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COMINCIA A TORNARE LA VOGLIA DI PUBBLICO

 

TORNIAMO AL PUBBLICO

Fino a non molto tempo addietro, presentarsi e dichiarare di essere un impiegato pubblico, era motivo di vanto. Certamente non sotto il profilo economico, giacché questa è sempre stata una voce che ha posto il dipendente pubblico sempre come il fanalino di coda nella casistica delle retribuzioni.

In ogni caso, anche se non permetteva una vita da nababbi, sicuramente dava alle lavoratrici ed ai lavoratori pubblici la possibilità di poter condurre una vita più che dignitosa. Senza contare poi, tutte quelle garanzie che si consegnavano naturalmente a quanti dovevano dare al dipendente pubblico, prestiti bancari per mutui o per altre esigenze famigliari.

Ora tutto ciò non esiste più! Oggi presentarsi come dipendente pubblico è quasi un biglietto da visita di serie B, tutti ti guardano dal basso in alto con un’espressione compassionevole da una parte e di compiacimento dall’altra, per come la nostra categoria è stata oltraggiata e vessata attraverso le recenti manovre di Governo. Ovviamente, non solamente quelle dell’ultima ora, che vedono coinvolti tutti i cittadini del Paese, ma quelle messe in campo espressamente contro di noi!

Prima tra tutte, il blocco dei contratti di lavoro fino al 2014 e, forse oltre. Quindi ora, la nostra situazione diventa veramente difficile, perché non solo siamo coinvolti nella manovra economica salva Italia, come il resto dei nostri concittadini, ma ci troveremo ad affrontarla con i nostri già magri stipendi fermi al lontano 2010!

Il Governo dei tecnici con tutta probabilità, è nella continuazione con quanto già prodotto contro di noi dal precedente ministro alla Funzione Pubblica Renato Brunetta, altrimenti non riusciamo assolutamente a comprendere come circa tre milioni di lavoratori e relative famiglie, possano affrontare una situazione economica già pesante prima ed ora gravata da nuove ed onerose tasse.

Si continua a parlare male del settore pubblico e dei suoi dipendenti, ma già qualcuno per fortuna inizia a capire che forse il male non è questo! Il male sono le privatizzazioni e le esternalizzazioni delle funzioni pubbliche, sociali e dei servizi.

Una rappresentazione di paragone, tra il pubblico ed il privato, è quella che possiamo ritrovare tra l’Agenzia delle Entrate e l’Equitalia.

La prima comunica attraverso le cartelle esattoriali, che ci sono dei pagamenti arretrati da onorare, con tutte le relative tasse e more di legge, mentre la seconda, in allegato alla cartella esattoriale invia una lettera di vere e proprie minacce, che si trasformano nel blocco degli automezzi, fino all’ipoteca sulla casa!

Ovviamente, caricando sul povero oneroso, tasse da usurai e prebende varie.

Tutto questo ha una sua logicità, perché i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, sono dipendenti pubblici e stipendiati con soldi pubblici, mentre i dipendenti di Equitalia, devono costruirsi lo stipendio attraverso le riscossioni conto terzi!

Quindi, la giusta cura per non arrivare a pagare oltre modo, ciò che è dovuto ai cittadini attraverso il pagamento delle tasse, è semplice; Tornare al pubblico!

Ne guadagneremo tutti in denaro, salute e in dignità sociale, perché solamente davanti a ciò che è realmente di tutti, siamo tutti uguali!  

di Paola Saraceni e Francesco Prudenzano – Coordinatori Nazionali UGL-Intesa Funzione Pubblica

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