quello di come conciliare l’incremento della capacita’ deliberativa del Parlamento e del governo, senza la quale non si regge il confronto con gli altri centri di potere economico e con i grandi centri di potere transnazionale, con la valorizzazione della democrazia partecipativa, la sola – per il presidente della Camera – in grado di consentire la riappropriazione, da parte dei singoli membri della comunita’, di spazi di coinvolgimento decisionale non limitati al momento del voto”. fdm/sam/bra
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:38
NATO: SCHIFANI, PERNO DI LIBERTA’.SFIDE MODERNE NE ACCRESCONO IMPORTANZA
(ASCA) – Roma, 23 nov – La Nato, quale baluardo, ”principale agente promotore di quei valori e principi che sono patrimonio consolidato non solo per i popoli occidentali: la Democrazia, quale forma di organizzazione politica della vita associata, e la Liberta’, in tutte le sue espressioni, per i suoi popoli” nel corso del tempo e della storia non ha sbiadito la sua funzione, al contrario rappresenta ancora di piu’ fonte di ”nuova energia per le democrazie”. E’ quanto ha sottolineato il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo a conclusione della riunione del Comitato atlantico italiano, alla Farnesina.
Ricordando come ‘’sul piano internazionale, alla tradizionale contrapposizione Est-Ovest, si sono via via sostituiti, dopo il crollo del muro di Berlino, anche nuovi sistemi di alleanze mobili e allargate”, in particolare i ”conflitti di area e del contrasto al terrorismo, la forma piu’ subdola di attentato alla pacifica esistenza umana e alle liberta’ individuali”, Schifani ha rimarcato che ”di simili sistemi, l’Alleanza atlantica ha costituito nella gran parte delle occasioni il perno insostituibile di contrasto: la NATO ha operato con successo per prevenire il ripetersi del disastro della guerra attraverso la difesa della liberta’ e il rispetto del diritto”.
Con l’evolversi degli scenari internazionali, la Nato si e’ tramutata in un’alleanza strategica, ha proseguito la seconda carica dello Stato e ”costituisce un sodalizio che continua a rivelarsi essenziale nella politica di distensione verso altre potenze vicine, mettendo a disposizione il proprio patrimonio diplomatico e tecnico, fornendo cosi’ un insostituibile contributo per la lotta al terrorismo, oggi vera emergenza planetaria”.
Ecco perche’, ha continuato il presidente del Senato, ”abbiamo quindi il dovere non solo di preservare la nostra Alleanza di libere democrazie euro-atlantiche, ma di rinnovarla e dotarla di nuova energia, al fine di assicurare una risposta adeguata ad una minaccia particolarmente complessa, in cui la dimensione della sicurezza si abbina a quella politica, ma anche a quella economica e sociale.
In questo nuovo contesto – ha concluso Schifani – l’importanza della NATO e’ aumentata, non certo diminuita” e ”prima di ogni funzione operativa e tattica, e’ necessario ribadire nuovamente che sono rimasti inalterati i valori di fondo dell’Alleanza Atlantica, tesi a salvaguardare la liberta’ dei popoli che ne fanno parte, il loro comune retaggio e la loro civilta’, fondati sui principi della democrazia, sulle liberta’ individuali e sulla preminenza del diritto”.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:38
QUOTE ROSA: GERMONTANI (PDL), ITER RAPIDO PER DDL SU DONNE NEI CDA
(ASCA) – Roma, 23 nov – ”Affrontare il tema della Pari Opportunita’ e’ una sfida per contribuire alla creazione di una sana e corretta democrazia. Questo vale in particolare per il nostro Paese dove la difficolta’ delle donne ad essere cooptate nei Consigli di Amministrazione delle societa’ quotate in Borsa continua a rappresentare un’evidente anomalia. Il disegno di legge che ho presentato – sottoscritto da un rilevante numero di senatori di tutti gli schieramenti e che e’ in discussione dalla scorsa settimana in Commissione Finanze al Senato – punta proprio a risolvere tali limiti, introducendo un criterio che mira ad assicurare l’equilibrio tra i generi. L’inizio dell’esame del Disegno di Legge rappresenta un momento di grande importanza; la speranza e l’obiettivo devono essere quelli di un iter quanto mai rapido che permetta al ddl di essere approvato entro l’estate, puntando anche ad un confronto positivo con l’opposizione”. Cosi’ la senatrice del Pdl, Maria Ida Germontani, componente della Commissione Finanze e Tesoro e relatrice del ddl sulle quote rosa nei CdA.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 10:39
- Prima o poi doveva succedere, quanto meno per la legge dei grandi numeri. Da oltre un anno l’opposizione propone ogni settimana centinaia di emendamenti volti ad aumentare l’addizionale Ires per il settore petrolifero, dell’energia e del gas, istituita come misura congiunturale anticiclica ai tempi della Robin Tax e sopravvissuta a flussi e riflussi dei mercati energetici, a dispetto dei propositi iniziali.
Una prima volta è stata aumentata dal 5,5 al 6,5 per cento a luglio 2009, per finanziare la stampa e stringere un rapporto di dipendenza più stretto tra stampa e politica.
Sarà che i dati a disposizione dei gruppi Pd e Idv rendono agevole il calcolo delle entrate conseguibili con l’innalzamento di un punto percentuale dell’addizionale, sarà che le imprese soggette all’imposta non sono molte e i costi in termini di consenso sono circoscritti, ma impressiona l’accanimento con cui, per la copertura finanziaria della maggioranza delle misure proposte in via emendativa, l’opposizione abbia continuato a prevedere l’aumento dell’addizionale.
La scorsa settimana parlamentare è stata caratterizzata dall’importante riforma liberalizzatrice e modernizzatrice dei servizi locali. Purtroppo è stata anche macchiata dall’approvazione della proposta di Rita Ghedini e Marilena Adamo, del Partito democratico, con cui si innalza l’addizionale IRES al 7,5 per cento. Complessivamente, l’aliquota dell’imposta sui redditi di talune società si attesterebbe quindi al 35 per cento. La proposta è stata approvata dalle commissioni affari costituzionali e lavoro al Senato; nei prossimi giorni dovrà esser confermata dall’aula e poi dalla Camera per assumere un carattere definitivo.
Si pone comunque un problema di metodo e di merito che investe maggioranza e opposizione.
Se le grida di Di Pietro durante il dibattito a Montecitorio sulla riforma dei servizi pubblici locali potevano dirsi sterili e forzate esternazioni di carattere demagogico, volte a seminare tensione e preoccupazione nella società per raccogliere consenso e visibilità, i tiri messi a segno dal Partito Democratico in due tempi per inasprire la Robin Tax vedono la corresponsabilità della maggioranza.
La Robin tax nasceva come misura fiscale dal forte valore demagogico, che poteva essere venduta al pubblico come uno strappo al borsellino troppo pieno di lobby potenti e “cattive”. Poco importava che si colpisse le poche società ad azionariato diffuso (e con esse, quindi, milioni di piccoli azionisti italiani) e istituti di credito che dopo pochi mesi avrebbero corso il rischio di capitolare o di finire nelle mani dello Stato.
Per contrastare l’effetto temuto, ossia la traslazione dell’imposta sui costi dell’energia, la legge ha previsto il controllo dei prezzi da parte dell’Autorità dell’energia e del gas. D’altro canto – ci insegna von Mises – un intervento pubblico tira l’altro e da lì al socialismo e al collasso i passaggi sono consequenziali. Il crollo dei consumi e della produzione manifestatosi con la crisi nell’autunno 2008 avrebbe comunque condotto ad una diminuzione delle tariffe dell’energia e i meccanismi di controllo politico dei prezzi si è tradotto semplicemente in un aggravamento degli oneri amministrativi in capo alle imprese, ancor più odioso del maggior carico tributario.
Il livello a cui verrebbe fissata l’addizionale IRES se la disposizione fosse confermata al Senato e alla Camera pone un dubbio sulla sostenibilità dell’imposta. Per quanto il settore dell’energia e dei prodotti petroliferi sia tra i più solidi, la stessa base imponibile potrebbe subire una flessione.
Di sicuro quanti ritengono che ogni misura possa trovare copertura in questo modo (tanto paga ENI, tanto paga ERG,…) trascurano le ripercussioni che l’imposizione fiscale ha sugli investimenti, proprio in un momento in cui le politiche ambientali esigono ingenti sforzi da parte degli operatori per rendere più efficienti gli impianti e reperire le risorse necessarie alla realizzazione di impianti a fonte rinnovabile o nucleare.
Questo tipo di concessioni alle richieste dell’opposizione, quindi, rivela una sottovalutazione del loro impatto sull’economia e dei compromettenti effetti sugli obiettivi del Governo: dai target di politica ambientale, al risparmio dei piccoli azionisti a, non dimentichiamocelo, l’impegno solenne di riportare la pressione fiscale sotto il 40 per cento
libertiamo
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 10:59
Io credo di essere molto diverso da Fini e non vorrei per questo essere giudicato uno stronzo da lui. Anche perché, diciamo, ci sarebbero svariati motivi per rivendicare reciprocità. Ad esempio, è discriminabile, per il presidente della Camera, anche il colore delle idee.
Ma non è tempo di battute, bensì di politica. E a Fini, con il rispetto che lui non pratica davanti a bambini e a telecamere ma che si deve a una carica istituzionale, va detto quanto è pericolosa quella parolaccia.
La parolaccia viene prima dello sganassone: il presidente della Camera, che un tempo invitava a riflettere sulle conseguenze di parole e azioni, si rende conto che da oggi ciascuno può prenderlo a triste esempio e regolarsi?
L’italiano che protesta perché non gli danno la casa popolare o perché suo figlio non trova posto all’asilo, si merita quell’appellativo?
Credo che abbia ragione Matteoli. Fini è altro rispetto alla sua storia. Non è un buon motivo per offendere. E’ solo una stronzata.
di francesco storace
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 11:07
La struttura ciellina ha avuto la capacità di riassumere in un’unica organizzazione, il peggio. Non per dire parole scontate, ma riflettendoci ha davvero gli aspetti più inquietanti di certi fenomeni, chiamiamoli così. Disarmante. Ho dei conoscenti che (chi conosce la situazione affitti a Roma si meraviglierà) vivono in case in affitto al centro della Capitale pagando la misera somma di 250 euro o giù di li. Tutto per gentile concessioni degli “amici”. Ovviamente i loro vicini di casa, purtroppo per loro non ciellini, pagano sui 650-700 euro ogni benedetto mese.
Dobbiamo aspettarci anche l’introduzione di un braccio armato di CL prima di reagire?
Valerio Evangelista
24 nov 09 at 11:10
valerio scusami ma sono intervenuto su tuo post per tutela. ti invito a leggere la policy del blog. attenzione sempre alle parole usate.
cmq quoto.
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 11:24
Quanto ho appena letto nn fa altro che confermare quanto sia impressionante il giro di affari legato al mondo ecclesiastico e alle sue istituzioni…
C è sempre + la sensazione di uno “stato nello stato”, una forza nn soltanto ideologica (m riferisco ovviamente al Vaticano), ma reale, in grado di condizionare la vita sociale, ed economica a quanto pare dello stato….
Davide
24 nov 09 at 11:26
potere temporale e potere spirituale.
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 11:34
Un’inchiesta, quella di copertina de Il Mondo, a firma di Filippo Astone. Un’inchiesta senza pregiudizi che svela le cifre, l’importanza e la crescita della Compagnia delle Opere nell’economia e nella politica lombarda. E gli eccessi. E le distorsioni. E poi una bella intervista a Michela Marzano, giovane filosofa italiana autrice del libro “Estensione del dominio della manipolazione”.
Fra le altre cose, Filippo Astone scrive:
“La Regione Lombardia di Formigoni ha stravolto il senso della sussidiarietà, facendola diventare l’occasione per alimentare migliaia di società, cooperative e fondazioni” (collaterali, nda), rileva Marcello Saponaro, consigliere regionale dei verdi, uno dei pochi oppositori agguerriti che il governatore ha in seno al Pirellone.
http://www.marcellosaponaro.it/blog/2009/10/30/comunione-e-fatturazione/comment-page-1/
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 11:44
NIENTE CRISI
Anche il tasso di crescita delle adesioni alla Compagnia è significativo: il 10% all’anno. La medesima percentuale di espansione stimata per gli aderenti a Comunione e Liberazione sui quali, però, non esistono cifre ufficiali. Il movimento guidato da Julián Carrón (don Giussani è scomparso nel 2005) non rilascia tessere né compila elenchi di aderenti, che secondo alcune stime sarebbero circa 300 mila in 70 Paesi. L’assenza di iscrizioni formali fa sì che i ciellini siano classificabili solamente come «vicini a», ma possano anche smentire in ogni momento di avere questa etichetta.
La Compagnia delle Opere, dove invece l’adesione è obbligatoria, esprime una leadership indiscussa tra le micro-imprese (il fatturato medio degli iscritti è di 2 milioni di euro, l’80% sono srl) e nei settori della sanità, dei servizi alla persona e delle fiere. A livello manageriale, come vedremo, cresce la presenza di uomini targati Cl e Cdo anche in aziende formalmente estranee alla galassia. In campo internazionale, la Cdo ha già uffici in 12 Paesi stranieri, e sta preparando lo sbarco in grande stile negli Stati Uniti. Tutto questo, nonostante la crisi economica.
FINMECCANICA
Anzi, paradossalmente la recessione spinge ancora di più le aziende ad aderire alla Cdo. «La ragione principale del nostro successo», dice Massimo Ferlini, presidente della Cdo Milano (circa 5.900 iscritti), «è che superiamo la solitudine dell’imprenditore, creando reti di amicizia che hanno un impatto determinante sul business. «Sarebbe sbagliato paragonarci a Confindustria», aggiunge il direttore generale della Cdo Enrico Biscaglia, «perché noi associamo anche professionisti, non solo imprese. Ma soprattutto perché al centro della nostra azione c’è la persona, e non l’azienda».
La Compagnia non è la sola realtà associativa portatrice di interessi economici nella galassia ciellina. C’è anche la potente associazione attiva nella sanità, Medicina e persona, presieduta da Marco Bregni, considerata nel settore un crocevia per chi vuol far carriera in Lombardia. Poi, c’è il Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, che si è costituito come Fondazione autonoma, presieduta da Emilia Guarnieri. Quella che si svolge ogni agosto è ormai una delle più importanti manifestazioni, una delle maggiori in Europa.
BANCA INTESA
L’edizione 2009 si è svolta su una superficie espositiva di 170 mila metri quadrati, ha prodotto ricavi per 7,4 milioni di euro, attirando 800 mila persone che durante i sette giorni della manifestazione hanno potuto scegliere tra 116 incontri e 26 spettacoli. Il fatturato, che è cresciuto di circa il 10% rispetto all’anno precedente, è stato generato al 70% da sponsorizzazioni e pubblicità. Principali partner sono Bombardier, Finmeccanica, Sai e Intesa Sanpaolo.
BENEDETTI SCONTI
Ma come funziona la galassia aziendale della Cdo? La natura della Compagnia rende difficile tracciare confini netti. In linea di massima, si possono definire scalini successivi di appartenenza alla Cdo. Il primo è quello di chi utilizza l’associazione come uno sportello di servizi, che permette di accedere a facilitazioni burocratiche, al disbrigo di attività che per alcune pmi sarebbe troppo oneroso tenere all’interno (come le paghe) e a convenzioni per risparmiare sui servizi di telefonia o energia.
MAURIZIO LUPI
Cuore di questi servizi è il Cofidi-Cdo che, in collaborazione con Banca Intesa, facilita l’accesso al credito da parte delle pmi. Attività simili a quelle svolte da associazioni come Confcommercio e Confapi, tranne che per l’aspetto sindacale e delle relazioni industriali. «Non entreremo mai in questo campo, ci snaturerebbe», spiega Ferlini. Alcune attività si appoggiano al partner pubblico. Per esempio, Coexport, il consorzio della Cdo per l’esportazione è punto operativo di Regione Lombardia in Argentina, Cile, Cuba, Germania, Kazakhstan, Romania e Stati Uniti.
Per la verità non tutte le aziende che si iscrivono alla Cdo per accedere a queste facilitazioni poi militano attivamente nella Compagnia. «Ci siamo iscritti per avere facilitazioni nella telefonia, ma poi ce ne siamo disinteressati», racconta, per esempio, Alberto Franceschini, amministratore delegato di Ambromobiliare, piccola merchant milanese.
PARLA CON ME
Il secondo gradino è invece affrontato da chi trova nella Cdo occasioni di business, incontrando altre aziende che poi diventano clienti, fornitori, o, addirittura, soci in joint-venture. Aziende che, al tempo stesso, sperano di avere vita più facile con le pubbliche amministrazioni locali lombarde, dove la presenza dei fan di Don Giussani è fortissima. La ricerca di occasioni di incontro fra le imprese è lo scopo del Matching, il più importante evento organizzato dalla Cdo di Milano. La quinta edizione, dal titolo Innovare, internazionalizzare si svolgerà dal 23 al 25 novembre.
DA MILANO LUIGI ROTH
Un esempio di accordi stipulati grazie alla mediazione Cdo è quello tra la Per spa di Peschiera Borromeo e la genovese Rgi. La prima, diretta da Stefano Sala è stata fondata nel 2007 e opera nel recupero dei danni derivanti alle imprese da incendi e allagamenti. La seconda, è stata costituita nel 1987 da Ercole Gialdi e si occupa della disinfestazione di opere d’arte con il metodo dell’anossia (mancanza di ossigeno), attraverso un macchinario brevettato che si chiama Veloxy: le due aziende potrebbero integrarsi in un prossimo futuro.
Grazie alla Cdo si sono entrate in contatto tre aziende palermitane di informatica, la Sg Sait di Antonino Verro (system integration elettrica ed elettronica nel settore della sicurezza), la Glowing technologies e la Starbeam di Giovanni Termini. Dopo l’incontro, le tre aziende si sono fuse e hanno dato vita, insieme a marchi minori, a una nuova impresa: Cseven.
FIERI DELLE FIERE
La passione per la sinergia fra imprese è tra i motivi della fortissima presenza dei discepoli di Don Giussani nel mondo fieristico lombardo. Rappresentante storico di Cl in questo ambito è Luigi Roth, da 9 anni presidente della Fondazione fiera di Milano (1 miliardo di patrimonio), oltre che di Terna e della Banca popolare di Roma. Il mandato di Roth, non più prorogabile, è però in scadenza a fine 2009. Il sessantottenne manager ciellino è anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Avvenire, Cariferrara e Ospedale maggiore di Milano.
5MAG30 ERMOLLI
L’altro uomo chiave è Maurizio Lupi, amministratore delegato del Milano Convention center dal 1994 a oggi. Lupi, che appartiene a Forza Italia ed è stato per alcuni anni assessore all’Urbanistica del comune di Milano, è oggi vice presidente della Camera dei deputati e, soprattutto, capocorrente di Cl nei palazzi romani. Inoltre, è considerato fra i papabili per la candidatura a sindaco di Milano dopo la scadenza del mandato di Letizia Moratti.
Nonostante l’attività politica, Lupi non ha mai abbandonato gli incarichi manageriali in Fiera. Presidente del Milano convention centre è un altro ciellino storico, Giuseppe Zola, già vice-sindaco dc di Milano all’epoca delle giunte Borghini. Zola è anche presidente della Compagnia delle opere Nordest. Presidente della Gefi, Gestione fiere, è Antonio Intiglietta, che è anche a capo della Cdo Lombardia. Gestione fiere, che organizza Artigianifiera ed Expo Italia Real estate, fattura 20,3 milioni di euro, con un utile netto di 3,3 milioni.
Intiglietta è pure presidente di Media Expo. Inoltre, in questo settore la Compagnia delle opere spesso affianca Promos (l’azienda speciale della Camera di commercio di Milano guidata da Bruno Ermolli, manager vicinissimo a Silvio Berlusconi) nella promozione all’estero del sistema fieristico lombardo, condotta grazie a un finanziamento regionale. Il trait d’union fra le due realtà è Sandro Bicocchi, vice presidente di Promos ed ex direttore generale della Cdo, carica che ha lasciato per diventare prima amministratore delegato di Fiera di Milano International e poi amministratore delegato della società di software Opera 21.
GUIDO PODESTA
SUSSIDIARIETÀ & SANITÀ
Il terzo e più importante livello di appartenenza all’associazione si riassume con una parolina che sembra di poco conto ma è potentissima: sussidiarietà. Per Giorgio Vittadini, che quando ha lasciato la guida della Cdo si è dedicato alla costruzione della fondazione per la Sussidiarietà, si trarra di «una modalità di sviluppo, che riconosce e valorizza l’iniziativa del singolo, delle formazioni sociali e delle pmi». In pratica, è un modello che favorisce l’affidamento a privati di servizi in precedenza svolti dal pubblico, che ne diventa finanziatore e supervisore.
A giudizio dei critici, «con la sussidiarietà la Regione Lombardia di Roberto Formigoni ha alimentato migliaia di società, cooperative e fondazioni», rileva Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi, uno dei pochi oppositori agguerriti che il governatore ha in seno al Pirellone, «creando un potere parallelo che si autoalimenta e svuota lo Stato dall’interno».
Quando vale la sussidiarietà? A livello nazionale è impossibile fare una stima, anche perché appalti, delibere e affidamenti sono divisi fra decine di migliaia di sigle. In Lombardia, negli anni della presidenza Formigoni, otto dei 16 miliardi di euro di spesa sanitaria sono passati ai privati. Di questi 8 miliardi, una buona metà è confluito nella galassia ciellina, attiva anche in formazione, istruzione, volontariato e servizi alla persona di vario tipo. Considerando tutto, per aziende e cooperative vicine alla Cdo il business della sussidiarietà vale circa 5 miliardi di euro nella sola Lombardia.
FORMIGONI TRA ALESSANDRO CATTANEO, SINDACO DI PAVIA, E GIANFRANCO ABELLI
Ai quali bisogna aggiungere affidamenti e appalti nelle altre regioni dove i seguaci di Don Giussani sono politicamente forti: Piemonte, Veneto e Nordest (dove Cl-Cdo è alleata con la Lega). Ma anche Emilia (dove c’è un asse con le cooperative rosse), Toscana e, sempre di più, le regioni del Sud Italia.
In Lombardia la sussidiarietà ha fatto nascere centinaia di imprese attive nel confine tra pubblico privato, e, non di rado, direttamente possedute o guidate da politici, ex o ancora attivi. Come il gruppo Della Frera, che fattura circa 25 milioni di euro, impiega 500 dipendenti e controlla il Polo geriatrico riabilitativo (case di riposo a Milano e Cinisello Balsamo che operano in convenzione con la regione) e l’Hotel Villa Torretta, un quattro stelle di proprietà del Parco Nord Milano, che l’ha concesso in gestione gratuita per 60 anni in cambio della ristrutturazione.
FORMIGONI BALLA CON 3 RAGAZZE – NOVELLA 2000
Il ciellino Guido Della Frera fa da 15 anni politica in Forza Italia, prima come consigliere comunale di Milano e presidente della commissione Lavori pubblici, poi come assessore regionale agli Affari generali (tra il 2002 e il 2003). Della Frera gestisce il Polo geriatrico riabilitativo dal 2002, prima come manager di cooperative sociali, che successivamente (2006) gliene cedono il controllo diretto.
LAP SC20 ROBERTO FORMIGONI
Dal 2003 Della Frera non ha più incarichi amministrativi, ma ha continuato sempre a fare politica nel partito. L’ultima fatica, nell’estate 2009, è stata quella di coordinatore della campagna elettorale di Guido Podestà per la provincia di Milano. In campo sanitario-assistenziale la maggiore azienda della galassia ciellina è però il gruppo Arkimedica, che ha Claudio Cogorno come presidente e amministratore delegato.
Cogorno è il numero uno della Cdo a Crema. Arkimedica, quotata in Borsa, ha una strategia di «acquisizioni federative». In pratica, prende partecipazioni (fino ad oggi sono 45, per un giro d’affari complessivo di 200 milioni di euro circa) in strutture sanitario assistenziali già esistenti e convenzionate con le regioni. Queste partecipazioni sono pagate con azioni di Arkimedica.
In campo sociale, la parte del leone viene svolta dalle cooperative che fanno riferimento a Valter Izzo, responsabile della Cdo Non Profit di Milano. Izzo, anche presidente dell’Asilo Mariuccia e della fondazione Esae, è promotore del gruppo La Strada, un insieme di imprese sociali con 25 strutture operative a Milano e provincia. Legatissima a Cl anche la Fondazione banco alimentare della Lombardia.
Passando dal sociale alla formazione, da segnale l’associazione Consorzio scuole e lavoro, che raduna 27 cooperative territoriali, che danno lavoro a quasi 600 persone e producono un fatturato superiore ai 60 milioni di euro. Lo guida il torinese Dario Odifreddi, responsabile formazione e lavoro della Cdo nazionale, nonché presidente della Cdo piemonte e della fondazione Piazza dei mestieri.
TRA GROSSI E GRASSI
Società della galassia ciellina sono presenti anche in settori molto dipendenti dalla mano pubblica come i rifiuti e le mense. Del primo campo si occupano da tempo alcune aziende di Massimo Ferlini, il presidente di Cdo Milano. I rifiuti e la generazione di energia dal loro trattamento sono anche l’attività delle aziende che fanno capo a Giuseppe Grossi, l’imprenditore della Cdo finito recentemente sotto inchiesta per presunte dazioni di denaro a Rosanna Gariboldi, moglie di Giancarlo Abelli, deputato ciellino di Forza Italia, già assessore alla Sanità in Lombardia.
Grossi è presidente della holding Green holding (controllata dalle finanziarie lussemburghesi Double Green sa e Adami sa), azionista di riferimento delle società industriali Rea Dalmine (38 milioni di ricavi e 3,4 di utile) e Sadi (73,4 milioni di ricavi e 3,4 di utile). L’imprenditore è anche consigliere della Fondazione San Raffaele, sua socia al 50% nella start-up Blu energy (1,7 milioni di euro di ricavi) che produce elettricità generata dal trattamento di rifiuti.
Nelle mense la parte del leone è della cooperativa romana La Cascina, giunta recentemente agli onori delle cronache per presunti favori fiscali. Guidata dal presidente Giorgio Federici, La Cascina fattura 200 milioni di euro con un utile di 400 mila.
MANAGER PUBBLICI TARGATI CL
Società sussidiarie e pubbliche compongono un blocco di potere che in Lombardia è tanto forte e robusto da far scrivere a Eugenio Scalfari, nel 2008, che «nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere». Un paragone che la Compagnia delle opere respinge con forza. Tra i manager pubblici simpatizzanti, spicca Alberto Daprà, che è presidente sia di Cdo informatica, ma anche di Lombardia informatica (216 milioni di euro di fatturato 2009) il grande centro appaltante di tutto l’It regionale, sia della cooperativa Innovazione più. In precedenza Daprà aveva fondato e diretto Txt e-solution, portandola fino alla quotazione. Un altro importante manager regionale targato Cl è Marco Nicolai, presidente della finanziaria regionale Finlombarda.
C’è poi Raffaele Cattaneo che, oltre a essere assessore regionale alle Infrastrutture è presidente del consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde, grande centro appaltante del settore. Cattaneo è uno dei quattro assessori regionali ciellini doc. Gli altri sono Luciano Bresciani (Sanità), Giulio Boscagli (Famiglia e solidarietà sociale), Romano Colozzi (Finanze). Della cordata fanno parte anche il consigliere Marco Sala e il segretario generale Nicola Sanese, ex deputato dc, da molti considerato come una sorta di vice governatore de facto.
Tornando a Infrastrutture Lombarde, del cda fa anche parte il già citato Guido Della Frera. In campo sanitario, Pasquale Cannatelli presiede il Niguarda, e Alberto Guglielmo il San Matteo di Pavia. Mentre Giancarlo Cesana è recentemente diventato presidente della maggior struttura lombarda: l’Ospedale maggiore, policlinico Mangiagalli e Regina Elena. Cesana è da sempre indicato come il leader laico di Cl. Vicinissimo a Don Giussani, da molti viene considerato come il numero due de facto (anche se non ha incarichi formali) dell’organizzazione. La rete ciellina si sta estendendo al mondo della finanza, dove anche in aziende fino a ieri estranee alla galassia dei fan di Don Giussani cresce la presenza di manager che appartengono alla potente organizzazione. In questo ambito gli astri nascenti sono soprattutto Graziano Tarantini e Claudio Artusi.
Tarantini è l’uomo che ha fatto nascere e crescere la Cdo a Brescia. Avvocato, fondatore dello studio Gft & partners, è presidente del consiglio di sorveglianza di A2A, vice presidente della Banca popolare di Milano e presidente della sua controllata Banca Akros. Claudio Artusi, dal 2005 all’estate 2009 numero uno di Fiera di Milano, è invece amministratore delegato di Citylife. Artusi ha una solida sponda in consiglio comunale, ovvero l’assessore allo sviluppo del territorio Carlo Masseroli, pure lui ciellino. Infine, presidi storici di Cl nel settore finanziario sono Angelo Abbonio e il già citato Roth. Abbondio, che per molti anni è stato vice presidente e tesoriere della Cdo, è fondatore e presidente di Symphonia sim (acquisita nel 2007 da Banca Intermobiliare) e fa parte del cda della Fondazione Cariplo.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-10452.htm
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 11:48
@ Morpheus: hai pienamente ragione, perdona l’impeto. Grazie
Valerio Evangelista
24 nov 09 at 11:51
buongiorno a tutti,
io credo che la naturale collaborazione, che noi tutti usiamo nella vita.. in famiglia con la famiglia con gli amici e con la società porta a collaborazioni, che con il passare del tempo diventano molto forti, attraverso i secoli di questa forma collaborativa.. è che se nel medioevo veniva usata come forma di corporazione economica di tutela del settore, in inghilterra funzionava.
con il passare del tempo.. come tutte le cose che nascono buone .. è diventata pericolosa è stata distorta.. per colpa sempre dei pochi.. venduti al dio potere.. e denaro..
principio di collaborazione, che va condannato fino ad un certo punto, se pensiamo ad integrazioni e civiltà.. siamo noi mondo che rendiamo le cose cattive.., chi non acquista magari il dentifricio nel negozio dell’amico, chi magari non fa pubblicità allo studio dell’amico, ecc. ecc. senza contatti nemmeno si lavora..
e va da se che gli amici beneficiano dell’aiuto degli amici..
nel male e nel distorto..ovviamente appropriarsi di cose pubbliche per i pochi equivale a rubare.. è sotto questo profilo che andrebbe visto.. ovvero alcuni .. si sono appropriati di beni pubblici.., e per questo dovrebbero essere indagati.. non per altro.. ritengo che del privato ognuno dispone come meglio ritiene..
sarà un pensiero strano..
monica
24 nov 09 at 12:02
Ricordiamoci poi, che molti palazzi sono di proprietà.. del vaticano, eredità degli splendori dello stato pontificio, tra le virgole…
e di tutti i nostri connazionali.. che lì dentro lavorano come dipendenti.. e che come tutti i dipendenti, hanno l’uso di telefoni aziendali e case ..
monica
24 nov 09 at 12:11
Cari Amici,
Vi comunico che mi è appena arrivata notizia dall’ex Presidente Regionale dell’Umbria, Wladimiro Rustici l’informativa che non sarà più dei nostri data la posizione di questa Associazione Culturale per quanto riguarda la Lega Nord, Fini, e l’MPI di Daniela Santanchè del quale è, e rimane, coordinatore regionale per l’Umbria.
Una sola considerazione: le nostre posizioni sono note da tempo su tutto il web.
Quando c’è da criticare si critica, quando c’è da elogiare si elogia, quando c’è il nulla si dice, quando si attenta all’unità d’italia invocando la secessione noi siamo lontani miliardi di anni luce.
Questa dolorosa comunicazione mi fa riflettere su quanto sia importante propria un’Associazione Culturale e non un Partito o Movimento (che non abbiamo voluto fondare scientemente) ove si è costretti a seguire una linea ben marcata da principi elettorali personalistici e non di eventuali contenuti.
Proprio per questo è nata questa Associazione Culturale e come questa tante altre.
Molti di Voi hanno fatto parte di Partiti, Movimenti e tanti altri ancora ci lavorano ed hanno proprio capito l’importanza dell’Associazione Culturale come forma reale ed unica di vera vivacità intellettuale, dialettica e finanche politica.
Se qualcuno non è d’accordo su quanto scritto per esempio sul blog non è reato scrivere e motivare il proprio dissenso.
Forse è proprio il “dover motivare” che fa paura…
Noi a differenza di altri non siamo, non saremo e non cerchiamo “yes man”.
A differenza di altri non offriamo nulla sul piatto della bilancia che non la passione vera ed il senso civico di un profondo amor di Patria lontano dalle segreterie ma con qualche interlocutore che ci RISPETTA.
Il “pensiero unico” docet ma noi non siamo per il pensiero unico poichè la verità assoluta non ce l’ha in mano nessuno.
Per questo il motto SAPERE AUDE.
La Cultura fa paura perchè non sei ne “NERO” ne “ROSSO”.
Salutando l’ex Presidente Regionale augurandogli ogni successo con il movimento della santanchè sperando che non debba rinunciare a troppo di “se stesso”.
Come, a mio avviso, in questa sua decisione.
Maurizio Guarino
Presidente Nazionale
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 12:22
mi dispiace la defezione di wladimiro. ottima persona, ottima testa e soprattutto un amico.
capisco che qualcuno confonda o voglia confondere l’associazione culturale con un movimento politico.
una cosa mi sembra chiara: chi è costretto a rimanere nei recinti politici o ci vuole rimanere ha sbagliato posto qui dentro.
questo blog da sempre è stato indipendente come l’associazione che da esso è nata.
la nostra linea sia sul blog che dell’associazione è sempre stata ed è di una chiarezza che definirei “cristallina”.
indipendente non vuol dire anarchica, ma vuole dire che non si hanno padrini e padroni ma interlocutori che riteniamo validi e che ci ritengono validi. RECIPROCO RISPETTO.
un caro saluto alla “brigata” sapendo che farà bene nel contesto scelto.
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 12:44
IL MIO APPLAUSO A MAURIZIO GUARINO…
Se qualcuno non è d’accordo su quanto scritto per esempio sul blog non è reato scrivere e motivare il proprio dissenso.
Forse è proprio il “dover motivare” che fa paura…
——————————–
STRAQUOTO
monica
24 nov 09 at 12:48
x monica: logico che il dibatitto e fondamentale.
sono “famosi” i dibattiti all’interno dei partiti…
qui vengono proposte anche linee non convenzionali e non classiche (non che non siano mai esistite anche a destra), difficili.
ma è proprio il dibattito e le argomentazioni che sono l’humus della crescita e della scelta di alcune posizioni.
non si è d’accordo: giustissimo e sacrosanto.
anzi, ditò di più, spesso è anche un bene per approfondire le tante sfumature di ogni singolo problema.
cmq quoto i tuoi post di prima sul tema di oggi.
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 12:54
Caro Morfeus,
è grazie ai ribelli, o meglio a coloro che credevano nei loro sogni, che la scienza è arrivata a tanto, la medicina progredita, che abbiamo la luce nelle case e gli aerei..
Credo che uomini come Leonardo Da Vinci non fosse uno yes man
monica
24 nov 09 at 12:59
vero monica. e guarda un pò oggi fini viene attaccato da il giornale, libero e la padania: mi è sempre più simpatico
!
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 13:02
QUESTO E’ DESTRABLOG, QUESTI SONO I MEMBRI DI DESTRA RAZIONALE:
SMITH - INFILTRATE
24 nov 09 at 13:05
CRISI: CARD. BERTONE, STATO INTERVENGA PER AIUTARE CLASSI DEBOLI
(ASCA) – Roma, 24 nov – Un appello all’intervento pubblico in economia per riequilibrare quelle ”distorsioni del mercato” che portano ad ”emarginare aree geografiche periferiche, classi sociali piu’ deboli ed economie meno competitive”: lo ha lanciato questa mattina il segretario di Stato Vaticano, card. Tarcisio Bertone, parlando all’inaugurazione dell’anno accademico della Universita’ Europea di Roma di fronte al ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Il ‘primo ministro’ vaticano ha dedicato il suo ampio discorso al ”Percorso storico delle problematiche economiche in Europa. La Caritas in veritate per un nuovo umanesimo”.
Analizzando la globalizzazione dell’economia globale, Bertone ha affermato che ”e’ necessario che gli Stati stessi intervengano dove maggiori si stanno dimostrano le distorsioni del mercato nell’emarginare aree geografiche periferiche, classi sociali piu’ deboli ed economie meno competitive, nell’ambito di un rinnovato pensare dell’economia”.
Questo comportera’ l”’ampliare con nuovi paradigmi la teoria del mercato e la teoria tradizionale dell’impresa” in una economia globalizzata che ”deve essere sempre piu’ rivolta all’etica e meno al profitto”. ”Si tratta – ha concluso – di adeguare l’evidenza empirica della globalizzazione a nuove regole, fatte dall’uomo per l’uomo, per i suoi valore, per il suo miglioramento, morale e materiale, dell’intera comunita”’.
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24 nov 09 at 13:45
UE: FRATTINI, SU NOMINE LO SCONFITTO E’ SCHULZ NON L’ITALIA
(ASCA) – Roma, 24 nov – Sulla designazione della britannica Catherine Ashton alla carica di Alto commissario per la politica estera dell’Europa invece dell’italiano Massimo D’Alema (candidato ufficialmente dal Pse) ”lo sconfitto e’ il capogruppo socialista al Parlamento europeo, Martin Schulz”. Lo sostiene il ministro degli Esteri Franco Frattini, che intervenendo a ‘La Telefonata’ su Canale 5, ha fatto notare come Schulz sia la stessa persona che ”ha detto che D’Alema e’ stato sconfitto perche’ era il candidato di Berlusconi. Si e’ contraddetto”.
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24 nov 09 at 13:46
IMMIGRATI: FRATTINI, CITTADINANZA E’ TRAGUARDO NON INIZIO PERCORSO
(ASCA) – Roma, 24 nov – Il ministro degli Esteri Franco Frattini dice che ”non e’ da scartare l’idea di un meccanismo a punti per l’ottenimento della cittadinanza italiana” da parte di immigrati, tenendo pero’ presente che ”la cittadinanza non e’ l’inizio di un percorso ma il raggiungimento di un traguardo”.
Frattini, intervenendo a ‘La Telefonata’ su Canale 5, ricorda che gia’ in alcuni Paesi il meccanismo a punti ”e’ in vigore, per prendere per esempio un permesso di lunga durata che rappresenta poi l’anticamera alla cittadinanza”.
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24 nov 09 at 13:46
RAI: SCHIFANI, PLURALISMO E OBIETTIVITA’ IRRINUNCIABILI IN DEMOCRAZIA
(ASCA) – Roma, 24 nov – Nella nostra ”era dell’informazione” il problema ”non e’ quello di avere le notizie, ma di selezionarle. A questo fine la Rai riveste un ruolo fondamentale per il suo intrinseco significato di servizio pubblico” ed ha ”il dovere di rispettare il pluralismo, l’equilibrio e la correttezza dell’informazione, valori irrinunciabili della democrazia”. E’ quanto ha sottolineato il presidente del Senato, Renato Schifani, aprendo i lavori di un Seminario della Commissione di vigilanza Rai sulla Tv ed il ruolo della Rai.
La seconda carica dello Stato ha sottolineato con forza che in democrazia ”l’informazione e’ un elemento basilare” ed in questo contesto ”e’ essenziale un sistema di vero ed effettivo pluralismo, strumento non solo formale o numerico, ma di vera sostanza e di reale rappresentativita’ delle diverse opinioni”. ”E’ deveroso vigilare ogni giorno affinche’ non si sottragga al cittadino-utente la risorsa di una informazione completa ed esauriente”.
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24 nov 09 at 13:47
MAFIA: ACLI, NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI
(ASCA) – Roma 24 nov – Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani aderiscono e fanno proprio l’appello dell’associazione Libera al Parlamento e al Governo perche’ venga ritirato l’emendamento contenuto nella Legge finanziaria che autorizza la vendita dei beni confiscati alla mafia.
Lo scorso 13 novembre, infatti, – ricorda una nota – il Senato ha approvato un emendamento che modifica la legge La Torre-Rognoni del 1996, votata allora all’unanimita’ da tutte le forze politiche, che introduceva il principio del riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Grazie a questa modifica, sara’ possibile in futuro la vendita dei beni confiscati che non si riescano a destinare entro 3 o 6 mesi.
”E’ evidente il rischio – denuncia Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento Pace e Stili di vita delle Acli – che quei beni tornino nelle mani dei clan ai quali sono stati tolti. Conosciamo tutti la capacita’ delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza.
Sappiamo di cosa sarebbero capaci per riacquistare quelle ville, case e terreni che rappresentano non solo beni materiali ma altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi”.
”Il riutilizzo sociale di questi beni – aggiunge Cucciniello – ha consentito invece di creare occupazione e sviluppo, insieme ad una mentalita’ comune, soprattutto tra i giovani, di rispetto della legalita’ e di rifiuto della criminalita’ organizzata”.
Le Acli, dunque, che gia’ furono tra i promotori della campagna che porto’ alla legge del 1996 sull’uso sociale dei beni confiscati, si uniscono oggi alla mobilitazione di Libera per ottenere il ritiro dell’emendamento ”incriminato’, a partire dalla raccolta di firme in calce alle petizione Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra (sul sito: http://www.libera.it) e dall’iniziativa di questa mattina a Roma, presso la bottega della legalita’ intitolata proprio a Pio La Torre, che pago’ con la vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.
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24 nov 09 at 13:48
REGIONALI/LAZIO: MONTINO, CON UDC SIAMO SULLA BUONA STRADA
(ASCA) – Roma, 24 nov – Con l’Udc ”non e’ in corso alcuna trattativa ma un confronto, a volte lontano, qualche volta piu’ vicino. Credo pero’ che siamo sulla buona strada e mi auguro che si possa andare avanti in questa direzione”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino, parlando di una possibile alleanza con l’Udc per le prossime elezioni regionali.
”Ci sono dei segnali positivi – ha aggiunto a margine dell’Assemblea Uir – i punti programmatici dell’Udc sono abbastanza condivisibili”.
Montino non si e’ voluto sbilanciare sul nome del candidato: ”E’ l’ultima cosa rispetto alla coalizione, che si fanno dopo un confronto sui programmi. Anche perche’ – ha concluso – non ci puo’ essere coalizione se, ad esempio, sulla sanita’ o sulle infrastrutture la si pensa in modo diverso”.
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24 nov 09 at 13:49
TERRORISMO: MARONI, MINACCIA INSIDIOSA PER TUTTA AREA MEDITERRANEO
(ASCA) – Venezia, 24 nov – Il terrorismo e la criminalita’ organizzata ‘’sono due minacce potenzialmente insidiose per tutta l’area del Mediterraneo ed in continua evoluzione che dobbiamo sapere prevenire e contrastare con un programma comune condividendo le piu’ avanzate esperienze”. Cosi’ il ministro degli Interni, Roberto Maroni, aprendo la 14ma conferenza dei ministri dell’Interno del Mediterraneo Occidentale di Venezia.
”Terrorismo e criminalita’ organizzata – ha sottolineato Maroni – sono in continua evoluzione in tutto il territorio mediterraneo: dobbiamo saper prevenire e contrastare questi fenomeni con un programma comune condividendo le piu’ avanzate esperienze”. Soffermandosi sul terrorismo, il titolare del Viminale ha aggiunto che ”e’ necessario migliorare le strategie contro un fenomeno che mostra una persistente capacita’ offensiva legata anche a processi di radicalizzazione”.
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24 nov 09 at 13:50
CRISI: CARD. BERTONE, ”EXIT STRATEGY’ E’ RITORNO ETICA IN ECONOMIA
(ASCA) – Roma, 24 nov – Piu’ che di una ”exit strategy” dalla crisi economica globale c’e’ bisogno di una ”morale reentry” di un ”ritorno della morale”, ovvero della ”responsabilita’ della persona, prima che dei governi, verso gli altri e la loro dignita”’. A ricordarlo, questa mattina, e’ stato il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nell’ampia lezione dedicata al ”Percorso storico delle problematiche economiche in Europa. La ”Caritas in veritate’ per un nuovo umanesimo”, pronunciata in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico della Universita’ Europea di Roma di fronte al ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
”Si e’ giunti alla crisi finanziaria – e’ stata l’analisi del ”primo ministro’ vaticano – oltre che per la persistenza di gravi squilibri strutturali nell’economia mondiale, perche’ si sono trascurate le dimensioni etiche della finanza”, ovvero, ”e’ stata dimenticata la sua vera natura, quella di essere strumento nobile e positivo, che indirizza l’impiego delle risorse risparmiate li’ dove favoriscono l’economia reale, il benessere, lo sviluppo di tutti gli uomini”.
Il card. Bertone ha puntato il dito contro il distacco dell’economia finanziaria dall’economia reale e contro la ”diffusione a livello di cultura popolare dell’ethos dell’efficienza come criterio ultimo di giudizio e di giustificazione della realta’ economica”. I guasti, ”anche morali”, della crisi, secondo il Segretario di Stato, ”discendono proprio dall’insostenibilita’ di quei comportamenti che distruggono gli equilibri su cui si reggono la tenuta della societa’ e le sue possibilita’ di sviluppo”: una ”insostenibilita”’, pero’, che non e’ ”il risultato di una patologia del sistema” quanto ”frutto di una esasperazione” della stessa logica che sta alla base del capitalismo, ovvero quella della ”accumulazione, la quale per natura e’ illimitata”, ‘’sterminata”, e non conosce ne’ accetta limiti.
”Si puo’ opporre – si e’ chiesto il cardinale – a questa logica dissennata dell’illimitato l’etica dei limiti?”. Sono domande, ha osservato Bertone, che segnalano ”l’urgenza, piu’ che di una via d’uscita (exit strategy) di una moral reentry: il rientro della morale. Cio’ significa, anzitutto, responsabilita’ della persona, prima che dei governi, verso gli altri e la loro dignita”’.
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24 nov 09 at 13:51
CRISI: CARD. BERTONE, ANCHE MODELLO SOCIALE EUROPEO HA RADICI CRISTIANE
(ASCA) – Roma, 24 nov – L’Europa, ”anche sotto il profilo sociale ed economico”, cosi’ come il ”moderno stato sociale” non sarebbero cosi’ come lo conosciamo senza il ”movimento benedettino e francescano, da cui hanno avuto origine innovazioni fondamentali anche per quella che sarebbe poi diventata l’economia di mercato”. Lo ha ricordato questa mattina il segretario di Stato Vaticano, card. Tarcisio Bertone, parlando all’inaugurazione dell’anno accademico della Universita’ Europea di Roma di fronte al ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
”I carismi sociali di tanti fondatori di ordini religiosi – ha detto nella sua lezione – che hanno dato vita ad ospedali, scuole, opere caritative, hanno segnato la nascita e lo sviluppo del moderno stato sociale”. ”L’Europa – ha aggiunto – non sarebbe come oggi la conosciamo anche sotto il profilio sociale ed economico, senza il movimento benedettino o quello francescano, da cui hanno avuto origine innovazioni fondamentali anche per quella che sarebbe poi diventata l’economia di mercato”. ”Tutte esperienza – ha concluso – a movente ideale spirituale, certamente, ma che hanno arricchito e in certi casi determinato lo sviluppo economico e sociale dei nostri paesi”.
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24 nov 09 at 13:52
ACQUA: ALEMANNO, PRIVATIZZAZIONE LIBERERA’ RISORSE PER INVESTIMENTI
(ASCA) – Roma, 24 nov – La privatizzazione dei servizi pubblici locali liberera’ risorse per investimenti in nuove infrastrutture. Ne e’ convinto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenendo all’assemblea dell’Uir.
”Il decreto Ronchi e’ positivo. Le polemiche stucchevoli che ci sono state sono solo un modo demagogico di trasmettere ai cittadini i contenuti di questa importante riforma” ha detto Alemanno, per il quale il dl Ronchi ”permettera’ di liberare risorse che verranno reinvestite in nuove infrastrutture”.
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24 nov 09 at 13:52
FISCO: BONANNI, ABBASSARE TASSE AI LAVORATORI
(ASCA) – Roma, 24 nov – ”Abbassare le tasse dei lavoratori con la riduzione della spesa pubblica. Basta il 5% di riduzione del bilancio statale”. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, chiede al governo un taglio forte delle tasse per le famiglie, i lavoratori e i pensionati. A margine del convegno Business International, Bonanni invita l’esecutivo ad andare a vedere ”812 miliardi di bilancio pubblico per ricavarne un 5%” (circa 40 miliardi) per queste finalita’.
Bonanni, invita poi a fare ”un avviso comune” tra imprese e sindacati per andare dal governo e presentare questa proposta.
Infine il segretario generale della Cisl ha invitato tutti a ”lavorare per individuare cio’ che va soppresso” tra le inefficienze, e ha invitato inoltre ”a fare qualcosa e presto per la tracciabilita’ delle spese di ciascuno”.
Infine ha ricordato che in merito al federalismo fiscale, il rischio e’ come nel Gattopardo”: cambiare tutto – ha detto – per non cambiare niente”.
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24 nov 09 at 13:53
ACQUA: PDL SENATO, SORPRESA PER CONTRADDIZIONI DEL GARANTE PRIVACY
(ASCA) – Roma, 24 nov – ”Forte preoccupazione” e’ espressa in una nota della presidenza del gruppo al Senato del Popolo della Liberta’ per la nota emessa dal Garante per il trattamento dei dati personali nei giorni scorsi in riferimento alle nuove norme del telemarketing contenute nel cosiddetto decreto legge Ronchi recentemente approvato in via definitiva dal Parlamento.
”Ricordiamo i numerosi momenti di confronto con l’Autorita’ voluti dai parlamentari che hanno seguito il provvedimento, proprio al fine di renderlo il piu’ possibile conforme alle osservazioni piu’ volte venute dall’organismo di garanzia – continua la nota -. Sorprende quindi la nota visto che quasi tutto cio’ che e’ contenuto nel testo e’ frutto di un attento e puntuale confronto che non era ne’ obbligatorio ne’ vincolante, ma che e’ stato voluto proprio per una migliore qualita’ dell’attivita’ legislativa.
Evidentemente ci sono contrasti interni all’Autorita’ garante per il trattamento dei dati personali che hanno costretto ad emettere un comunicato che non corrisponde a quanto avvenuto ed alla qualita’ del sereno e costruttivo confronto tra il Parlamento e l’Autorita’ stessa”.
”Cio’ che e’ stato deciso dal Parlamento tiene ampiamente conto delle preoccupazioni che il presidente Pizzetti aveva espresso pubblicamente e anche nei contatti istituzionali con organismi diversi dall’Autorita’ da lui presieduta. La collaborazione tra istituzioni ovviamente non cancella la diversita’ di opinioni, ma un minimo di correttezza avrebbe comportato il riconoscimento da parte dell’Autorita’ della serenita’ con al quale sono stati affrontati i problemi, con la volonta’ di garantire gli utenti dall’invadenza della vita privata, gli operatori per un’effettiva parita’ nell’esercitare le attivita’ di telemarketing, i lavoratori che sono impegnati in questo settore che rappresenta una cospicua risorsa occupazionale. Si prende atto con rammarico del comunicato – conclude la nota – e al tempo stesso che la legge e’ stata firmata dal Capo dello Stato e quindi e’ norma vigente”.
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24 nov 09 at 13:53
ACQUA: DOMANI A PALERMO SIT-IN SINDACI CONTRO PRIVATIZZAZIONE
(ASCA) – Palermo, 24 nov – Domani, alle ore 10, di fronte Palazzo dei Normanni a Palermo si terra’ una manifestazione di amministratori pubblici contro la privatizzazione dell’acqua: sindaci, consiglieri comunali e assessori di oltre 100 comuni di tutte le province siciliane saranno in sit-in di fronte il Parlamento regionale per dire ”NO’ alla privatizzazione e per chiedere all’Ars la rapida approvazione del disegno di legge che prevede il ritorno alla gestione pubblica delle reti idriche. ”Chiederemo – dice Giovanni Panepinto, deputato regionale del PD e sindaco di Bivona (Ag) – che la Regione siciliana faccia valere la propria autonomia legislativa di fronte alla devastante norma, recentemente approvata dal parlamento nazionale, che di fatto spiana la strada alla ”privatizzazione delle acque’ in Italia”.
BREAKING NEWS
24 nov 09 at 13:54
Quello che appare devastante, quello che appare “rovinoso” per la vita sociale e per il costume politico italiano, è che sembra ormai assodato per la gente comune, che un uomo politico si debba arricchire.Mentre una volta i politici dovevano arrivare a certi livelli o “rubare”, oggi è sufficiente che vengano nominati anche in società modeste come le “municipalizzate”, le società di proprietà dei comuni.Queste ultime, assieme al settore sanitario, rappresentano il vero “cancro” dei governi locali, il luogo dove la mala amministrazione, lo sperpero, il clientelismo ed i “favori”, raggiungono il massimo possibile.Se nel governo nazionale si possono ritrovare uomini con livelli di eccellenza, la tipologia degli amministratori locali, specie al sud, è costituita da signori di “basso profilo” aventi il solo intento di sistemare gli amici e di fungere da collettore elettorale nelle occasioni importanti.
Per la criminalità organizzata, per le organizzazioni malavitose, ma anche per i semplici “furbi”, nutrirsi in questo “plancton”, sguazzare in questa palude, è un gioco da ragazzi.Poche sere fa in tv, abbiamo sentito di un deputato che, oltre a far poco a montecitorio, riceve un ricchissimo stipendio(300.000 euro) nel consiglio dell’EXPO di Milano;questa è la politica oggi, questo il vero business italico!Non esistono altre attività così soddisfacenti, appaganti, considerando che l’economia si riprenderà ma solo di poco, perchè la ripresa sarà debole, effimera, drogata e ravvivata esclusivamente dagli interventi statali.Recentemente a fine ottobre, mi è capitato di pagare in un parcheggio di Firenze 3 euro per ora, cioè 72 euro al giorno;vista da questo profilo l’italia appare ormai un paese “fuori controllo”.Con un rapporto deficit\pil al 5% e con il debito\pil al 120%, il belpaese viaggia inesorabilmente verso il buco nero, verso il punto di non ritorno, dove una nazione occidentale si trasforma in una “repubblica delle banane”.I capitali stranieri non sono attratti in Italia, se non dalle mafie, essendo stati ormai globalmente delocalizzati in paesi a più basso costo ed a più alta redditività.Mi sembra assolutamente scontato che se un governo, qualunque esso sia, vuole dare una sistematina al paese, deve porsi come problema primario il contenimento prima e la riduzione della spesa pubblica poi.Ne va ormai della sopravvivenza stessa della nazione.
LUIGI CARDARELLI
POSTA DESTRA RAZIONALE
24 nov 09 at 14:00
Non v’è pensiero tanto eccelso che: non supponga più verità di quante ne stabilisca..
———————————
era il Metastasio???
ritengo che la verità fa male.. lo hanno affermato in molti nel passato…
Freud come anche Gibran infatti, descrivevano il grado di animosità che si sviluppa sempre quando questa emerge..
più si nega l’evidenza, più questa è reale..
poi sai tanti nemici…
monica
24 nov 09 at 14:03
monica… è lampante il dato che evidentemente facciamo paura ed abbiamo un bel seguito… sic sempliciter… è una chiara e manifesta situazione accaduta data la forza del nostro pensiero e la ramificazione in atto sul territorio di settimana in settimana…
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 14:06
monica c’è posta per te
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 14:06
POSTA DESTRA RAZIONALE – ATTIVAZIONE NUOVO SERVIZIO DI DIVULGAZIONE:
SE QUALCUNO DI VOI DESIDERA INVIARE UN COMUNICATO STAMPA, UN ARTICOLO, UN PROPRIO PEZZO DA INSERIRE ALL’INTERNO DEI POST DEL BLOG http://www.destrablog.eu SCRIVA A: destrarazionale@gmail.com .
IL PEZZO SARA’ INSERITO CON APPOSITO AVATAR (@ AZZURRA).
CON VIVA CORDIALITA’.
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 14:08
morfeus posta per te
bellissimo il servizio postale..
monica
24 nov 09 at 14:14
tutto ok monica. don’t worry be happy!
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 14:20
DIPARTIMENTO PARI OPPORTUNITA’ DONNE – LA DESTRA
Carissime/i,
ho indetto una riunione del Dipartimento PO- Donne per il giorno 3 dicembre dalle 11,30 alle 17,00, nella Sede nazionale del partito in via Luisa di Savoia –Roma.
E’ necessario iniziare a conoscerci e valutare l’interesse di ognuna/o nei confronti del Dipartimento.
Questo primo incontro segnerà l’abbrivio della programmazione di cui tutti voi sarete protagoniste/i con idee, iniziative e proposte.
Stenderemo un calendario di appuntamenti, ove possibile, anche territoriali.
Ragioneremo su un incontro con il Ministro Carfagna.
Stabiliremo la nostra incisività alle prossime elezioni di marzo.
Questi, alcuni argomenti su ci confronteremo.
annaritaguarracino@hotmail.com .
In attesa di riscontro, vi saluto Anna Rita Guarracino
Responsabile nazionale.
da titti monteleone
POSTA DESTRA RAZIONALE
24 nov 09 at 14:32
50.000 poltrone in meno, una goccia nel mare della spesa pubblica
Written by Gionata Pacor
Poco più di un mese fa segnalavamo che il Parlamento aveva votato contro l’abolizione delle province. Il PDL aveva affermato di voler trattare l’abolizione delle province inquadrandola in un più ampio riordino degli enti locali. Il riordino è arrivato, e prevete un taglio di 50.000 poltrone a livello di consiglieri e assessori comunali e provinciali. Come riporta Il Giornale, “oggi l’esercito dei consiglieri comunali conta 120.490 uomini; con la nuova normativa saranno 29.345 in meno per un taglio del 24%. Stessa limatura per i membri dei parlamenti provinciali: oggi sono 3.246, domani saranno 2.650 per una riduzione del 18%. Analogo discorso per i governi degli enti locali: 14.543 assessori comunali in meno (-41%) e 220 assessori provinciali in meno (-26%).”
La riduzione riguarda quindi solo il numero di politici che costituirà i prossimi consigli comunali e provinciali, e non toccherà in nessun modo i dipendenti pubblici o i servizi forniti ai cittadini. Con questa riforma si risparmieranno almeno 200 milioni di euro. Tutto bene quindi? Non proprio.
Le province non sono state abolite. Con la loro abolizione si risparmierebbero 120 milioni di soldi che oggi vanno a finire nelle tasche dei politici (l’attuale riordino degli enti locali prevede risparmi per soli 20 milioni circa sui consigli provinciali). Oltre al risparmio sugli stipendi dei politici, si dovrebbe tener conto degli oltre 56.000 dipendenti delle provincie: l’accorpamento dei diversi uffici provinciali in uffici unici regionali consentirebbe delle forti riduzioni di personale. Le province costano 16 miliardi di euro l’anno. E’ difficile dire quanto si potrebbe risparmiare. Il Ministro Tremonti tempo fa avrebbe detto che il risparmio sarebbe “solo di 200 milioni di euro”. Capisco che Tremonti ha a che fare con un bilancio di 750 miliardi di euro l’anno di entrate e 800 miliardi di euro di uscite. Ma se si comincia con i “solo 200 milioni di euro” allora non si andrà mai a fare pulizia delle miriadi di piccoli sprechi dello Stato a tutti i livelli. Se fossero soldi suoi siamo sicuri che il Ministro Tremonti non direbbe “sono solo 200 milioni”. Ma visto che si tratta di soldi dei contribuenti può trattarli come se fossero soldi di nessuno. E se Tremonti ha fama di essere quello si oppone a tutte le maggiori spese, scontentando tutti i ministri, potete capire quale sia l’andazzo nei palazzi.
Nella riforma degli enti locali non c’è poi nessun accorpamento di comuni, né l’abolizione delle comunità montane. L’Italia ha 8.100 comuni, con una popolazione media di 7.400 abitanti. La Germania ha 1.600 comuni, con una popolazione media di 50.000 abitanti. In genere tutti i comuni sotto i 5000 abitanti (che sono 5800 circa) potrebbero essere accorpati ai comuni più grandi. In questo modo i comuni italiani diventerebbero 2300 circa, portando un’ulteriore riduzione del numero di sindaci ed assessori, di giunte e di consiglieri da pagare, con un risparmio di almeno 500 milioni solo per gli stipendi ai consiglieri comunali. Ciò non toglie che anche i comuni sopra i 5000 abitanti potrebbero fondersi. Nell’ambito di questo processo si potrebbero abolire le comunità montane, nate tra l’altro per l’esercizio associato delle funzioni comunali. Esse dispongono di 7.500 dipendenti e costano 170 milioni di euro l’anno, 70 dei quali vanno nelle tasche dei politici che le amministrano. Le comunità montane potrebbero essere trasformate in comuni, accorpando tutti i comuni che le compongono. Per non parlare poi dei risparmi generati dall’accorpamento dei vari uffici comunali, che oggi vedono impiegati più di 420.000 dipendenti, per un costo di 56 miliardi di euro.
Insomma, la riforma degli enti locali è un passo avanti ma decisamente troppo piccolo: 50.000 poltrone in meno, ma principalmente quelle dei consiglieri comunali e provinciali, che fanno un’attività part time e pagata poco. Tra consigli circoscrizionali, comuni, province, regioni e comunità montane oggi l’amministrazione pubblica conta più di 150.000 politici (che solo con i loro stipendi costano più di 1200 milioni l’anno, senza contare gli oltre 200 milioni l’anno di rimborsi elettorali) e 560.000 dipendenti (per un costo complessivo di 110 miliardi di Euro). Visto che sono soldi nostri, ci permettiamo di riprendere le parole di Tremonti e di dire che con questa riforma degli enti locali “i tagli sarebbero solo di 200 milioni”. Decisamente troppo pochi.
L’iter parlamentare della Riforma degli Enti Locali deve ancora partire. Con NeoLib (e con la costituenda ConfContribuenti) cercheremo dei parlamentari disponibili a proporre degli emendamenti al testo di legge della riforma nelle direzioni sopra indicate.
http://www.neolib.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=350:50000-poltrone-in-meno-una-goccia-nel-mare-della-spesa-pubblica&catid=8:contro-le-tasse&Itemid=7
POSTA DESTRA RAZIONALE
24 nov 09 at 14:35
Salve,
il Circolo Futurista è lieto di invitarti sabato 28 novembre dalle ore 18:00 presso i suoi locali per una serata all’insegna della Cultura e del Futurismo “da bere”!
Il programma della serata, presentata dall’estro di Alessandro D’Agostini del “Movimento Giovani Poeti d’Azione”, è così composto:
ore 18.00: APERITIVO FUTURISTA a cura di “ZenZero” al costo di 8 euro (non obbligatorio)
ore 19.00: PRESENTAZIONE LIBRO “Sottrarsi al cielo” di Amedeo Renzulli
INGRESSO GRATUITO
IN ALLEGATO LA LOCANDINA DELL’EVENTO
–
La Bellezza è nell’Azione!
Circolo Futurista Casal Bertone
Direzione e Sede:
Roma – Via degli Orti di Malabarba, 15/a
Tel. +39 3403025810 – 06 64260355
E-mail: circolofuturista@gmail.com
Sito internet: http://www.circolofuturista.org
POSTA DESTRA RAZIONALE
24 nov 09 at 14:37
Quarrata, 21 Novembre 2009
Al Presidente del Consiglio Comunale
Massimo Sauleo
Al Segretario Generale
Dott. Giuseppe Aronica
Mozione: Utilizzo acqua potabile dell’acquedotto nelle sedute della Giunta, Consiglio Comunale e Commissioni Consiliari.
I gruppi consiliari di CittàPerTE e UDC,
premesso che
l’utilizzo di bottiglie di acqua minerale ha un notevole impatto ecologico sia per quanto riguarda l’acqua che per lo smaltimento del contenitore;
crediamo importante che gli amministratori del Comune e i consiglieri comunali diano un segnale importante nella direzione di maggiore responsabilità ecologica
impegnano
Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale a:
- adottare durante lo svolgimento della Giunta, delle Commissioni Consiliari e del Consiglio Comunale l’utilizzo di acqua potabile dell’acquedotto al posto dell’acqua minerale in bottiglia.
Alessandro Cialdi
UDC Quarrata
Gabriele Pratesi Lista Civica CittàPerTe
Andrea Mazzoni
UDC Quarrata
***
Molte polemiche sulla bontà dell’acqua. L’amministrazione di Quarrata ritiene che migliore di quella dell’acquedotto e di Publiacqua non ce ne sia. Ma però…. (anche se non si dice)…
Ma però adopera solo bottiglie di acqua minerale. Così UDC e Cittàperte passano al contrattacco in maniera provocatoriamente ironica. A buon diritto.
D’ora in poi – chiedono – mettiamo delle belle caraffe di acqua presa dal rubinetto. Magari (aggiungiamo noi), per evitare qualche trucco possibile, le caraffe riempiàmole dalla fontana dell’impero, che sta dinanzi al Comune stesso; e facciamolo sotto gli occhi di tutti, prima dell’inizio delle sedute consiliari o delle Giunte & Commissioni, in ossequio al principio di quella trasparenza che a Quarrata sembra proprio non esistere…
Qualche anno fa un comico, oggi più o meno dimenticato a causa del consumismo televisivo, ebbe fortuna con una famosa frase che campeggia sulla copertina di un libro pubblicato da Mondadori a firma di Balbontin Enrique.
È facile fare tutto, quando si fa con quello degli altri: principio che sembra la Bibbia stessa di questa SSGiunta.
Dia l’esempio per prima l’amministrazione comunale, si spenda bene e la smetta di prendere in giro gli elettori. Se l’acqua di Quarrata è perfetta, smetta di spendere inutilmente in acqua minerale!
POSTA DESTRA RAZIONALE
24 nov 09 at 14:40
Castiglione: Cerchiamo un piano comune
“Un tavolo tra Mpa e Udc”
di Redazione
24 Nov “L’Mpa aprirà un tavolo anche con l’Udc”. L’ha detto il co-coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione, al termine dell’incontro a Catania tra i vertici regionali del suo partito e quelli del Movimento per l’autonomia, per trovare una soluzione alla crisi che si è aperta alla Regione. “Abbiamo insistito – ha aggiunto – sulla necessità di includere l’Udc: una maggioranza risicata non sarebbe sufficiente ad affrontare i grandi temi che il governo di Raffaele Lombardo dovrà affrontare”. Probabilmente l’esecutivo chiederà il rinvio della seduta prevista per mercoledì all’Ars, dove si sarebbe dovuto anche esaminare un ordine del giorno di censura nei confronti dell’assessore alla Presidenza Gaetano Armao. “Senza un chiarimento – ha spiegato Castiglione – è chiaro che la nostra linea in aula non subirebbe modifiche”. …
http://www.livesicilia.it/2009/11/24/un-tavolo-tra-mpa-e-udc/
POSTA DESTRA RAZIONALE
24 nov 09 at 14:41
pecunia non olet
Domenico
24 nov 09 at 15:18
grande domenico…
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 15:29
ahahahahahah scusate è più forte di me ogni volta che torna la storia pecunia…
un ottimizzare il fine del servizio posta, i presidenti che si trovano nella zona di eventi in cui pare siamo stati invitati, potrebbero rendersi partecipi e presenziare a nome dell’associazione a questi incontri.. facendoci una relazione dello svolgimento dell’evento che ne pensate.. in questo modo è come se tutti avessimo partecipato.. che ne pensate?
monica
24 nov 09 at 16:51
idea giusta. da proporre in cda appena possibile.
MORPHEUS - SUPERVISOR
24 nov 09 at 17:01
Buona sera a tutti ,scusate il ritardo ma ero in sede d’esame all’universita’.
Beh collaborazioni sono sempre esistite da quando esiste il mondo ,soprattutto quando si parla di denaro “pecunia non olet” ovvero il denaro non puzza letteralmente ed a tutti fa’ comodo.
Collaborazioni , amicizie , agevolazioni professionali oppure in certi ambiti , macchine aziendali , cellulari , riduzioni economiche su acquisti oppure a livello sanitario ecc, tutti ne usufluiamo , saremmo degli ipocriti a dire il contrario .
Chi non ha mai chiesto aiuto o la collaborazione ad un amico o ad un conoscente per un’agevolazione personale , giustamente c’è sempre un ritorno del favore .
Diventa disdicevole quando l’aiuto o la collaborazione diventa troppa e puo’ portare a commettere l’illecito .
Che lo Stato Vaticano sia uno dei piu’ ricchi al mondo e risaputo da tutti.
Poi che oltre alle collaborazioni e ai rapporti di amicizia (tra virgolette) esistono le Caste fa ‘ parte anche del mondo degli affari ,della politica ,ecc.
Auguro a tutti una buona serata .
Petronilla Corsaro
24 nov 09 at 17:17
Mi pare che Il Mondo abbia scoperto l’acqua calda… ad ogni modo, meglio tardi che mai… Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, è sotto l’ala protettrice di CL (e ricambia). A Padova l’ex vice sindaco (Menorello, giunta sindaco Destro) è di CL che controlla mense, case degli studenti, lottizzazioni… CL, soprattutto nelle regioni “bianche” ha costituito un sistema equivalente a quello delle cooperative nelle regioni “rosse”. Non mi son mai piaciuti, nè gli uni nè gli altri. Ma i ciellini in particolare hanno fatto della religione uno instrumentum regni che non tollero…
Vincenzo
24 nov 09 at 18:09
scusate l’ assenza prolungata.
io vorrei soffermarmi su quanto successo al premier. e sono preoccupato perchè tale episodio non ha placato gli animi dei politici. di pietro e la bindi si dovrebbero vergognare per quello detto. speriamo che si cambi ma sarà difficile, e ciò farà aumentare l’ odio verso berlusconi. speriamo che mi sbagli.
cordialmente a risentirci.
Giuseppe Cucinotta
16 dic 09 at 23:14